Marvel e Jane Austen: che coppia!

Lunedì, 29 Febbraio 2016 00:00
  

Cosa hanno in comune Jane Austen e i supereroi? Apparentemente niente. Tuttavia se così fosse questo articolo finirebbe qui, lasciandovi l'amaro in bocca.


Pensate forse che questo sia l'inizio di un'arringa in difesa della validità letteraria dei fumetti? Vi sbagliate, benché io creda che molti fumetti siano dotati di una grande profondità, di dialoghi stupendi e temi attuali quanto di spessore.


In realtà il mio intento quest'oggi è di porvi a conoscenza di una stupenda iniziativa della "casa delle idee". La Marvel infatti viene incontro a quanti amano allo stesso tempo i grandi classici della letteratura e l'iconicità dei fumetti con la collana Le Grandi Opere a Fumetti. Tra queste vi sono I Tre Moschettieri e La Maschera di Ferro di Alexandre Dumas, L'Isola del Tesoro di Stevenson, La Guerra di Troia, ispirato alle vicende omeriche, e diverse opere di Jane Austen. Proprio leggendo una di esse sono venuta a conoscenza di questa bella iniziativa. L'opera in questione è Northanger Abbey, una delle opere meno conosciute della romanziera inglese, ma comunque molto valida.

 

Il romanzo – così come la trasposizione illustrata – racconta delle fantasie di Catherine Morland, una giovane appassionata di romanzi gotici e desiderosa di avventure, misteri e di un'importante storia d'amore. La realtà sembra avere altri programmi.


L'Abbazia di Northanger non è un romanzo in cui troviamo personaggi di gran spessore e grandi avventure, con suspense e alte aspettative. I personaggi sono abbastanza semplici e ordinari, a partire dalla stessa protagonista, una ragazza di campagna ingenua e non troppo spigliata. Qual è quindi il merito dell'opera? È l'ironia. Catherine è un antieroina, dalle aspirazioni alquanto banali: vivere grandi avventure come quelle dei romanzi gotici tanto in voga nei primi anni dell'Ottocento, fatti di fantasmi e misteri nei castelli di campagna, e trovare l'amore, ovvero un uomo di condizione sociale adatta! La Austen si prende gioco di un genere letterario e delle convenzioni della società inglese del tempo, ma con immenso stile e nonchalance.

 

Jane Austen 02

 

Ma ecco la novità. Il romanzo ottocentesco viene adattato con grande abilità dalla scrittrice Nancy Butler e affiancato dalle splendide tavole di Janet Lee. Immagini molto curate, che si fanno apprezzare molto nella rappresentazioni delle espressioni umane meno 'cordiali' ma estremamente naturali, come la noia o il disgusto. Immagini che trasudano anch'esse ironia: lo si capisce dalla stereotipizzazione dei volti dei personaggi che, essendo inglesi, sono tradizionalmente visti con una dentatura importante e un viso allungato.


L'ironia di casa Marvel e i contenuti della grande letteratura: una coppia vincente!

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Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

Sito web: https://www.facebook.com/annachiara.giordano1?ref=tn_tnmn

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