La carne uccide (?)

Sabato, 31 Ottobre 2015 14:40
  

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Il fumo uccide, l’alcol uccide, la carne uccide. A giudicare dalla monografia della International Agency of Research on Cancer, un’agenzia intergovernativa che ha il compito di dare linee guida per la classificazione del rischio legato ai tumori di sostanze chimiche e agenti fisici, le carni rosse e quelle lavorate risultano cancerogene.

Prima di scendere in strada urlando come ossessi e strappandosi i capelli, con l’unica prospettiva alimentare futura di succhiare l’acqua dalle pietre, occorre capire bene di cosa si sta parlando, poiché, detta così, il facile e inopportuno allarmismo è inevitabile.

Cominciamo con lo specificare cosa si intende per carne rossa e cosa per carne lavorata. Con il primo termine si fa riferimento alla carne bovina, suina, ovina ed equina. Con il secondo si indicano le carni che subiscono una lavorazione come la salatura, l’affumicazione e la stagionatura, spesso con l’aggiunta di conservanti; troviamo in questa categoria würstel, i prosciutti, le salsicce, carne in scatola, carne essiccatae simili.

Appare evidente che sono davvero tanti i prodotti che rientrano in queste categorie. Possiamo dunque darci allo sciacallaggio e al delirio comune? Non ancora, con calma.

Proviamo prima a capire anche cosa ci dicono i risultati di questa monografia. Per inciso: una monografia rappresenta una sorta di sunto sullo stato dell’arte su un dato argomento, dunque la notizia che tanto sta allarmando la popolazione in quest’ultimo periodo non è altro che la summa di tanti piccoli risultati raggiunti negli ultimi venti anni. Basti pensare che l’amico vegano sono almeno due lustri che se la tira dicendoci che la carne percorre male il tratto del colon, si accumula in alcuni punti e andando in putrefazione all’interno del nostro organismo diventa sede di sostanze dannose che portano all’insorgenza di tumori al colon. Il nostro caro amico non ci va poi così lontano dal dire il vero, ma la sua spocchia e la mancata laurea in medicina gli tolgono un pizzico di credibilità scientifica.

I risultati forniti dalla IARC vogliono essere un avvertimento, ed è bene tenerne conto, ma bisogna anche capire che, come si dice in questi casi, è la dose che fa il veleno.

Se si mangia una quantità spropositata di mandorle si corre il rischio di intossicarsi con i cianuri presenti,addirittura si può morire bevendo troppa acqua, provocando un’eccessiva diluizione del sangue e successivo passaggio a miglior vita. Allo stesso modo, secondo questo studio, se si consumano 50 grammi di carne lavorata o 100 grammi di carne rossa tutti i giorni, si ha una probabilità del 18% in più di contrarre un tumore al colon. Questo valore dunque indica una maggiore possibilità, ma non esime chi non mangia carne dal contrarre lo stesso tipo di male. Purtroppo e per fortuna ogni uomo è a sé e per questo troveremo sempre lo zio che ha fumato fino a centodue anni ed è morto di vecchiaia, ma anche il ragazzo di venti che si spegne in maniera prematura per un tumore provocato dal fumo.

Il segreto, come al solito e come in tutto, sta nell’equilibrio, nella opportuna varietà alimentare, e in una dieta che sia bilanciata in tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, nella misura in cui ne abbiamo bisogno. Mangiare carne al massimo due volte alla settimana sarebbe quantità opportuna per prenderci solo il buono da questo alimento.

Niente fine del mondo, quindi, potete rimettervi i vestiti: la corsa folle da nudi per le strade di uno scenario apocalittico deve essere rimandata. Attenzione però a non prendere sotto gamba questi dati, così come sta accadendo in questi giorni sui vari social network. Minimizzare un problema è uno dei modi per renderlo devastante.

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Per le donne il tumore al colon è il secondo tumore maligno per incidenza e mortalità, dopo quello al seno; per gli uomini è il terzo dopo quello alla prostata e al polmone. Questo è un fatto, un dato comprovato, e come sempre in questi casi la prevenzione è l’unica vera arma a nostra difesa.





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