San Carlo: Pinchas Zukerman e Amanda Forsyth per Luca De Filippo

Lunedì, 30 Novembre 2015 10:32
  

La serata di venerdì è iniziata con una brutta notizia. Una notizia scomoda, fastidiosa, invadente: se ne è andato Luca De Filippo. Così esordisce il direttore artistico Paolo Pinamonti, su un palcoscenico circondato da strumenti pronti a trascinarci nell'illusione, ancora una volta. Due serate quelle del Maestro Zukerman che ci hanno fatto a lungo riflettere, sulla vita, sulla scomparsa improvvisa, sulla violenza, di fronte al sublime mezzo di riflessione che è la musica, che guarisce, che salva, che genera. In piedi e in raccoglimento abbiamo conosciuto il silenzio del nostro tempio, che commuove e che ringrazia un grande artista. E poi di nuovo gli arpeggi, gli accordi, le luci soffuse e la magia che inizia. Sono le note di un dolce concerto, souvenir d'un lieu cher, di Čajkovskij, che ci introduce dolcemente una serata di puro piacere, il piacere di ascoltare musica e di godersela, senza pretese né aspettative. Una serata tranquilla, un'orchestra ancora in grande forma, nonostante la lontananza dalle tensioni mahleriane; meraviglioso il concerto n.2 di Victor Herbert che, grazie all'intesa tra il Maestro Zukerman e Amanda Forsyth al violoncello, assume le linee sinuose di un tango dalle sfumature della belle époque,una danza sensuale e antica che riempie la grande sala del San Carlo di trascinante passione. La perla della serata è stata sicuramente l'ultima esecuzione, Overture-fantasie "Romeo e Giulietta" di Čajkovskij. Una partitura di estremo coinvolgimento emotivo, dal tema iniziale di Frate Lorenzo, reminiscenza wagneriana dai caratteri gotici disegnati dal suono dolce dell'arpa, fino al possente tema del conflitto che anima la scena musicale con scultorea energia, riportandoci la mente ad un torneo veronese tra Capuleti e Montecchi. L'orchestra anima la partitura con calibrata intensità, sempre strettissima la coesione tra gli archi che descrivono con impeto lo sfolgorante incrociarsi delle spade delle due famiglie e, con estrema e quasi rarefatta passione, l'amore degli amanti che, nel finale, diventa dolce e nostalgico ricordo. La breve serata Sancarliana si conclude tra lunghi applausi al Maestro Zukerman e alla nostra orchestra: inevitabile rivolgere una particolare attenzione al netto miglioramento della nostra compagine orchestrale, che già da lungo tempo dà sintomi di "resurrezione", ora la domanda sorge spontanea.. Sarà forse l'assenza di un direttore musicale?

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