Gala della scuola di ballo: "La Signora" saluta il San Carlo

Sabato, 24 Ottobre 2015 00:00
  

Martedì sera il teatro San Carlo ha chiuso definitivamente un' era fatta di tante glorie, traguardi, tournée in giro per il mondo e, soprattutto, un'era di Danza. La danza come ce l'ha insegnata Anna Razzi o, meglio, “la Signora”. Un'apposizione cucita su misura, scultorea, quasi evanescente, che staglia i suoi tratti ovunque la si pronunci, dal San Carlo alla Scala fino alla recente Astana Opera. Un'apposizione che contiene comoda l'eterea figura da venticinque anni ormai di colei che ha riportato alla gloria una scuola di ballo in frantumi e ne ha fatto grande il nome. Anna Razzi, “La Signora”, ha salutato in veste di Presidente onorario a vita la sua scuola di ballo, sul palcoscenico più nobile della città, in un'atmosfera nostalgica perché, se tanto si è parlato della sua severità, dovuta al ruolo che rivestiva, mancherà a tutti, danzatori e spettatori, per il suo carisma artistico, il suo infinito amore per la danza e finanche il suo proverbiale e autoriconosciuto “caratteraccio”. Lei stessa ha aperto la serata con un (nostalgico, appunto) valzer del Gattopardo, al braccio del primo ballerino Alessandro Macario, tra l'altro uno dei suoi più talentuosi allievi. Appare quindi sfoggiando il suo carattere di étoile per la sicurezza e la gioia con cui affronta un pubblico carico di aspettative e mostrando grande eleganza e brillantezza, oltre che un'ineccepibile capacità di suscitare un velo di commozione che attraversa il teatro dal loggione alla platea gremita. Un ultimo ballo, un addio ideale dal sapore tenero di un romanzo che di certo non ci saremmo aspettati da questa donna dal portamento ancora autentico che cattura ancora la scena e che scatena ancora un tripudio di applausi. Eppure non è lei a rompere effettivamente il ghiaccio, ma un pas de deux dal Corsaro condizionato in principio da una controllata tensione della Medora di Claudia D'antonio accompagnata da Stanislao Capissi, che dopo la primissima parte dell'esecuzione, ci soddisfa per la brillantezza della variazione e della coda, in cui mostra con vigore e pulizia le sue splendide doti. Stupiscono per la loro brillantezza i due interpreti del secondo pas de deux Diana e Atteone, Anna Chiara Amirante e Alessandro Staiano: lei pulita ed equilibrata, lui lo stesso. Così ,aggiungendo una dose significativa di sicurezza in più, scatenano il tripudio in sala che quasi riporta all'atmosfera di un Gala des étoiles...dove il piacere dell'armonia si fonde con la ricerca di uno scintillante virtuosismo. La vera prova di forza la affrontano gli straordinari Alessandro Macario e Luisa Ieluzzi. Il primo non ha bisogno di presentazioni, perché si sa, Macario al San Carlo sa di divismo ..la Leluzzi, anch'essa straordinaria, ha vestito i panni di Myrtha, regina delle willy nell'ultima Giselle estiva, scatenando anche allora un tripudio. ciò che hanno portato in palcoscenico martedì sera sapeva di esperimento...la coreografia ( firmata dal primo ballerino Edmondo Tucci) riprende in sordina “l'effetto Forsythe”, per l'atmosfera rarefatta, l'interazione tra i danzatori, i movimenti in scena ... che dire del risultato, un trionfo più che memorabile che dimostra la prontezza non solo del nostro pubblico, ma anche dei danzatori stessi ad affrontare un repertorio diverso, che esalti incredibilmente la loro fisicità e la loro tecnica, che faccia del nostro palcoscenico un centro di fermento non solo operistico ma anche coreutico. La seconda parte della serata vede splendere la scuola di ballo del Nostro San Carlo, che alla guida esperta di Anna Razzi mette in scena “sogno di una notte di mezz'estate” su musiche di Felix Mendelsshon-Bartholdy e Gaetano Panariello. Il risultato è fresco, piacevole dai colori ,alla tecnica, alle musiche ai costumi dell'anch'essa ormai leggendaria Giusi Giustino. Una serata che si conclude inevitabilmente assieme ad un 'epoca che nessun frequentatore potrà mai dimenticare. Anna Razzi ha rappresentato la Danza del Nostro teatro nel mondo, ha formato grandi artisti e ha contribuito con infinita dedizione artistica a dare un futuro scintillante prima che a quella del Teatro San Carlo , alla Danza nella sua singolarità, quella che varca ogni limite e confine. Dietro ogni leggenda di rettitudine che avvolge “La Signora”, vivono un assoluto amore e una sconfinata devozione alla Danza , e Sconfinato non può non essere il nostro lungo plauso a questa grande donna.

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