Star Wars: Il risveglio della forza – La recensione spoiler-free

Lunedì, 21 Dicembre 2015 12:36
  

Come ormai tutti sanno, è uscito da pochi giorni il settimo capitolo della saga di Star Wars, che promette di regalare a milioni di fan un ritorno in grande stile nella “galassia lontana lontana” che ha appassionato diverse generazioni di nerd e non. Ma vale realmente la pena andare al cinema? Scopriamolo insieme. La recensione sarà spoiler free fino ad un punto che vi verrà segnalato, quindi leggete serenamente!
Dal punto di vista tecnico, la regia di J.J. Abrams è solida e, a parte un piccolo ammiccamento ai tanto odiati lens flare, non si riscontrano problemi o facilonerie: il montaggio poteva essere reso meglio in occasione dei combattimenti, che forse potevano avere più mordente, ma in generale il lavoro si attesta ben oltre la sufficienza. Le scene di combattimento in volo, inoltre, soprattutto le prime, danno decisamente un punto in più a tutto il comparto.
Gli attori sono la perla dell’opera, tutti molto bravi e perfetti per il ruolo, disposti ad essere tanto epici quanto scanzonati in un mondo che, ormai è evidente, ha concluso la sua “età aurea” dei Jedi e si avvia verso una ben più misera età dei soldati, degli stormtroopers e dei ribelli. Proprio uno stormtrooper, infatti, è il protagonista della prima sezione di film: il suo nome è Finn (John Boyega) e una serie di eventi (un po’ forzati) lo portano ad incontrare la sopravvissuta Rey (Daisy Ridley), seconda protagonista, e a seguire insieme a lei la missione di BB8, il tenerissimo droide che ha stampato Disney sul telaio lontano un miglio, ma che è fondamentale per trovare Luke Skywalker, ormai sparito dalla faccia della galassia.
La trama di per sé rischia di essere il vero e proprio “tarlo” dell’opera: funziona e riesce a mixare vecchio e nuovo con abilità, ma in generale sembra che le persone vengano “calamitate” dalla trama e nella trama solo perché “servono”. Da qui in poi passiamo alla recensione con spoiler, quindi, se volete fermarvi qui, sappiate che il film è consigliato, e divertitevi a valutare personalmente l’ottimo sequel di una delle saghe più amate di sempre!


Per chi sta continuando a leggere, parliamo di Han Solo: come ha trovato un ribelle stormtrooper e una cacciatrice di rottami? Beh, loro avevano rubato il suo Millennium Falcon. E dov’era? Su Jakku, in un mare di deserto e rottami fatiscenti. E quindi nessuno ha distrutto il Falcon, pur essendo una nave che dichiaratamente stava in piedi per miracolo, e al contrario il proprietario si è preso la briga anche di fargli manutenzione nel corso di anni di disuso giusto per essere sicuro che, quando Rey e Finn scappano dagli stormtroopers, il veicolo funzioni perfettamente? Curioso.
Ovviamente questa non vuole essere una disamina crudele su tutte le “coincidenze” del film: le cose devono succedere, in qualche modo. Solo che, nel corso di tutta la storia, sembra che le cose succedano, appunto, perché “devono succedere”. Niente di grave, comunque, a confronto del vero problema del film.

kylo ren
Due parole: Herbert Ballerina.
Avete presente no? Il “figlio” di Maccio Capatonda, al secolo Luigi Luciano, che presenta fin troppe somiglianze in comune con Adam Driver, il Kylo Ren del Primo Ordine di SW7, il cattivo più credibile che esista, finché non si toglie la maschera. Ora, è diritto di tutti essere brutti, e chi scrive non ha ovviamente la pretesa di essere un fotomodello, ma era troppo chiedere che il cavaliere più cattivo di un ordine che ha una morte nera grande dieci volte quella di Darth Vader non abbia le orecchie a sventola?
A parte questo, però, devo dire che il film risulta godibile al 100%. È una grossa scommessa, quella di Abrams, sul tenere un attore che risulta un perfetto imbecille per tutta la pellicola, ma se l’effetto era quello di creare un villain poco credibile e “patetico”, allora il tentativo è riuscito. Ma non temete: Ren è sopravvissuto, e probabilmente tornerà più cattivo di prima nel prossimo capitolo della saga.
Fino ad allora, che la forza sia con voi!

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