ANTEPRIMA: "The Revenant", la vendetta è nelle mani di Dio

Sabato, 16 Gennaio 2016 13:06
  

È più forte l’amore nei confronti di un figlio o il desiderio della vendetta? Quali di questi due sentimenti possono dare a un individuo la forza di sopravvivere in condizioni ambientali e climatiche disperate?

Alejandro Iñárritu parte da questa semplice ma profonda domanda per il tanto atteso film “The Revenant”.

Una pellicola arrivata in Italia carica di Golden Globe, vinti domenica scorsa, e di straordinari consensi della critica che, di fatto, vedrebbero Iñàrritu e, soprattutto, Leonardo Di Caprio trionfatori alla prossima notte degli Oscar.

Sono d’accordo con i colleghi americani? Quasi d’accordo, perché di natura sono bastian contrario e perché delle due ore e quaranta di proiezione, il silenzio dei giornalisti è stato il vero protagonista in sala quando si sono riaccese le luci. Nessun applauso, neanche timido o soffocato.

Un silenzio dovuto in parte al fatto di aver assistito a un film intenso, particolare e ricco che invita a riflettere, ma dall’altra la sensazione di non aver assistito al capolavoro che si sostiene oltreoceano e sul web, per chi ha voluto guardarlo in streaming (grave errore!).

Un grave errore, appunto, perché, fin dalla prima cruenta scena di battaglia, lo spettatore può ammirare la cura del particolare e la ricerca del vero da parte del regista. Si assiste a una scena di lotta, di sangue e di morte costruita in maniera perfetta e vivida, che permette allo spettatore si 'entrare nello schermo', bersaglio delle frecce degli indiani, protagonista della corsa disperata verso la barca della salvezza.Un grave errore perché solo sul grande schermo si può godere appieno della straordinaria location naturale scelta dal regista per ambientare la storia.

Un bosco, una steppa innevata che accoglie l’uomo e, nello stesso tempo, diventa il suo peggior nemico per le avverse condizioni climatiche e per i pericolosi animali, tra i quali spicca un gigantesco orso bruno.

È il famoso orso che, da settimane, vediamo sul web in divertenti parodie in cui vince l’Oscar, al posto del buon Di Caprio.

La scena di lotta tra la guida Hugh Glass (Di Caprio) e l’animale è cruenta, brutale quanto eccessiva e poco verosimile. L’aggressione è lo spunto per dare inizio alla povera ed esile storia di questa lunga epopea. Glass è ferito gravemente e i suoi compagni di viaggio, inseguiti dai pericolosi indiani, decidono di abbandonarlo al proprio destino. Sebbene il capitano di spedizione, l’onesto Andrew Henry (Gleenson), ordini al suo sottoposto, l’avido e spietato John Fizgerald (Hardy), di predisporre una degna sepoltura per la guida, l’uomo decide seppellire vivo il moribondo Glass e di uccidere brutalmente l’amato figlio quando tenta d’impedirglielo.

Glass, che ha dovuto assistere impotente alla scena, trova miracolosamente la forza di rimettersi in piedi e di iniziare una traversata disumana nella selva innevata con l’unico scopo di vendicare il figlio.

La vendetta è il filo conduttore del film che, a mio modesto avviso, non è altro che un bellissimo e toccante documentario girato in maniera impeccabile da Iñàrritu.

Il vero protagonista del film non è tanto Leonardo Di Caprio in versione “Survivor”, bensì Madre Natura con la sua forza e la bellezza che lascia il pubblico a bocca aperta per quanto possa essere magnifica e pericolosa allo stesso tempo.

“The Revenant” deve larga parte del suo consenso a una fotografia di altissimo valore, che non potrà non essere premiata da un Oscar. La scelta dei colori, i silenzi alternati all’ipnotica colonna sonora, e l’ambientazione naturale sono sicuramente merito della selezione fatta dal regista spagnolo che, mai come in questo caso, ha avuto più un ruolo di coordinatore di cotanto splendore, piuttosto che di fornire prova di talento e creatività, come fece meno di un anno fa con lo struggente e visionario “Birdman”.

“The Revenant” è un documentario interpretato da bravi e talentuosi attori, ma di recitazione di per sé se ne vede poca. I dialoghi sono pochi e privi di grande incisività e forza narrativa.

Leonardo Di Caprio dà tutto se stesso in questa interpretazione fino al punto di farsi colpire dall’Orso. Una prova fisica notevole e potente che rivela il coraggio dell’uomo, prima che dell’artista. Ciò è sufficiente per fargli vincere l’agognato Oscar? Se volessimo essere pignoli e cinici, dovremmo dire no, ma forse per il buon Leo è arrivato il momento di essere risarcito dall’Academy.

Il suo fiero antagonista è Tom Hardy che, da un punto di vista recitativo ed emozionale, colpisce di più, dimostrando come l’attore britannico debba essere considerato ormai facente parte della stretta cerchia dei grandi e veri attori della sua generazione.

Un film che evoca nella mente dello spettatore altre pellicole come “Into the wild”, “Il Gladiatore” e “Balla con i lupi”, ma con una durata eccessiva, lungo e pathos narrativo non sempre costante e coinvolgente.

Hugh Glass resiste e sopravvive a ogni difficoltà e sofferenza perché vuole uccidere l’assassinio del figlio ma, come ci insegna il mistico e toccante finale, “la vendetta è nelle mani di Dio” e l’uomo non può fare altro che accettarlo e vivere di conseguenza.

 

“The Revenant-Il Redivivo “ è un film del 2016 di Alejandro Gonzalez IñárrituAlejandro Gonzalez Iñárritu, scritto da Alejandro Gonzalez IñárrituAlejandro Gonzalez Iñárritu,Mark L. SmithMark L. Smith, con Leonardo Di Caprio e Tom Hardy, Domhnall GleesonDomhnall Gleeson.

 

Il biglietto d’acquistare per “ The Revenant” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre.

Vota questo articolo
(1 Vota)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.