Vesuvio Underground: istruzioni per l'uso "Professione band emergente"

Domenica, 06 Settembre 2015 11:19
  

Sabato 5 settembre a Villa Savonarola (Portici), l'Associazione Vesuvio Underground, in collaborazione con il Comune di Portici e il Forum dei Giovani, ha organizzato un interessante seminario gratutito, un incontro tra artisti e addetti ai lavori dal titolo "Professione band emergente". Si è discusso del lato manageriale della musica originale e indipendente, fondamentale per le realtà autoprodotte che vogliono rendere la loro passione un vero e proprio lavoro ma che, troppo spesso, non hanno le conoscenze atte a perseguire i propri obiettivi.

Noi di MYGENERATION abbiamo intervistato il responsabile della comunicazione, Pino Passante, per capire meglio l'iniziativa e le sue finalità.

 

-Come è nata l’Associazione Culturale “Vesuvio Underground” e quali sono i suoi obiettivi?

 

L'associazione è nata da un'idea dei musicisti Alessandro Liccardo e Guido Sabia, dopo un evento ben riuscito che organizzarono al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano. In seguito a quell'esperienza i fondatori pensarono subito di non limitarsi soltanto a pianificare concerti per promuovere la musica indipendente, ma di creare una rete di interscambio tra artisti ed altri lavoratori del mondo dello spettacolo. Per questo motivo ai seminari gratuiti che proponiamo vengono coinvolte, ed è importante riconoscere che fino ad ora tutte accettano ben volentieri l'invito, figure professionali come responsabili di etichette discografiche, organizzatori di eventi, produttori fonografici. Uno dei primi obiettivi che ci siamo posti è la creazione di una sorta di anagrafe degli artisti ed addetti ai lavori, che fungesse da fonte di informazione utile per tutti. In un database del genere ad esempio il musicista potrà cercare altri strumentisti o fonici con cui poter lavorare, agenzie di booking, studi di registrazione o sale prova dove potere ottenere sconti, locali a cui poter proporre un proprio show a nome di Vesuvio Underground, case discografiche, ecc. 
 

Quali sono per voi le motivazioni fondamentali per le quali bisogna dedicarsi alla musica emergente?

 

Dedicarsi a questo tipo di attività è altamente motivante, significa proporre nuove pagine di musica, sforzarsi di creare "mercato" sentendosene parte attiva e protagonisti anziché limitarsi ad assecondarlo passivamente.
Nell'ambito della musica emergente in questo momento storico si ha un vantaggio: se hai buone competenze e buone idee, puoi realizzare queste ultime e proporle con qualità, abbattendo i costi da sostenere rispetto al passato. 
Oggi varie case discografiche hanno capito che non ha senso non rispondere all'invio di una demo, ed è possibile interagire con esse attraverso la rete, risparmiando soldi per lettere raccomandate o viaggi. Ci sono insegnanti privati o studi di registrazione che praticano prezzi più accessibili rispetto a dieci anni fa, ecc. 
Noi stessi siamo musicisti che hanno voglia di emergere e di dare risonanza alla propria attività coscienti del fatto che nella nostra città la musica ha da sempre rappresentato un' immensa risorsa. L'importante sforzo da compiere oggi consiste nel cercare dei modi efficaci per "veicolare" l'arte in un momento storico di trasformazione culturale. Come in ogni cambiamento epocale che si rispetti, è inutile nasconderlo, vi sono fasi alterne di declino, che celano, però, delle opportunità. Talvolta, il professionista qualificato e con conclamata esperienza che fino ad oggi ha sempre pagato il proprio affitto di casa facendo il musicista, ad esempio, più che piangersi addosso nel momento di crisi, preferisce rimboccarsi le maniche e rendersi disponibile ad aiutarci, scendere in piazza con noi interagendo con le nuove generazioni. La stessa risposta positiva la stiamo avendo dalle istituzioni locali, e di questo ce ne sentiamo onorati. Possiamo, dunque, abbattere ben più di un muro!
 
  • - Quella di svolgere un seminario gratuito, durante cui si è discusso dei meccanismi interni al panorama della musica indipendente, rappresenta un’ occasione da non perdere per i musicisti emergenti di Napoli e dintorni. Come si è svolto l’incontro e quali sono stati gli argomenti cardine del confronto?
Abbiamo analizzato tutto il ciclo di realizzazione di un brano musicale, dalla pre-produzione, alla produzione e promozione. Per questo è stato possibile porre delle domande ad esponenti di etichette discografiche, addetti ufficio stampa, tour manager, e anche ad esperti legali, in quanto abbiamo parlato di SIAE e diritto d'autore. Ci siamo poi confrontati, fornendo consigli pratici per trovare i giusti canali per suonare dal vivo. Giusto per citare alcuni nomi importanti, abbiamo avuto la fortuna di avere tra i relatori, al primo seminario svolto presso l'associazione culturale Soul Palco di Giugliano, organizzatori di eventi come Vincenzo Russo del Disco Days con la Iuppiter Eventi piuttosto che musicisti del calibro di Mark Basile. Al prossimo seminario di sabato 5 settembre 2015 che si svolgerà presso Villa Savonarola a Portici di mattina alle ore 11:00, avremo Fabrizio Alessandrini della NoVoices Records ed ancora il responsabile della Volcano Promotion, Sergio Toledo Mosca.
E' dunque importante per me che i partecipanti abbiano fatto tante domande ai nostri ospiti, per cercare di rubare informazioni preziose, per questo motivo, in quanto moderatore, ho garantito ampio spazio all'interazione tra relatori e platea.
 
 
- Perché è importante che i musicisti comprendano le dinamiche del music business?
 
Credo sia importante conoscere le dinamiche del music business anzitutto per approcciarsi in maniera professionale ad un tipo di lavoro come quello svolto da una band, dove l'obiettivo è ovviamente spostato sulla continuità della propria attività anziché l'ottenimento di un successo passeggero. 
Fortunatamente è finita l'epoca del maestro privato di canto che mantiene nel tempo allievi con la falsa promessa di presentarli, un giorno, a Sanremo. Essere bene informati su certi meccanismi consente di evitare spese superflue. Giusto per fare altri esempi, a volte può essere inutile chiudersi in studio quando invece sarebbe il momento opportuno di investire le proprie forze nella promozione, o viceversa. Il musicista indipendente non ha "santi in paradiso", deve sapersi orientare autonomamente, si trova ad avere a che fare in prima persona con varie figure professionali, sul palco è giusto che sappia chi è il backliner, ed è fondamentale che sappia distinguere un produttore esecutivo da un talent scout piuttosto che da un produttore meramente fonografico, ecc.
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