Lady Chatterley: un'eroina d'altri tempi

Domenica, 11 Ottobre 2015 10:17
  

Vi siete mai chiesti come si sarebbe comportata Lady Chatterley se fosse vissuta ai nostri tempi?

Avrebbe mai avuto, secondo voi, il coraggio di lasciare gli agi di una vita economicamente sicura?

Ma facciamo un passo indietro. Per chi non lo sapesse, sto parlando della protagonista del romanzo di David Herbert Lawrence, "L'amante di Lady Chatterley", Constance Chatterley, che, sposata con il baronetto inglese Clifford Chatterley, si abbandona alle tenere -per usare un eufemismo- coccole del guardiacaccia della proprietà inglese di Wragby appartennete al marito. 

No, non si tratta di spoiler, altrimenti il titolo non avrebbe ragione di essere. Lo è quello che segue.

Siamo negli anni venti del Novecento e forse, oggigiorno, qualcuno non esiterebbe a darle della folle, perchè in tempi di crisi, meglio tenersi buoni i gioielli di famiglia; ma c'è qualcosa in questa donna che mi spinge a considerarla una vera e propria eroina d'altri tempi. 

La giovane Constance, sempre in giro per l'Europa durante gli anni adolescenziali, si ritrova, giovanissima, a vivere in una triste proprietà con un uomo che, in battaglia, durante il primo conflitto mondiale, resta paralitico. L'amore, fresco e vivo, inizialmente le permette di vivere al fianco del suo uomo in una relazione platonica, basata su conversazioni culturali e ideologiche che, però, ben presto, cominciano a starle strette. La vita noiosa e monotona l'attanaglia, giorno dopo giorno, e il timore di non poter mai dare alla luce un figlio tutto suo, e rispondere, dunque, a quel naturale e spontaneo desiderio materno, prende il sopravvento. Per non parlare dell'assurda richiesta del marito di darle un erede, purchè nelle vene del bimbo scorra sangue blu.

Quindi, diciamolo pure: il marito, un po', se l'è cercata. 

Ha chiesto alla moglie di guardarsi intorno e lei ha seguito il suo consiglio. Peccato che, a detta del marito, abbia guardato nella direzione sbagliata e che poi lei abbia deciso di non tornare più indietro, in quelle quattro mura fredde, tra discussioni sulla classe operaia e l'industralizzazione.

Chi non preferirebbe trascorrere le giornate in mezzo al bosco, nudi, con Oliver Mellors, il misterioso e tenebroso – nulla da fare, sono sempre loro che ci fregano!- guardiacaccia?

Non di certo la nostra Constance che, dopo tanto sesso sfrenato, da far invidia ad Anastacia Steele di Cinquanta sfumature, si innamora del suo dipendente e con lui e il loro bimbo in grembo, abbandona la vita da Lady per vivere il suo nuovo amore, puro e genuino, alla luce del sole. 

Ecco perchè credo che, a mio parere, si possa annoverare tra le eroine femminili. Sarebbe fin troppo riduttivo affermare che il suo unico fine sia stato il sesso, il raggiungimento del piacere che nell'unione coniugale non poteva ritrovare. E badate bene, che lungi da me difendere l'adulterio in tutte le sue forme e misure. Quello che, invece, io ho ammirato e ammiro di questa donna è il fatto che lei abbia dimostrato di avere gli attributi, scegliendo di ricominciare a vivere, con tutte le conseguenze che ciò avrebbe poi comportato. Anche se si tratta di un personaggio inventato un secolo fa, quello che questa donna ha compiuto da sola per raggiungere la propria libertà è un qualcosa di fin troppo attuale.  

La sua lotta alle convenzioni sociali, il suo sovvertimento delle rigide regole del mondo aristocratico e la sua scelta di amare la persona per ciò che è e non per ciò che possiede: è questo che ho amato di lei.





Ultima modifica il Domenica, 11 Ottobre 2015 10:38
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Alessandra Montuori

Laureata in Lettere Monderne e specializzata in Filologia Moderna. Adora scrivere e seguire le partite di calcio; raccontare ciò che succede sul terreno di gioco è la sua passione. Ama leggere, disegnare e viaggiare. Estroversa e solare, preferisce la natura, pura e silenziosa, piuttosto che il caos ciitadino. Ha un debole per gli animali, primo tra tutti Marek, il suo piccolo Jack Russel.

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