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"Fallout 4"

Mercoledì, 25 Novembre 2015 00:00
"Fallout 4"
  

E così è arrivato: dopo anni di attese, il "quarto" capitolo della serie Fallout viene a farci dimenticare famiglia, affetti e relazioni. In realtà, come sappiamo, non è assolutamente il quarto capitolo, vista la miriade di spinoff che sono nati, alcuni anche su linee temporali più avanzate, ma senza dubbio si tratta di un degno successore del fu Fallout 3. Andiamo a vedere perché.

 

Il comparto tecnico è ottimo e, sebbene su PC richieda uno sforzo non indifferente da parte delle macchine di fascia media (quelle a metà strada tra i poveracci e Rockfeller, per capirci), su console presenta pochissimi cali di framerate, perlopiù durante i salvataggi (che tuttavia rimangono un bene rifugio di straordinaria importanza). La grafica non è sensazionale, visti i tempi e i concorrenti, ma al solito la grandezza del mondo di gioco, non soltanto al livello del terreno, dovrebbe far capire a tutti quanto richiederebbe potenziare ulteriormente il dettaglio alle console/PC che dovranno poi reggerlo.

 

Dal punto di vista artistico, Boston convince e la sua storia, o "lore", ci porta all'interno di un mondo frammentato in gruppi che lottano per la sopravvivenza con buoni risultati, anche se non eccelsi. Non solo ci sono diverse fazioni, ma le loro guerre talvolta sono anche visibili: predoni e supermutanti, Confraternita d'Acciaio e ghoul ferali sono solo alcune delle compagini militarizzate o mosse da pura brutalità che potremmo trovare intente a riempirsi di proiettili, e a noi spetterà scegliere da che parte stare. Per inciso: anche "dalla nostra" è una buona risposta, visto che talvolta le fazioni sparano per il puro gusto di farlo, e potrebbero trovarvi un bersaglio anche se le avete aiutate (una scarsa attenzione alle reazioni dell'IA, presumo).

 

Veniamo al punto dolente: Fallout 4 è difficile. Questo di per sé non è un problema (ricorderete gli articoli, scritti da me, che elogiavano i Dark Souls e Bloodborne), lo è il fatto che talvolta si giunge al parossismo: il gioco, per stabilire punti ferita e resistenza ai danni, fa riferimento a due sottocategorie, l'armatura e i talenti che derivano dai livelli. Questo, tuttavia, porta a situazioni limite dove personaggi di livello più alto del nostro, pur indossando una camicia, hanno diecimila talenti che li rendono corazzati come dei Panzer tedeschi, e dunque risultano antiproiettile anche se spariamo a distanza ultra ravvicinata, poggiando la canna della pistola direttamente nel loro padiglione auricolare. Questo, unito a tanti altri problemi derivanti da una eccessiva approssimazione delle variabili matematiche, rende alcune funzionalità quasi inutili: sfido chiunque, con un'agilità media, ad utilizzare la meccanica di sparo automatico (SPAV) senza colpire per buoni due terzi l'aria. Mi piace pensare che questi siano errori dettati da un errato uso degli algoritmi, e non sezioni di programmazione semplicemente affidate al caso (con il passaggio dal primo al secondo Dark Souls successe proprio questo: smisero di "fare la scheda" al personaggio, con il risultato che i PNG attaccavano con furia cieca e stamina infinita, consci di non avere nessuna limitazione).

 

In definitiva, tuttavia, Fallout 4 resta consigliatissimo: tantissimi posti, tantissime quest, e il nuovo capitolo del re dei post-apocalittici.

 

Fallout 4

 

Divertimento assicurato.

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Alberto De Mascellis

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