Intervista a Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli

Giovedì, 03 Marzo 2016 08:05
  

Ha ventotto anni ed è sindaco di Bacoli da otto mesi. Ho seguito il suo percorso, non perché mi interessi la politica, ma perché mi piacciono le persone, in particolare i giovani, e le loro storie, i loro processi di cambiamento e rivoluzione, le loro battaglie, le sfide, le vittorie. Ho chiesto a Josi Della Ragione di raccontarmi la sua storia e la realtà di Bacoli, verso il futuro e il cambiamento.

 

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Sindaco, innanzitutto grazie di aver accettato di rispondere alle mie domande.

 

Un ragazzo tanto giovane a ricoprire un ruolo di grande responsabilità e prestigio come quello di sindaco dà grandi speranze per il futuro, cosa le ha dato la spinta per cominciare il suo personale percorso di rivoluzione, vuole raccontarci la sua storia?


Grazie, è un piacere. In molti mi hanno fatto questa domanda e l'episodio cui faccio sempre riferimento, e che ricordo in maniera anche molto nitida, risale al periodo in cui frequentavo le scuole medie inferiori. Avevo circa tredici anni e, in classe, i miei compagni ed io scoprimmo, un giorno, che il vetro della finestra era danneggiato. Invano chiedemmo che fosse riparato, nessuno volle darci ascolto, così, al terzo giorno di proteste, decidemmo di non entrare a scuola, ma di recarci direttamente al Municipio, per rivendicare il nostro diritto ad avere una finestra. Credo sia nato lì il mio desiderio di cambiamento.
Ho fatto anche io i conti con la solita domanda, restare o andar via appena terminati gli studi universitari? Ho scelto di restare e ho iniziato ad avvicinarmi all'associazionismo e a creare una rete di contatti con tutti coloro che, come me, desideravano il cambiamento e il miglioramento. Era il 2008, la Campania viveva la sua più buia emergenza rifiuti, per far fronte alla quale la mobilitazione che mettemmo in atto diede vita al sito freebacoli.net e poi alla nascita dell'associazione Freebacoli e alla candidatura alle elezioni. In principio, il nostro scopo era solo quello di dare un contributo concreto e dei suggerimenti alle istituzioni per il miglioramento della città.
Ci rendemmo presto conto che questo non bastava. Riuscimmo ad ottenere le dimissioni dell'aministrazione in carica ion quel periodo, subentrò il commissariamento prefettizio e alle elezioni del 2010 decidemmo di partecipare come Freebacoli, con una lista civica che riuniva tutte le associazioni attive sul territorio. Il gruppo mi scelse come rappresentante e, come unico eletto di quella lista ebbi accesso al consiglio comunale.
Ancora una volta, pensammo bastasse questo a fare la differenza, ma non fu così. Sicuramente far parte del consiglio all'opposizione per cinque anni è stato utile per instaurare un forte legame con i cittadini, i quali, nonostante la mia giovane età, mi hanno sempre riconosciuto il ruolo di consigliere, ascoltando ciò che avevo da dire, sostenendo le mie battaglie e, a poco a poco, rendendosi conto che il cambiamento era davvero possibile, soprattutto perché cominciai a filmare i consigli comunali, a diffondere i video e a mostrare alla gente ciò che gli veniva costantemente nascosto. Freebacoli è riuscita ad unire tutte le associazioni che fino a quel momento avevano preferito distinguersi le une dalle altre, fino a che abbiamo deciso che era giunto il momento di cambiare davvero le cose nella nostra città e che per farlo dovevamo amministrarla. Sono stato scelto per la carica di sindaco in maniera molto democratica, durante una riunione in cui il mio nome è stato votato all'unanimità (e questo mi rende molto orgoglioso). In buona sostanza queste esperienze e il desiderio di cambiare davvero le cose mi hanno dato la spinta a portare avanti le mie battaglie, anche perché, come ripeto spesso, la nostra terra, con tutte le sue incredibili bellezze, ci offre un messaggio di amore che, tuttavia, la popolazione non ricambia neppure per un decimo e questo è ciò che, prima di tutto, deve cambiare: abbiamo il dovere di rispettare e valorizzare le bellezze del nostro paese.
Certo, come consigliere comunale a ventidue anni e sindaco a ventotto, capisco di poter essere anche un punto di riferimento per i giovani e questo mi rende davvero molto fiero, per questo vorrei invitare tutti i ragazzi ad abusare (sì, proprio abusare) della nostra esperienza, del nostro percorso, che ha prodotto un risultato enorme sotto il profilo elettorale, perché partiti da zero abbiamo ottenuto novemila voti su una platea di quattordicimila. In base a questi dati, mi sento di dire che, così come noi ce l'abbiamo fatta, chiunque può farcela.

 

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Ci sono stati momenti difficili? E se sì, quali?

 

Ci sono stati momenti difficili, ce ne sono e ce ne saranno ancora. Dal punto di vista associazionistico, hanno cercato più volte di intimidirci, ad esempio dando fuoco, in piena notte, all'auto di un nostro associato (Alessandro Parisi, oggi assessore al bilancio del Comune di Bacoli), io stesso sono stato vittima di intimidazioni, quando una parte della salumeria della mia famiglia è stata data alle fiamme e ho dovuto leggere il dolore sui volti dei miei genitori e dei miei nonni, che pure non hanno mai smesso di sotenermi. In consiglio Comunale, per ben quattro volte, la precedente amministrazione, abusando del suo potere, ha querelato sia me personalmente, che l'associazione di cui sono rappresentante. Nonostante tutto, però, credere finalmente che il cambiamento sia possibile, credere nel futuro e accorgersi di come i cittadini tornino ad avere fiducia nelle istituzioni ci ripaga di tutti gli sforzi fatti, di tutte le pressioni subite, di tutte le difficoltà cui abbiamo dovuto far fronte. Forse, fra tutti, il momento più difficile l'ho vissuto proprio nel ricoprire la carica di sindaco, sentendo di avere delle enormi responsabilità e, tuttavia, non volendo cedere alle remore, ma affrontando la sfida del cambiamento con rinnovato entusiasmo, affinché i voti dei cittadini non fossero vanificati, sebbene sia stato molto complesso fronteggiare le disastrose conseguenze delle mancanze delle precedenti amministrazioni. Il nostro obiettivo è quello di mantenere sempre un forte legame con la cittadinanza, rendendola attiva e partecipe all'amministrazione della città, senza dover sottostare alle tempistiche della burocrazia italiana e locale e cercando di accelerare il processo che ci porterà a un futuro migliore.
Certo, un impegno tanto importante può comportare un sacrificio personale enorme, per ciò che riguarda il tempo da dedicare agli affetti, alla famiglia, agli amici, ma credo che questo enorme sacrificio da parte mia possa essere visto come un investimento che porterà risultati altrettanto grandi e meravigliosi per la nostra terra.

 

Le è capitato di sentirsi dire che è troppo giovane per fare il sindaco? E se sì, qual è stata la sua risposta?


Sì, certo, mi è stato detto spesso e probabilmente dalle stesse persone che però, poi, mi hanno votato. Non ho mai dato loro una vera risposta, ma ho sempre cercato di dimostrare che si sbagliavano attraverso le mie azioni. C'è da dire che, forse, se la mia città non avesse avuto bisogno d'essere cambiata, migliorata, se avesse funzionato sempre al meglio, non avrei mai neppure pensato di candidarmi. Magari mi sarei specializzato, avrei proseguito la mia formazione e la mia attività di giornalista. Invece, il mio gruppo ed io abbiamo deciso di assumerci questa responsabilità, di caricarci delle aspettative dei cittadini e, forse, coloro che hanno detto che sono troppo giovane per questa carica sono gli stessi che, da giovani, non sono riusciti a produrre il cambiamento e questo può aver suscitato in loro disillusione, cinismo, ma abbiamo dimostrato che cambiare è possibile. I giovani possono e devono essere attivi in favore del loro territorio. Ero troppo giovane per essere consigliere comunale, sono troppo giovane, oggi, per essere sindaco, e tuttavia ho ricoperto entrambi i ruoli e questo mi riempie di orgoglio.

 

Cosa vorrebbe per la sua città?


Per la mia città volevo una riscossa. I cittadini hanno saputo cogliere un'occasione di riscatto, cosa che non avevano mai fatto, perché non gli si erano mai presentate alternative valide. Ora, però, è tempo di pensare a ciò che sarà e a ciò che faremo. Bisogna rispondere alle aspettative di cambiamento e impiegare tutto il nostro tempo nel perseguire questo scopo, affinché la cittadinanza non debba mai più ricadere nell'oblio del disfattismo e della disillusione in cui era quando, nel 2008, ha avuto inizio l'attività di Freebacoli. Non possiamo permetterci di fallire.
In amministrazione, abbiamo davvero tantissimi giovani: io ho ventotto anni, ma il vicesindaco ne ha ventiquattro, il presidente del consiglio comunale ventiquattro, la maggior parte dei consiglieri è al di sotto dei trentacinque anni, ma non possiamo nasconderci dietro l'inesperienza, perché abbiamo fatto e possiamo fare ancora tanto, anche più di chi aveva fatto della politica la propria professione, quindi, sebbene sia la nostra prima esperienza nel campo amministrativo, abbiamo il dovere di mantenere le promesse e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

 

Quali sono stati i momenti più belli, non solo della sua carriera politica, ma di tutto il suo impegno per gli altri?

 

Trovo che questa domanda sia bellissima. I momenti più belli derivano tutti dal nostro legame con i cittadini e dalle gratificazioni che riceviamo da questi, nonché dai numerosissimi bacolesi emigrati alla ricerca di un lavoro, che nella loro terra non c'era. Attraverso il web, anche questi ultimi possono seguire la rinascita della città ed essere nuovamente fieri delle proprie origini. Inoltre, sono meravigliosi i punti di contatto che ci uniscono a tanti altri gruppi civici di altri territori, che riconoscono in noi e nella nostra esperienza una sorta di modello cui ispirarsi.

 

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Qual è il suo pensiero per i ragazzi costretti a cercare lavoro lontani dal proprio paese d'origine?


Ho estremo rispetto per coloro che sono stati costretti a sacrificare la vicinanza alla famiglia, agli affetti, alla propria terra, per cercare una possibilità di realizzazione in una diversa città. Posso dire, però, che il nostro lavoro è dedicato anche a loro, affinché possano essere nuovamente orgogliosi della terra da cui provengono. Speriamo di poterli rivedere, un giorno, felici di tornare nella loro città, per un giorno, per una vacanza estiva, per sempre.
Si tratta di una battaglia quotidiana, senza tregua, senza riposo. Penso soprattutto a quei ragazzi che si sono formati nei campi della conservazione dei beni culturali, della gestione del patrimonio artistico, dell'archeologia, costretti a cercare un impiego altrove, nonostante le infinite meraviglie del nostro territorio, trascurate, non valorizzate, abbandonate. E anche ai tanti ragazzi che si trovano impegnati all'estero in mestieri propri della tradizione campana e che non hanno avuto la possibilità di portare avanti quei mestieri nella loro città d'origine.
A loro vorrei rivolgere un appello e invitarli, insieme con tutti i ragazzi trasferitisi altrove, a seguirci, a sentirsi protagonisti di questa nostra lotta, nonostante tutto, e a non esitare a contattarci per condividere con noi idee, proposte, consigli, critiche. Quello che stiamo facendo è anche per loro.
A chi invece sta pensando di andare via ora, vorrei dire di aspettare, riflettere, non mollare, perché la responsabilità del futuro di questa città è sulle nostre spalle, nessuno verrà in nostro soccorso, c'è tanto da fare ancora e tante possibilità da scoprire per la rinascita di Bacoli.

 

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E a quelli che, invece, decidono di restare?


Se decidono, se decidiamo di restare, abbiamo il dovere di lottare. Non ho particolare stima per coloro che restano, si lamentano, ma non muovono un dito per cambiare le cose. Lottare vuol dire essere cittadini responsabili, lottare vuol dire anche semplicemente vivere una vita all'insegna della legalità. Ciascuno a suo modo e nel proprio piccolo può creare un futuro migliore per la nostra città, può essere un esempio per gli altri e in questo modo contribuire al processo di normalizzazione e sviluppo del territorio. I problemi ci sono, sono tanti, questo è innegabile, ma bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare, perché le soluzioni non possono piovere dal cielo, ma devono essere prodotte dalle nostre azioni. Questo è il mio appello per chi resta, non disinteressarsi, non estraniarsi dal mondo circostante, dai propri doveri, dalle proprie responsabilità, ma lottare, agire, migliorare, anche a piccole dosi, anche ritagliando un breve spazio di tempo da dedicare al territorio, fra gli impegni quotidiani.

 

Crede che i giovani riusciranno a riscrivere la storia del loro futuro?


Ne sono certo. In realtà, i giovani hanno il potere di fare qualsiasi cosa, di creare, come di distruggere. Con uno sguardo alle conquiste sociali degli anni Sessanta e Settanta, mi rendo conto che la nostra generazione, in genere, beneficia di diritti per i quali non ha mai dovuto lottare. Questo, forse, ha prodotto un meccanismo di apatia rispetto alla difesa di quei diritti. Molti tendono a tacere e a non far nulla quando quei diritti vengono minacciati o sottratti. Anche da questo fenomeno dobbiamo essere capaci di imparare: dobbiamo lottare per i nostri diritti, per il cambiamento e per il futuro, ma dobbiamo anche educare le generazioni che verranno dopo di noi a non arrendersi, a non dare nulla per scontato, a difendere quello che abbiamo conquistato. Nessun sacrificio, di qualsiasi ordine e misura sia, deve essere mai vano. Il miglioramento è sempre un processo graduale e mai perfetto, siamo pur sempre umani, ma dobbiamo proteggere i risultati che riusciamo a raggiungere, proteggere lo sforzo di chi li ha resi possibili.

 

Una domanda che non riguarda solo i giovani: qual è la sua posizione rispetto al disegno di legge Cirinnà e al blocco del M5S al "canguro"?


Sul ddl Cirinnà, il nostro gruppo e la nostra amministrazione ha fatto una scelta e ha scelto di esporsi senza remore. Accanto alla bandiera italiana e alla bandiera europea, esposte sulla facciata del Municipio, abbiamo deciso di collocare anche la bandiera della pace, che con i suoi colori è divenuta simbolo della lotta sociale per la riconquista della dignità e dell'uguaglianza. È stato senza dubbio un segnale forte, ma siamo convinti, in linea generale e senza analizzare in dettaglio il disegno di legge, che la sua approvazione potrà essere un'importante conquista, tutelando i cittadini a prescindere dal loro orientamento sessuale e rendendoci davvero all'altezza di far parte dell'Europa. Riguardo l'operato dei Cinque Stelle, ciò che è accaduto in parlamento è inqualificabile, il disegno di legge doveva essere approvato all'unanimità o quantomeno votato da coloro che non si ritengono omofobi o razzisti. Ciò non è avvenuto e questo per tutelare interessi personali e preservare un'atmosfera da perenne campagna elettorale. Ci si preoccupa sempre delle apparenze, dell'immagine che si vuole dare agli elettori, e pochi prestano attenzione ai contenuti. Poteva essere un'occasione per tutte le forze politiche, a prescindere dai colori, di presentarsi unite in difesa dei diritti fondmentali dei cittadini, ma, purtroppo, così non è stato. Se non altro, ci vantiamo di essere fra i pochi comuni d'Italia a mantenere vivo l'ideale di uguaglianza, a partire dai colori delle bandiere esposte al Municipio e, sebbene la nostra città non sia fra le più grandi e popolose, teniamo molto a poter dire la nostra, a far sentire la nostra voce e, per questo, continueremo a tenere la bandiera della pace esposta, finché non sara approvato il ddl.

 

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Cosa vorrebbe dire a tutti i giovani che non hanno più fiducia nel futuro e nel loro paese?

 

Vorrei dire ai ragazzi di non aspettare che il cambiamento nasca da sé, ma di essere parte attiva in quel cambiamento, di impegnarsi sempre, ciascuno a suo modo e secondo le porprie capacità, per costruire un futuro migliore. E anche a chi giovane non è più, sotto il profilo anagrafico, vorrei dire di continuare a dare, a creare, a fare per il territorio, di non arrendersi, di credere sempre nelle proprie possibilità e nelle proprie forze, con giovinezza dello spirito, che per me è, appunto, capacità di rivoluzionare la propria vita e il mondo circostante.
Non arrendetevi, non fermatevi, continuate a lottare, non solo in nome della nostra generazione, ma per questa giovinezza d'animo, che può restare viva attraverso la legalità, i metodi democratici, l'azione, la conoscenza. Conoscere è davvero importante, bisogna informarsi, tenersi sempre aggiornati e sapere quali sono gli strumenti del cambiamento, perché il cambiamento è possibile e ciascuno di noi deve contribuire a realizzarlo.

L'impegno e le capacità messe al servizio della comunità non possono essere uno spreco di tempo, ma saranno sempre un patrimonio prezioso, capace di produrre il miglioramento.

Quindi lottate e credeteci con tutte le vostre forze.

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