Sangue, Piombo & Fuoco: "The Walking Dead" is back!

Martedì, 16 Febbraio 2016 09:30
  

Finalmente The Walking Dead torna, e lo fa con un episodio di buon livello, come – diciamocelo da subito – non se ne vedevano da un po'.

 

No, Negan non è ancora arrivato, perlomeno non in prima persona, ma abbiamo comunque approfondito la conoscenza della pattuglia incontrata alla fine dell'ultima puntata, in una sequenza ben girata e con quel pizzico di ironia che forse è mancata allo show. L'improvvisa esplosione è stata solo il primo di una serie di – chiamiamoli così – momenti shock della puntata, ed ha contribuito a rendere ancora più cool il personaggio di Daryl. A tal proposito, un plauso agli sceneggiatori: talvolta si intestardiscono a voler presentare un personaggio come figo a tutti i costi, finendo poi con l'ottenere l'effetto opposto, nel caso del redneck armato di balestra (o lanciarazzi, ormai?) il pericolo sembra non sussistere, visto che gli viene concesso il giusto minutaggio on screen e le sue "bravate" vengono centellinate. Pollice in su anche per la performance di Norman Reedus, naturalmente.

 

The Walking Dead Lanciarazzi

 

Ma spostiamoci dagli altri superstiti: a novembre li avevamo lasciati divisi in vari gruppetti arroccati in diversi edifici, eccezion fatta per Rick, Jessie e i rispettivi figli, che coperti di interiora zombesche attraversavano le strade di Alexandria cercando di passare sotto il naso (?) delle orde di vaganti. La tecnica era stata già collaudata dall'ex sceriffo, e le cose paiono andare per il verso giusto finché le sinistre parole di Carol («The monsters will come, the ones out there, and you will not be able to run away when they come for you and they will tear you apart and eat you up all while you are still alive. All while you can still feel it.») risuonano nelle orecchie di Sam, che in preda al panico, mette in moto la catena di eventi che porterà alla morte sua, della madre e del fratello nonché del ferimento di Carl (che i lettori del fumetto avevano messo già in conto ma non con queste tempistiche).

 

The Walking Dead Carls eye

 

Al di là delle modalità in cui questa tragedia si consuma (terribile la scena dell'accetta), è questo il momento in cui viene accesa la miccia, che da lì a poco esploderà. Dopo aver assistito alla morte e zombificazione del leader dei Wolves, e all'arrivo di Denise al capezzale di Carl, Rick va infatti in modalità berserker, e in una scena che ricorda molto Tyreese nella prigione, afferra un arma e si scaglia, da solo, contro l'orda zombesca.

 

Ciò spinge gli altri superstiti a fare altrettanto, in un crescendo di machete e armi bianche assortite che termina col serratissimo montaggio finale fatto di fendenti e schizzi di sangue e con il tripudio di fuoco e armi automatiche che chiude una delle migliori sequenze di combattimento dell'intera serie.

 

Alleluia!

 

Abbiamo atteso tanto, ma alla fine siamo tornati a parlare di zombies, e a mostrare un po' di sano splatter, che male non fa in un prodotto del genere. Ottima la regia (Nicotero raramente sbaglia) e il ritmo narrativo, nonché le performance dei vari attori, con Andrew Lincoln sugli scudi. Certo, non è tutto oro quello che luccica, dal momento che qualche nota stonata rimane, come la lentissima parte di Glenn e Enid e quella un po' raffazzonata di Denise e il leader dei Wolves. Tuttavia, senza riporre chissà quali speranze per il prosieguo della stagione, viviamo alla giornata e accontentiamoci di essere ritornati, anche solo per una sera, ai fasti di una volta.

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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