Risorto, indagine sulla fede con Joseph Fiennes

Sabato, 12 Marzo 2016 17:22
  

Vi siete mai chiesti cosa fareste se un giorno, per caso, vi giungesse la notizia che un vostro caro defunto è tornato dalla morte, sano, vegeto e allegro? Quale sarebbe la vostra reazione? Gridereste al miracolo o dubitereste della salute mentale di chi ha messo in giro codesta voce?

Ebbene, duemila anni fa, con le dovute e rispettose diversità, successe qualcosa di analogo con Gesù Cristo quando, dopo essere stato processato da Ponzio Pilato e crocifisso dai Romani, è resuscitato al terzo giorno, come scrivono le sacre scritture.

Attenzione, non voglio addentrarmi sul terreno scivoloso e assai ostico della fede e dei Vangeli, non è il mio mestiere, bensì desidero aiutarvi a comprendere l’idea particolare e affascinante che i due autori hanno voluto dare alla pagina più importante e mistica, non solo del Cristianesimo, ma dell’intera umanità.

Credere o no alla vittoria di Gesù Cristo sulla morte e sul fatto che egli sia stato davvero il Messia: una domanda che è alla base della fede e, in particolar modo, della religione cristiana e di quale fu la reazione dei Romani e di Ponzio Pilato a tale avvenimento.

Per loro, almeno secondo la scelta narrativa degli autori, Gesù rappresentava un potenziale pericolo per l’Impero, rischiando di mettere a repentaglio la coabitazione con le autorità religiose ebraiche filo-governative.

Su queste basi religiose-politiche, lo spettatore conosce il Tribuno Clavio (Fiennes), militare tutto d'un pezzo, preciso, razionale chiamato a sopprimere le rivolte ebraiche contro l’Impero e a obbedire agli ordini del prefetto Ponzio Pilato (Firth). Quest’ultimo è preoccupato dal prossimo arrivo a Gerusalemme dell’imperatore Tiberio e, per questo, determinato ad assicurarsi, prima, la morte celere sulla croce di Yeshua il Nazareno (Curtis) e poi che il suo corpo fosse custodito, evitando che diventasse un martire per i suoi discepoli o, chissà, probabilmente temendo in cuor suo che il Nazareno potesse davvero tornare dalla morte, come aveva predetto fino all’ultimo.

Clavio, con rigore e freddezza, dapprima certifica la morte di Yeshua e poi sigilla la sua tomba per accontentare i sospettosi e diffidenti sacerdoti ebraici.

Quando, però, al terzo giorno si diffonde la notizia della Resurrezione, inizia per Clavio una vera e propria indagine in stile “CSI” nel tentativo di ricostruire cosa sia successo davvero e dove sia finito il corpo del Nazareno. Clavio, con l’aiuto del suo fedele e giovane collaboratore Lucio (Felton), fa scoperchiare tutte le tombe degli ebrei, interroga chiunque abbia avuto modo di vedere il Risorto e le guardie romane, testimoni oculari dell’evento. Il tribuno non vuole credere, da uomo razionale, all’idea della Resurrezione e, interrogando alcuni estasiati discepoli di Yeshua, come Maria Maddalena (Botto) o Bartolomeo, il seme del dubbio comincia a serpeggiare nelle solide certezze dell’uomo.

Dubbi che diventeranno stupore e incredulità quando Clavio, dopo un’estenuante caccia nei vicoli di Gerusalemme, si ritrova a faccia a faccia con il Nazareno in compagnia dei suoi discepoli.

Per Clavio, superato lo shock iniziale, è l’inizio di un viaggio interiore o di un’indagine su se stesso e su cosa possa credere e in che modo la sua vita debba cambiare, alla luce di questa rivelazione.

Il film è diviso sostanzialmente in due fasi: la prima è sicuramente quella più interessante, originale e avvolgente, basata su vera indagine poliziesca che cattura lo spettatore, facendolo immedesimare con il tenace e scrupoloso protagonista. La scelta narrativa, e poi registica, di osservare la Resurrezione dalla prospettiva romana e di un non credente è nuova e attira la curiosità, creando un crescente pathos e si fa seguire grazie a un ritmo dinamico e incalzante.

La seconda parte, invece, si rivela deludente e priva d’incisività, scivolando su un piano religioso in chiave quasi New age, assai poco cattolica, lasciando nello spettatore più di una perplessità, perdendo così in gran parte la dote di attendibilità e forza narrativa che aveva accumulato nella prima parte. È nostra opinione che sarebbe stata più giusto, dal punto di vista narrativo e d’interesse per il film, se fosse terminato con la parte investigativa, lasciando lo spettatore nel dubbio di come il protagonista si sarebbe comportato dopo.

La regia è nel complesso vivace, creativa e di taglio televisivo, ma capace di creare i giusti tempi e ritmi narrativi, dando allo spettatore una diversa e particolare rilettura dei testi sacri.

Joseph Fiennes fornisce in generale una buona e convincente perfomance. Piace e convince di più nei panni del detective scettico, apparendo più credibile e naturale, trasmettendo allo spettatore i dubbi e le incertezze dell’uomo comune di fronte a fatti soprannaturali. Appare invece come un “San Paolo” 2.0 nella seconda parte, perdendo fierezza e credibilità e aumentando la distanza emotiva e di coinvolgimento con il pubblico.

È comunque consigliabile la visione di questo film sia a credenti che non, perché potrà dare la possibilità di porsi delle domande su noi stessi e su quanto siamo disposti a mettere da parte la ragione fidandoci di istinto e cuore.

 

Il biglietto d’acquistare per “Risorto” è : 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5)Sempre

 

“Risorto” è un film d’animazione del 2016 di Kevin Reynolds, scritto da Kevin Reynolds e Paul Aiello, con: Joseph Fiennes,Tom Felton, Maria Botto, Luis Callejo, Antonio Gill, Richard Atwill, Cliff Curtis

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