Perché "Metal Gear Solid V: The Phantom Pain" è LA killer application

Martedì, 29 Settembre 2015 00:00
  

Ebbene sì, una volta tanto cercheremo di chiederci non se un gioco vale o no, anche perché qui la domanda andrebbe sprecata, ma sul perché un gioco possa valere così tanto. Vale a dire che non staremo a discutere sul gioco in sé, che può deludere o meno a livello di pura storyline, ma su due pilastri fondamentali che hanno reso MGS V un gioco indispensabile anche a chi, di MGS, non ha mai capito nulla.
Ci chiederemo, poi, quanto di questo è di Kojima e quanto resterà dopo la sua dipartita.

 

Uno è di carattere generale, presente anche negli altri Metal Gear, ed è un riuscito connubio tra oriente e occidente. Di per sé potrebbe sembrare poco, ma fidatevi che non lo è: vuoi i robottoni, i cyborg e altre stranezze che solo il Giappone può offrire? Ce le abbiamo, si chiamano Metal Gear e in MGS V possono addirittura stare in piedi, proprio come avete visto in Pacific Rim. Vuoi dei cyborg zombie perfettamente integrati nel contesto, eppure capaci di rievocare con le loro curiose movenze un horror nipponico? Ce li abbiamo. Oppure sei un occidentalista, e vuoi vedere dei cowboys che sparano con fucili a canne mozze. Beh ce li abbiamo, e sono anche il nemico principale, nonché il tuo maggiore alleato. Insomma, revolveroni e elicotteri con le mitragliatrici? Cosa potete chiedere di più? La vera forza di Kojima Productions, in questo, è stata la bravura di armonizzare così tanto materiale in un mondo gigantesco e soprattutto espanso non solo nello spazio, ma anche nel tempo.

 

Quello che invece riguarda solo MGS V è la personalizzazione. Nel nuovo titolo della Konami puoi personalizzare qualsiasi cosa. E di più. Spiegheremo nelle ultime due righe di questo paragrafo questo inciso, quindi se non volete spoiler non leggetele. Armi, equipaggiamento, veicoli e partner durante la battaglia: in Metal Gear Solid V puoi farlo a livello maniacale, spasmodico, unico. Quando ti rendi conto che puoi addirittura modificare la musica che senti quando l'elicottero viene a prenderti, per portarti da una location ad un'altra, e che sentirai attraverso gli altoparlanti durante l'attacco missilistico che hai ordinato, allora capirai che questo gioco è come tu vuoi che lui sia. Ma cosa c'è di più? È semplice: per la prima volta in un MGS tu puoi personalizzare anche CHI È Snake. Infatti, tramite un geniale colpo di scena, lo Snake che è stato attaccato su un elicottero in Ground Zeroes non è lo stesso che utilizziamo in The Phantom Pain, bensì un sosia, che ha subito numerose operazioni chirurgiche per fungere da diversivo vivente. Quando arriviamo a ricordarcelo, tuttavia, potremo finalmente ritornare al nostro aspetto primario (o forse è tutto nella nostra mente): per chi come me ha personalizzato l'avatar in modo che ci somigliasse, sarà una vera sorpresa scoprire che in realtà Snake siamo proprio noi. Nessun altro gioco fino ad ora ha mai offerto tanto.

 

Questo è il motivo per cui, malgrado le indubbie mancanze, MGS V è destinato a fare da spartiacque tra i giochi MGS ispirati e quelli dove la tecnica prevale su tutto. Kojima andrà via e a noi non resterà che la possibilità di fare tutto. Ma dobbiamo porci una domanda: è meglio quando facciamo tutto noi, o quando faceva tutto lui?

 

Ad oggi, neppure io ho la risposta. E voi?

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