Black Mass, Johnny Depp mafioso e ingrassato, ma senza mordente

Venerdì, 25 Settembre 2015 03:02
  

Nell’ultimo anno, in tv e sui giornali si è parlato e scritto molto del presunto e letale accordo “Stato-Mafia” del 1993 per bloccare le stragi che stavamo devastando il nostro Paese.

Volendo fare l’avvocato del Diavolo, è giusto che lo Stato scelga il male minore per garantire il quieto vivere? Se l’istinto e la morale ci spingono a dire no, la ragione e il “fine giustifica i mezzi” di machiavellica memoria ci portano a guardare da una diversa prospettiva.

La “realpolitik” è  spesso considerata una parolaccia, ma per gli americani è uno strumento per governare e risolvere i problemi.

E, quando i problemi si chiamano mafia e italo-americani, ecco che può succedere che l’Fbi scelga di allearsi con un piccolo criminale locale di Boston per avere le “giuste” soffiate per fermare il boss mafioso.

Vi sembra un romanzo, una fiction? Potrebbe dire il nostro caro Carlo Lucarelli, invece è pura, semplice, incredibile e amara realtà, avvenuta tra il 1975 a Boston, quando il giovane e ambizioso agente Fbi John Connolly (Edgerton), nato e cresciuto nel sud di Boston, propone ai suoi superiori di far diventare un informatore il suo vecchio amico d’infanzia, James Whitey Bulger (Deepaffinchè possa dare preziose soffiate per incastrare il boss italo americano Augello.

I vertici Fbi accettano con riluttanza quest’ ”alleanza”, consapevoli di quanto Bulger e la sua banda  siano pericolosi e intenzio nati ad aumentare le loro lucrose attività criminali quali traffico di droga, prostituzione e gioco d’azzardo.

Bulger, per conto suo, decide di diventare “informatore” per sfruttare questa sorta di "immunità” per poter espandere i suoi interessi economici e soprattutto poter eliminare i suoi nemici, avendo le spalle coperte dall’Fbi e dal fratello Bill Bulger (CumberbatchCumberbatch), potente senatore dello Stato.

Inizia così un ambiguo e torbido periodo lungo più di dieci anni  in  cui ogni crimine compiuto da James viene sistematicamente coperto dal fraterno amico Connollyfacendo diventare di fatto Bulger il boss più importante e spietato di Boston.

Bulger è un boss senza scrupoli, sanguinario e vendicativo, però ben visto rispettato dalla comunità e legato affettivamente solo al figlio e alla madre, morti entrambi in maniera tragica.

Black Mass”, come impianto  e intreccio narrativo e soprattutto per la violenza e cruenza delle immagini, ricorda altri film celebri delle stesso genere, come “Scarface” “Il Padrino” o serie tv cult come “I Soprano”, senza però incidere davvero e colpire o scuotere il pubblico come ci aspetterebbe.

Lo spettatore assiste a brutali omicidi, tradimenti, sparatorie visivamente sì eclatanti, spietati, duri, ma che risultano vuoti e ripetitivi dal punto di vista narrativo, senza aggiungere incisività e profondità al racconto.

Il tema trattato è sicuramente interessante e impegnativo nel dimostrare la zona d’ombra esistente tra Stato e criminalità, ma portato in scena ne esce fuori una rappresentazione poco realistica e non inserita nel contesto storico dell’epoca.

Black Mass” manca di quel "fascino del male" che, ad esempio, abbonda nella saga de "Il Padrino”.

La scelta registica di far raccontare la storia tramite le confessioni dei complici di Bluger non convince fino in fondo facendolo diventare sì un discreto prodotto, ma privo di mordente e di quel quid necessario a renderlo "cult” e con un ritmo abbastanza compassato.

Presentato in anteprima al Festival di Venezia, si è parlato più della "panza” e del “gonfiore” di Johnny Deep che della recitazione che, nel complesso, risulta apprezzabile, elegante, perfida, ma non magnetica al punto di farlo salire nell’Olimpo dei Cattivi come Hannibal Lecter.

Il suo Bulger è cattivo, crudele, ma non diverso da altri cattivi che, aihmè, vediamo in Tv.

Sicuramente più interessante è l’interpretazione di Joel Edgertonoel Edgerton nel ruolo dell’agente Fbi diviso tra legalità e  legami di sangue per come riesce a rendere credibile e intenso lo scivolamento verso il "lato oscuro”, dando spunto allo spettatore per considerazioni etiche ed emotive di un certo livello.

Infine, una menzione per Dakota Johnson, vista per la prima volta sullo schermo anche se in poche scene, di cui sommessamente mi permetto di dire che possiede delle discrete potenzialità artistiche al di là di 50 “sfumature" di figlia d’arte

Il finale è cupo e, nello stesso tempo, speranzoso nel dimostrare che, alla fine, nessun patto scellerato può prevalere sulla legalità dello Stato e, come direbbe Lucarelli,non ci si può non augurare che questi “brutti romanzi” non vengano più scritti.

 

Il biglietto da acquistare per “Black Mass” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

 

Black Mass” è un film del 2015 diretto da Scott Cooper, scritto da JezButterworth, Mark Mallouk e basato sul romanzo” BlackMass: The True Story ofanUnholyAllianceBetween the FBI and the Irish Mob “di Dick Lehr and Gerard O'Neill, con: Johnny DeppJohnny DeppJoel EdgertonJoel Edgerton, Dakota JohnsonDakota JohnsonRory CochraneRory CochraneKevin BaconKevin BaconAdam ScottAdam ScottCoreyStollCoreyStollPeter SarsgaardPeter SarsgaardJesse PlemonsJesse PlemonsJulianne NicholsonJulianne NicholsonJeremy StrongJeremy Strong.

 

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