Bella non è sinonimo di stupida!

Sabato, 03 Ottobre 2015 22:34
  

Ormai è diventata nota per la risposta “Quarantadue”, che non è la risposta a tutti i quesiti dell’universo-come diceva Douglas Adams in “Guida galattica per autostoppisti”-bensì il periodo storico in cui le sarebbe piaciuto vivere. Ebbene sì, sto parlando proprio di Miss Italia 2015, la neo diciottenne Alice Sabatini. Il suo è stato un vero e proprio caso mediatico: più per la risposta data, e soprattutto per la motivazione “Tanto sono donna e in guerra non ci andavo” e molto meno per la vittoria del concorso di bellezza, è diventata una vera e propria celebrità.

L’opinione pubblica è pressappoco unanime: “La ragazza è stupida. Ma in fondo, cosa ti aspettavi da Miss Italia?
Ma forse, rispetto a questa affermazione, c’è molto da riflettere per approfondire meglio uno dei cliché più diffusi e duri a morire nel nostro paese: se sei bella sei stupida, e se sei intelligente sei sicuramente una racchia.
E so che a leggere questa frase ogni donna, ma anche molti uomini, si sentirebbero subito discolpati. “No, assolutamente, io non cado facilmente in questi pregiudizi.
Questo perché apprendere che Natalie Portman sia una bellissima donna laureata ad Harvard, o che Marissa Mayer sia anch’essa una bellissima donna per la prima volta assunta come ingegnere da Google negli anni ’90, non ci sorprende più di tanto.
Leggere notizie su internet ci porta su pianeti fantastici, dove noi donne non possiamo essere invidiose di Natalie Portman o Marissa Mayer,ma solo sognatrici. Dietro lo schermo, con personaggi d’oltreoceano, sembra tutto più credibile, come una favola della buonanotte.
C’era una volta una ragazza bella e intelligente”.
Il difficile arriva quando bisogna giudicare una persona dal vivo, o come nel caso di Miss Italia, una ragazza di diciotto anni attraverso lo schermo della televisione.
Mi è capitato di recente di imbattermi in uno stato su Facebook di una mia amica, che criticava una donna vestita con degli alti tacchi e dei leggins di pelle, enfatizzando invece la sua serietà sul posto di lavoro, lei che porta solo scarpe da ginnastica.
E solo qualche giorno fa l’ho provato sulla mia pelle, quando mi è stato detto “Ah ma sei una bella ragazza! Sapendo che sei all’università credevo fossi brutta”.
È proprio vero che voler risaltare la tua femminilità fa di te una sciacquetta con poca serietà sul lavoro? O al contrario che indossare scarpe basse indichi che tu sia una persona intelligente?
E, per citare nuovamente Alice Sabatini, se andassimo a chiedere ad altre ragazze di diciotto anni, più o meno belle che siano, in che epoca storica vogliano vivere, ci darebbero risposte poi tanto diverse?
Sembra invece che in un’epoca di avanzamento sociale come quella attuale, ogni donna non possa avere la libertà di mostrarsi al mondo per quella che è, intelligente e bella, o bella e intelligente. Perché qui la regola degli addendi sembra che non funzioni: che sia letto in uno o nell’altro ordine, pare proprio che il risultato cambi.
Che nella vita le lingue maligne abbondino è vecchia storia: ma qui sembra che più avanti andiamo, più è difficile dimostrare un proprio valore a dispetto delle apparenze.
Pavese diceva “Si odiano gli altri perché si odia se stessi”.
Allora attenti nel parlare degli altri, perché eccedendo con l’acidità, prima o poi la lingua si consuma.

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