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Intervista a Memorie di una Vagina, blogger per un modello sostenibile di femminilità

Lunedì, 05 Ottobre 2015 00:00
Intervista a Memorie di una Vagina, blogger per un modello sostenibile di femminilità
  
Con 42000 mi piace su Facebook e 7000 followers su Twitter, "Memorie di una vagina" appartiene di diritto all'universo delle blogger al femminile di Internet. Una novella Carrie Bradshaw? Decisamente no, ciò che distingue il suo blog e lo rende unico è la capacità di 'essere come una di noi', con i suoi capelli ricci e indomabili, e chi scrive ne sa qualcosa, esprime vizi e virtù, paturnie e gioie di una quasi trentenne o poco più, che viva in Italia. Qualche esempio? 
 
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L'elisir dell'eterna giovinezza sono le big babol. 

[comunque ho bisogno di ferie]
 
Ancora, le sue frasi estemporanee, condivise su Facebook, sono letteralmente da applausi: "La giovinezza è tutto ciò che sta prima di quando un 19enne ti da del "Lei" oppure "Tornerò a dire "cazzo" invece di "figa". Lo dirò come fosse un auspicio. A forza di invocarlo, sono fiduciosa, ritornerà". Per questa ragione, perché è una di noi, abbiamo deciso di fare qualche domanda a "Memorie di una vagina", in modo che possa raccontarci un po' di sè, della sua vita e del suo lavoro. Iniziamo!
 
Il tuo blog è molto seguito, sei capace di esprimere ciò che molti pensano, ma non dicono. Credi che il suo successo dipenda dall'assenza di ipocrisia, dilagante in altri contesti?
Direi che uno dei motivi del successo, se così si può definire, del blog sia nello scarso livello di fiction che in esso c'è. 
Questo non significa che sia un diario fedele e pedissequo di tutto ciò che mi accade nella vita, perché sarebbe impossibile e perché un barlume di privacy devo pur averlo. Ma l'approccio, l'idea, l'immagine è sempre piuttosto autentica. E questo viene a mio avviso percepito dallo "zoccolo duro" di lettori che mi seguono da anni. 

Quali sono i tuoi principali interessi? Parlaci di te.
Il mio principale interesse sono le persone, la società e i macro-cambiamenti che la riguardano. Per me è importante capire in che direzione cambiamo, come possiamo lavorare su questo cambiamento, come possiamo gestirlo per raggiungere un certo benessere umano e sociale, in un tempo - quello che viviamo - per certi aspetti più semplice ma assai più controverso. Prima o poi ci scriverò un ebook sopra e sarò più chiara. :)
Di qui la mia scelta di sostenere, tra le righe, un modello sostenibile di femminilità. E non di fare la figa. Perché di wannabe figa siamo pieni. 
Oltre questo, ovviamente, mi piacciono le solite cose qualunque: la musica, il cinema, i viaggi, a volte lo shopping. Mi piacerebbe fare volontariato. Forse, prima o poi, lo farò.   
 
L'amore e il sesso, secondo te, descritti in poche parole.
L'amore è un casino e il sesso è un'arte. 
 
Scrivere è una necessità?
Sì. Da sempre. È l'unica cosa di cui io non mi sia annoiata mai. E mi annoio facilmente. 
 
Come hai iniziato?
Coi temi alle scuole elementari, direi.
Il giornalino scolastico, i concorsi letterari da pischella (vinti addirittura, alcuni), collaborazioni con siti di varia natura negli anni dell'università, racconti, romanzi iniziati e mai finiti, cronache di gioventù scritte per la ristretta cerchia dei miei amici ai tempi dell'MSN Space (te lo ricordi?) e poi alla fine la Vagina e tutto ciò che ne è conseguito.
 
Parlami del tuo libro dal titolo "Cara cornuta".
Che non so se riuscirò mai a raffinare, editare e mettere in vendita (no scherzo, devo farcela entro il prossimo mese, diciamo). È un piccolo trattato sociologico, in cui si mischiano le budella e la riflessione lucida sul mondo delle relazioni tra uomo e donna oggigiorno. Sulla fedeltà, sulla monogamia, sulla competizione. Cazzo se l'avessi pubblicato a giugno avrei beneficiato di tutta l'attenzione mediatica data da Ashley Madison. E invece, arriverò coi fuochi finiti :)
 
La cultura sul web ha un grande futuro, credi che presto l'online sostituirà definitivamente la forma cartacea?
Questo è il grande quesito mediatico del terzo millennio, che mi porterebbe ad aprire uno sproloquio infinito e non vorrei ammorbarti. Penso che il discrimine debba essere la qualità del contenuto e penso che non importi se il contenuto sia un testo scritto online o su carta, una produzione cinematografica o una web serie di qualità. Di sicuro c'è una moltiplicazione dell'offerta e delle possibilità, che di base è un bene perché senza l'online non staremmo probabilmente nemmeno qui a parlare io e te. Come sempre, tuttavia, sta agli utenti discernere la qualità dall'appiattimento culturale, dalla pochezza di contenuti, che non è solo in Uomini e Donne in tv (lo fanno ancora?), ma anche in alcuni prodotti web/social. Se l'online sostituirà la carta non lo so. Forse sì. Forse sostituirà i dvd, sostituirà i cd, ha già cambiato il cinema, le relazioni interpersonali. Ciò a cui conviene prestare attenzione è che non sostituisca la carne, le interazioni, il nostro rapporto con la realtà fenomenica. Mi sono spiegata o mi sono capita da sola?
 
Sì, tutto sta nel contenuto e quindi io ti chiedo della forma..In cosa il linguaggio da blogger si differenzia da quello giornalistico e perché, a tuo parere, in molti casi, risulta più efficace?
Perché è più immediato, è più libero di essere quello che vuole. Poesia o volgarità, in ogni caso più aderente alla vita e all'emotività. Se scrivessi sul Corriere non potrei usare tutte le parolacce che uso e io le parolacce le amo. Per contro c'è da dire che un pezzo giornalistico presuppone un lavoro più accurato di ricerca e accertamento delle fonti, una documentazione più approfondita sul tema che si tratta, un'attenzione più professionale al contenuto. Credo, quindi, che la soluzione ideale sia trovare un buon compromesso editoriale tra questi due stili di comunicazione. 
 
Come è la donna del 2015, secondo te?
Affaticata. Affaticata ad essere tutto insieme: indipendente, emancipata, rassicurante, in forma, attraente, colta, dinamica, massaia, perché in fondo devi saper cucinare e stirare, eh! Vessata da numerose pressioni sociali su famiglia, maternità, lavoro, estetica (tipo che invecchiare pare un peccato capitale). Pungente e vulnerabile. Impegnata a incastrare la realtà di ciò che è con l'idea di ciò che sarebbe diventata. 
Ma non ci lamentiamo. Perché anche se la possibilità di scegliere che tipo di donna essere ha un costo emotivo, noi ce l'abbiamo. E non è poco.  
 
Essere single è davvero un problema come vogliono farci credere?
Credo che essere single sia un problema fin quando non accettiamo che esserlo è una nostra scelta. Che se proprio volessimo trovarci un Giangiuann da metterci accanto lo troveremmo. E che non siamo donne a metà, se preferiamo fare altro nella nostra vita, che stare con un uomo sbagliato per noi. 
Detto ciò, in termini pratici, avere un maschio che mi mantenga mentre io faccio la blogger per diletto, schifo non mi farebbe. Dividere le spese. Sapere con chi andare in vacanza. O con chi passare il capodanno. No, niente di tutto ciò farebbe schifo. Sono un po' scelte, un po' il caso. In mezzo ci siamo noi che dobbiamo imparare a vivere al meglio il nostro tempo, la nostra natura e quelle che siamo. Sopravviverò se nessun uomo mi regalerà mai un paio di Loboutin. Che ve devo dì. 
 
Progetti, idee e lavori del prossimo futuro.
Voglio assolutamente completare ed editare (e mettere in vendita su Amazon) Cara Cornuta (il suo libro n.d.r.). Dopo di ché mi piacerebbe iniziare subito a scrivere il seguito. Mi piacerebbe collaborare con qualche testata per scrivere di comunicazione/tv/social media. Mi piacerebbe anche pensare a un tour di eventi sul territorio e a un progetto di scrittura femminile collettiva. Ma per il momento sono infognatissima e vedremo cosa riuscirò a portare a compimento di tutti questi buoni propositi :)
 
Concludiamo con una buona massima...
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La mia amica dice che devo trovare qualcuno che mi ami, non qualcuno che mi ammiri. O, forse, qualcuno che mi stiri.
 
Per approfondimenti, rimandiamo al blog ---> https://memoriediunavagina.wordpress.com/2015/09/30/pornarmony/?blogsub=confirmed#blog_subscription-3
 
Ultima modifica il Domenica, 04 Ottobre 2015 19:47
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Emma Di Lorenzo

I leave to others the conviction of being the best, for me I want the certainty that in life you can always improve.

 Marilyn Monroe

 

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