«Innalzatevi» - Ricordando l'11 Settembre

Venerdì, 11 Settembre 2015 00:00
  

L'Undici Settembre dormivo.

 

Sul serio.

 

Avevo un mal di testa terrificante e trascorsi buona parte del pomeriggio a letto. Quando mi svegliai, il mondo non era più lo stesso.

 

Letteralmente.

 

Quattordici anni dopo, la NerdZone ricorda tutti coloro che persero la vita quel giorno e lo fa a modo suo, con Stand Tall, apparsa su The Amazing Spider-Man #36 Vol. 2 nel dicembre 2001.

 

Si tratta di una storia che conoscerete senz'altro benissimo, ma che vale la pena di essere ricordata per l'alta drammaticità e per la carica emotiva che resiste agli anni, restituendo un messaggio sempre fresco e attuale.

 

La narrazione si articola in due movimenti paralleli, uno discendente che riconduce i supereroi su un piano, per così dire, umano e l'altro che segue il percorso inverso, cioè mostra persone comuni (nel senso di "sprovviste di superpoteri") innalzate al rango di eroi. L'apertura è in medias res, negli attimi immediatamente successivi all'attacco al World Trade Center: l'Uomo Ragno che ci viene subito mostrato è disperato e insolitamente impotente,

 

Spidey 9 11 h

 

cosa accentuata nella tavola successiva in cui le tonalità grigie e azzurre dello scenario urbano sono spezzate dal rosso di una delle tue torri, ormai prossima al collasso. Una coppia di superstiti chiede come i supereroi abbiano potuto permettere l'attacco ma Spidey è completamente annichilito, incapace di fornire una risposta.

 

Spidey 9 11 i

 

Spidey 9 11 f

 

L'umanizzazione dei supereroi continua nelle splendide tavole successive in cui vediamo, tra gli altri, Wolverine, la Cosa e Cyclops tra le macerie, mentre lavorano alacremente accanto ai pompieri e ai poliziotti. Altro momento toccante è quello in cui appaiono alcuni cattivi tra cui Kingpin, Magneto e Doctor Doom: l'inquadratura si stringe sempre di più su quest'ultimo e le didascalie sottolineano ancora l'avvicinamento tra il mondo degli umani e quello dei supereroi (e dei supercattivi!).

 

Spidey 9 11 d

 

È a questo punto che inizia l'altro movimento, quello verso l'alto con l'innalzamento di «Ordinary men» e «Ordinary women» al rango di veri eroi. Lo stesso Spider-Man, l'io narrante del fumetto, lo ammette senza mezzi termini che:«With our costumes and our powers we are writ small by the true heroes...»

 

C'è una tavola stupenda che rende molto bene questo "scambio" di ruoli: Spidey, ritratto in momento di pausa, beve un sorso d'acqua in mezzo ad alcuni pompieri, quando una donna in barella gli chiede il perché di tutto questo. Di nuovo, il supereroe ammette di non avere risposte e rimane a fissare il vuoto con la maschera mezza sollevata, dettaglio che sottolinea - ancora una volta - il suo essere senza difese, un semplice uomo, come tutti gli altri.

 

Spidey 9 11 c

 

Dopo un tributo a Capitan America, nelle ultime pagine l'attenzione vira decisamente sul popolo americano, ovvero «The True heroes of the Twenty-First Century». Certo, echi di un certo compiaciuto sciovinismo e dell'immancabile Manifest Destiny sono riscontrabili qui e lì, ma preparano la strada per l'apoteosi delle ultime due tavole in cui esponenti delle diverse culture ed etnie del popolo americano vengono ritratti come altrettante statue innalzate in un pantheon di nuovi eroi...

 

Spidey 9 11 g

 

«Innalzatevi...»

 

Spidey 9 11

 

«Stand tall...»

Ultima modifica il Venerdì, 11 Settembre 2015 07:31
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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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