Firenze e gli Uffizi 3D – Il viaggio nel cuore del Rinascimento fiorentino su Sky Arte

Sabato, 16 Gennaio 2016 00:00
  

“Sono Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico”.
Inizia così Firenze e gli Uffizi 3D, il film d’arte realizzato da Sky 3D, in collaborazione con Sky Arte HD che, dopo aver ottenuto un enorme successo di pubblico e di critica nei cinema di tutto il mondo, è adesso in programmazione sui canali Sky continuando a collezionare numeri da record.

 

Persone tra le più diverse per lingua, cultura, gusto estetico si sono fatte accompagnare da una guida d’eccezione, Lorenzo il Magnifico appunto, per conoscere ed ammirare quello che fu come un miracolo: il Rinascimento fiorentino.

 

Firenze per prima dette vita ad un’arte assolutamente nuova, espressione di una rivoluzione di meriti e di cuori e quindi di pennelli e scalpelli, che superava lo stile tardo gotico in favore di un realismo inedito. Fu la dinastia de’ Medici con il suo mecenatismo ad alimentare questa straordinaria età, perciò nel film Lorenzo ci presenta prima di tutti l’architetto Filippo Brunelleschi, che con Donatello scultore e Masaccio pittore apre il Quattrocento. È sua la cupola di Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze. Si tratta di una struttura arditissima per altezza ed ampiezza, realizzata senza l’uso di armature, ma con l’intuizione felice di due calotte concentriche: una cupola dentro la cupola, visibile da grandi distanze e, da allora, emblema di Firenze.

 

David DonatelloDavid,  Donatello - 1440 ca, Museo del Bargello, Firenze

 

Anche il David di Donatello esprime una novità assoluta: è la prima volta dall’antica Roma che la scultura di un nudo vive per sé stessa, libera dagli elementi architettonici presenti nel gotico. Davide ha ormai ucciso Golia, la tensione del gesto eroico si è allentata e lo capiamo dall’atteggiamento del corpo e dall’espressione del volto.
Realismo nella raffigurazione delle forme fisiche e nell’indagine psicologica è anche in Masaccio pittore, che nella Cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva riesce a cogliere il dolore disperatamente vero dei nostri progenitori.

 

Cavalcata dei magi

Cavalcata dei Magi,  Benozzo Gozzoli - post 1459 ante 1464, Palazzo Medici Riccardi, Firenze

 

Lorenzo è un signore di grande cortesia e ci invita ad entrare nel palazzo di famiglia, fatto costruire dal nonno Cosimo il Vecchio, è una novità perché non è più legato alle attività commerciali dei proprietari, ma serve solo ad accogliere i membri della famiglia ed è nuova anche la struttura architettonica che lo distingue nel tessuto urbano della città.
Ma ciò che lo rende veramente prezioso sono gli affreschi dell’interno, soprattutto la Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli che celebra, come meglio non poteva essere, i membri della famiglia de’ Medici che vi sono rappresentati. Il corteo si snoda su tre pareti, in un ambiente che richiama il tardo gotico per ospitare personaggi eleganti dalle ricche vesti che mandano bagliori d’oro, ma veri sono i ritratti di Cosimo il Vecchio, Piero il Gottoso padre di Lorenzo, Giuliano e Lorenzo stesso e anche quello di Benozzo. Chi si trova nella Cappella dei Magi prova la sensazione di essere immerso in un ambiente favoloso, in cui materiali preziosi come lapislazzuli, lacche brillanti e oro contribuiscono a creare una suggestione di rara eleganza e magnificenza.

 

Palazzo Medici ospitò artisti come Botticelli, il Ghirlandaio, il Pollaiolo, perfino Leonardo da Vinci e Michelangelo, le cui opere cominciano ad essere riunite poi nella Galleria degli Uffizi sotto Cosimo I che commissionò il lavoro a Giorgio Vasari. È oggi il museo più visitato d’Italia e tra i più celebri al mondo. Nell’ovvia difficoltà di scegliere tra gli eccelsi capolavori ospitati nella Galleria, prendiamo in considerazione quello che secondo il direttore degli Uffizi, il prof. Natali, contraddistingue questo museo: il Tondo Doni, l’unica opera su tavola dipinta da Michelangelo.

 

Tondo Doni
Tondo Doni, Michelangelo, 1504–1506, Galleria degli Uffizi, Firenze

 

È una sacra famiglia davvero singolare se si pensa alla tradizionale disposizione delle figure, qui il Bambino viene passato da Giuseppe, che è in secondo piano, a Maria che ruota il busto per prenderlo, mentre il suo corpo trova alloggio tra le gambe di Giuseppe. Le forme hanno un’evidenza plastica scultorea, accentuata dai chiaroscuri delle pieghe delle vesti.

Per concludere con le parole che il personaggio di Lorenzo il Magnifico pronuncia nel filmato “in quegli anni l’arte plasmò Firenze e Firenze plasmò l’arte”.

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