Berlinale 2016: intervista a Sara Serraiocco "Shooting star"

Giovedì, 18 Febbraio 2016 16:41
  

Da diciannove anni, il Festival di Berlino presenta alla stampa la “meglio gioventù” cinematografica del nostro continente. Una giuria ad hoc seleziona le dieci migliori promesse organizzando il prestigioso evento “European Shooting Stars”, a cui hanno partecipato attori come Daniel Craig, Rachel Weisz e Daniel Bruhl. Quest’anno l’Italia è stata degnamente rappresentata dall’attrice abruzzese Sara Serraiocco. Chi è Sara? Andiamo a conoscerla. MYGENERATION: - Dopo due ore in cui è stata costretta a sorbirsi le tediose domande di noi giornalisti, da uno a dieci quanto volentieri prenderebbe un aereo per tornare a Pescara (Sara è di origini abruzzesi), esclamando: “mi avete proprio rotto le scatole”?! - Sara, anche se stanca, ride alla nostra stupida battuta per poi rispondere seria e professionale: - No, vorrei rimanere qui tutta la vita, perché è grazie a voi che i lettori hanno la possibilità di sapere chi sono e di vedere i miei film. - MYGENERATION: Sara Serraiocco ha esordito con un'intensa interpretazione lnel bel film "Salvo" (2013). In una precedente intervista ha dichiarato di essere stata finora libera nella facoltà di selezionare i copioni e di poter perseguire la qualità dei contenuti. Adesso, dopo lo “Shooting Stars”, teme di essere condizionata dallo show business ? Sara: Non intendevo la libertà di scegliere un lavoro piuttosto che un altro. Per me la libertà è quella cosa che ti permette di vivere nel mondo e di fare le tue scelte secondo ciò che desideri e io ho fatto sempre questo e continuerò a farlo. MYGENERATION: Secondo lei da domani le giovani attrici avranno come modello Sara Serraiocco? Sara stavolta sorride: Chissà, lo spero. Sarebbe carino. MYGENERATION: Come si prepara Sara Serraiocco a interpretare i suoi complessi personaggi? Che tipo di studio e lavoro fa? Sara: Sicuramente studio. Cerco di dare un po’ di me al personaggio e, allo stesso tempo, di vivere la vita del mio personaggio. Ad esempio, nel caso di “Salvo”, ho frequentato delle ragazze non vedenti per capire la gestualità e lavorare sul fisico e come si relazionassero con gli altri. Invece, per “La ragazza del mondo”, ho letto molto sulle comunità religiose presenti nel nostro paese. MYGENERATION: Quando le propongono un personaggio e un copione, quali sono i criteri che utilizza per accettare o scartare un lavoro? Sara: Sono molto istintiva, per me non è solo la lettura del copione, ma anche l’empatia con il regista. Mi sforzo di dare una parvenza di razionalità, ma non lo sono per niente. MYGENERATION : In precedenti interviste ha sostenuto che non importa se debba interpretare un film comico piuttosto che drammatico, purché sia scritto e fatto bene. Quale genere di film sente più nelle sue corde artistiche e quale invece non girerebbe mai? Sara: Non c’è niente che non farei mai, tutto dipende dalla qualità della cosa, ci sono “thriller” bellissimi oppure film grotteschi stupendi, l’importante per me è capire se ho voglia di essere parte del progetto, perché troppo spesso si dice cosa non si farebbe mai, cosa verrebbe meglio, ma poi c’è il cuore. MYGENERATION: Qualche tempo fa ha ammesso di sentire il peso delle tante attese, ma cerca comunque di rimanere serena. È ancora così? Sara: Sì,'on mi aspettavo davvero di essere selezionata per lo “Shooting Stars”, è stata una sorpresa. Man mano che cresci, non senti più la necessità di dimostrare niente a nessuno. All’inizio lo facevo per dimostrare qualcosa ai miei genitori, ora non è più così. MYGENERATION: Che cosa è successo quando ha deciso di intraprendere la carriera d’attrice? Sara: Non l'ho detto ai melmosi genitori. MYGENERATION: Li ha messi davanti a un fatto compiuto? Sara: Sì e loro hanno detto "va bene". Quando hanno visto il fatto compiuto, erano felici, certo un po’ preoccupato, non essendo del mestiere. Anche oggi non stanno capendo cosa sto facendo, ma mi supportano. Questo è il bello. MYGENERATION: Da quando frequenta quest’ambiente è riuscita a costruirsi delle amicizie vere? Sara: Non tutti i set sono uguali. Ci sono set che diventano davvero una grande famiglia. Ci sono anche dei set un po’ più freddi, dipende dalla città in cui stai girando, se ti dà l’opportunità di stare insieme agli altri, magari nello stesso albergo, dipende da vari fattori. Io mi trovo bene quasi con tutti, ho la fortuna di avere un carattere molto mite, non creo mai problemi. Mi sono creata delle amicizie, soprattutto al Centro Sperimentale di Cinematografia, che durano nel tempo e altre amicizie di lavoro, come succede a tutte le persone normali, magari meno profonde, con cui condividere degli interessi o mangiarsi una pizza. MYGENERATION: Quale libro sta leggendo in questo momento? Sara: Ho appena finito di leggere "Underground" di Haruki Murakami. Racconta in maniera accurata e intensa gli attentati alla metropolitana di Tokyo, compiuti dagli aderenti alla setta religiosa "Aum Shinri Kyo" nel marzo del 1995. Una lettura che vi consiglio di fare. Ringraziamo Sara Serraiocco per il tempo, la disponibilità e la pazienza, augurandole un grande in bocca al lupo per il futuro. Nel nostro piccolo siamo stati davvero onorati di averla intervistata. Sara: Grazie di cuore a voi per l’ascolto.

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