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The Dream Factory is Closed !!

Venerdì, 24 Luglio 2015 00:00
The Dream Factory is Closed !!
  

“Cosa c’è dopo inizia adesso” era il motto della rinascita dell’azienda che invece ha dovuto chiudere i battenti e dichiarare il fallimento. Che l’ avvento della tecnologia non sia sempre e comunque portatore sano di innovazione lo si sapeva da tempo, ma la distruzione della fabbrica di Rochester lascia in bocca un tipo di amaro che solo gli appassionati della pellicola possono comprendere fino in fondo. Gia nel 2012, la società fondata da Mister George Eastman nel 1888 Kodak, che aveva visto accrescere sempre più il suo splendore nel decennio 1980-1990, ha dovuto vendere tutti i brevetti per una cifra che si aggira sui 500 milioni di dollari per scongiurare il fallimento.

Particolarmente interessati agli sviluppi di questa vicenda si erano dimostrate aziende quali Google, Microsoft e Apple, soprattutto a ciò che riguardava lo sviluppo di nuovi dispositivi con funzioni di fotografia digitale. Anche l’archivio fotografico è andato tra virgolette perduto, ospitato prima dal museo Museo Kodak Heritage di Toronto, che ha chiuso i battenti nel 2005, poi dalla Ryerson University di Toronto.

 

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Nel 2013 tutte le passività sono state risolte scongiurando la bancarotta, ma cedendo il marchio per la produzione di schede di memoria, batterie e macchine fotografiche a terzi. Ben 47.000 lavoratori, 13 impianti e 130 laboratori hanno creduto in una lievissima speranza.

Ahimè non è servito a nulla poiché ieri dopo 127 anni a New York il padiglione 38, quel magico posto dove veniva creata la pellicola, la fabbrica dove venivano creati piccoli strumenti dall’inconfondibile colore giallo in grado di intrappolare i ricordi è stata fatta implodere e con le mura è imploso anche un pezzo di storia.

 

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Simbolo storico, ma anche di innovazione, la Kodak fu la prima ad aver sostituito le lastre fotografiche rigide con pellicole fotosensibili dando la possibilità alla massa di poter usufruire di apparecchi fotografici molto piu’ economici e agevoli. Suo anche il primato del lancio sul mercato della compatta usa e getta: bastava andare dal giornalaio, al supermercato ed ecco subito pronta fra le nostre mani una macchina fotografica con autofocus da 24 o 36 pose e tutto era più romantico. Oggi, invece, con lo smartphone, il tablet o con le compatte si è preso il gusto della ricerca, il custodire gelosamente ogni singolo scatto, l’attesa dello sviluppo dal fotografo e quel non sapere se la foto era venuta bene fino al momento in cui non ce la si aveva fra le mani. Oggi con tutte le app di fotografia è un attimo … è venuta male? Click eliminata!

 

Oggi l’azienda o ciò che ne rimane ha dovuto spostare il proprio impegno e interesse offrendo servizi alle aziende, consulenze sulle tecnologie di stampa industriale, elaborazione e sviluppo di sensori per gli schermi touch-screen, grafica pubblicitaria e pellicole per l’industria del cinema (Star Wars, ad esempio, è stato girato interamente su pellicola Kodak).

 

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Chi non ricorda il nanetto, che con il suo tormentone “Ciribiribì Kodak”, faceva sognare milioni di bambini italiani, i quali immaginavano chissà quali avventure vivesse con la sua macchinetta e la sua fidanzatina spaziale. Per i più nostalgici segnaliamo un sito che farà scendere una lacrimuccia rivedendo immagini retrò e specifiche macchine fotografiche fin dal 1910 - http://www.vintageadbrowser.com/photography-ads-1910shttp://www.vintageadbrowser.com/photography-ads-1910s - e per i curiosi le immagini della demolizione della fabbrica.

 

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 24 Luglio 2015 09:30

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