Flavia Pennetta: un modello di cuore, grinta e volontà

Giovedì, 24 Settembre 2015 23:58
  

Bella, statuaria, sorridente. Così si è presentata a casa sua, a Brindisi, Flavia Pennetta il 19 settembre in occasione della festa che le hanno dedicato per l'immensa vittoria agli Us Open 2015.

Ebbene sì. Per chi ancora non lo sapesse, la trentatreenne pugliese, lo scorso 12 settembre a Flushing Meadows, ha vinto il match finale del torneo del Grande Slam scendendo in campo con la connazionale Roberta Vinci; seconda, nella storia del tennis italiano, solo a Francesca Schiavone, vincitrice del Roland Garros del 2010.

E mentre ci sono ragazze che arrivate alla soglia degli "enta" non sanno ancora cosa fare della propria vita, la nostra campionessa salentina vanta una carriera da capogiro. Vincitrice per ben quattro volte della Fed Cup con l'Italia tra il 2006 e il 2013, ha portato, al singolare, a casa undici vittorie al torneo WTA (Women's Tennis Association), arrivando ad essere la prima tennista italiana meritevole della top ten della classifica mondiale di tale torneo, concludendo la sua carriera in settima posizione. 

Ma non è finita qui, perchè la bella Flavia ha ottenuto risultati sorprendenti anche in doppio, vincendo ben diciasette tornei WTA, conquistando il primo posto del mondo per la prima volta nella storia italiana. 

Dunque, come dicevo, bella, sicuramente ricca, giovane, con un fisico da urlo e mostruosamente talentuosa. Queste qualità basterebbero da sole per invidiarla-o ammirarla, dipende dai punti di vista-e, invece, care amiche, non è tutto, perchè la nostra connazionale è legata sentimentalmente al sexy collega Fabio Fognini, col quale-beata lei-ha intenzione di mettere su famiglia. 

Ma nonostante tutto, sapete cosa vi dico? Se l'è meritato. Tutto. Ogni singolo successo ottenuto nella vita. Ogni gioia raccolta lungo il percorso della sua carriera. Perchè per arrivare dove solo lei è arrivata, è necessario armarsi di grinta, determinazione, coraggio, ma soprattutto sacrificio.

Ormai siamo troppo abituati ai programma spazzatura che promettono fama e successo in cambio di futile apparenza. Siamo così tanto trascinati dalla fiumana della contemporaneità che non riusciamo più a riconoscere i valori e i modelli da seguire. Crediamo tutti di essere speciali e di ottenere la nostra fetta di ricompensa, ma cosa siamo disposti a fare, in fin dei conti, per meritarla?

Non sono così vecchia da essere distante dall'ultimissima generazione, ma sono un'insegnante e, dall'altra parte della cattedra, vedo cose che non mi fanno ben sperare nel futuro. Non c'è più negli occhi dei ragazzi il desiderio di realizzare un proprio sogno, di lottare per conquistarlo. Nessuno-o quasi il 90% di loro-non ha più voglia di sudare sui libri per diventare ingegnere o medico o quello che sia. Costantemente con la testa china sui propri smartphone alla ricerca dell'ultima moda da seguire. Nati in una società che li preferisce ignoranti, più gestibili, che insegna loro a mettere da parte dedizione e sacrificio, e gonfia in loro l'aspirazione a diventare famosi, seduti su di un trono o spiati per giorni in una casa, per arrivare al culmine della loro ambizione: le serate in discoteca.

Mi sono lasciata trasportare dai miei pensieri, ma, credetemi, non sono campati in aria. 

Credo sia giunto il momento per ognuno di ristabilire le proprie priorità. Campionesse come Flavia Pennetta, Federica Pellegrini, Tania Cagnotto, possono, con il loro lavoro e sudore, rappresentare il punto da cui partire per riconquistare un proprio posto nella società. È grazie alla loro straordinaria tenacia che possiamo tutti imparare che i sogni vanno coltivati e portati avanti, contando solo sulle nostre forze.

Non abbiamo più bisogno che siano gli altri a dirci come arrivare al successo nella nostra vita, perchè il successo non si traduce solo in soldi e fama. Al successo, quello vero, ci arriviamo ogni qualvolta proviamo felicità, mentre rincorriamo l'immagine che ci rappresenta nel mondo.  

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Alessandra Montuori

Laureata in Lettere Monderne e specializzata in Filologia Moderna. Adora scrivere e seguire le partite di calcio; raccontare ciò che succede sul terreno di gioco è la sua passione. Ama leggere, disegnare e viaggiare. Estroversa e solare, preferisce la natura, pura e silenziosa, piuttosto che il caos ciitadino. Ha un debole per gli animali, primo tra tutti Marek, il suo piccolo Jack Russel.

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