"Wayward Pines" ovvero come buttare via una buona idea

Venerdì, 24 Luglio 2015 14:52
  

Vi è mai capitato che un amico vi raccontasse tali meraviglie di un film, al punto che una volta usciti dal cinema vi siate sentiti delusi non per la qualità della pellicola, ma per le altissime aspettative che avete riposto in esso? Ecco, questa sensazione calza perfettamente a Wayward Pines. Presentarsi come il nuovo Twin Peaks non è in linea di principio una mossa astutissima, ma se il risultato è questo possiamo parlare di vero e proprio sacrilegio.

 

Già dopo la prima puntata c'era un certo scetticismo (fate click qui per leggere l'articolo) ma rimaneva comunque la speranza che il prodotto potesse migliorare, e in effetti, alla fine del quarto episodio c'era stata quella scintilla che lasciava sperare nell'impennata tanto attesa.

 

Ahimè, mai arrivata.

 

L'aura di mistero che circondava la piccola cittadina, che a conti fatti era la cosa meglio riuscita dello show, è svanita con l'episodio 5, "The Truth", in cui ai ragazzi viene presentata la verità dall'antipaticissima Megan Fisher (un plauso all'attrice Hope Davis). Fornire la spiegazione così presto, oltre che azzerare qualsiasi ipotesi su fenomeni paranormali, distorsioni spazio-temporali, cospirazioni governative e quant'altro, ha anche ammazzato la suspense.

 

Intendiamoci, La Verità non è stata deludente in quanto tale. Au contraire, se analizzata da una prospettiva ecocritica è anche interessante: visti i disastri compiuti dall'Homo Sapiens, il passo successivo dell'evoluzione è... tornare indietro! Ironicamente, gli Abbies pare abbiano mantenuto la ferocia dei loro predecessori, attaccando qualunque cosa si muova, come a sottolineare la malvagità di fondo della specie.

 

Sarà che era lecito aspettarsi qualcosa di più "soprannaturale", ma al di là dei gusti e delle preferenze personali, il prodotto è andato via via scemando fino all'episodio finale trasmesso ieri sera, che ha dato l'idea di essere stato prodotto in fretta e furia. Davvero brutta la sequenza nel bunker e nell'ascensore, priva di una qualunque sottolineatura drammatica la morte di Ethan, altrettanto senza senso quella di Pilcher: che senso ha sparare un uomo disarmato che non costituisce una immediata minaccia?

 

Realizzando un episodio in più avrebbero potuto raccontare meglio la storia, concedendo il giusto spazio non solo a Ethan e Pilcher ma anche a ciò che accade a Theresa e Kate, e invece? Un flash forward di tre anni che lascia poche risposte e tanto amaro in bocca per una serie iniziata maluccio e finita peggio. Dal momento che non ci sarà una seconda stagione, questo finale raffazzonato suona ancora più come una beffa. Se poi si tratta di una scelta stilistica, di un voler tenere deliberatamente all'oscuro lo spettatore, beh... Dalla morte di Ethan in poi sembrava di assistere a un veloce riassunto di inizio puntata, del tipo:«Previously on Wayward Pines...» e non ad un'elaborato espediente narrativo.

 

Per concludere, la storia in sé non è stata cattiva, solo mal raccontata. Un pizzico di fretta in meno avrebbe condotto a risultati diversi, certo è che nonostante Matt Dillon e Melissa Leo, Wayward Pines sta a Twin Peaks come Il Segreto sta a Il Trono di Spade...

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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