CasaPound ed ex opg "Je so' pazzo": interviste a confronto (ex opg - prima parte)

Martedì, 15 Marzo 2016 18:59
  

Leggi anche: CasaPound ed ex opg "Je so' pazzo": interviste a confronto (CasaPound - prima parte)CasaPound ed ex opg

 

Sarò passata davanti l'enorme edificio dell'ex opg almeno un centinaio di volte, senza mai vederne l'interno. So che i ragazzi dei collettivi studenteschi che l'hanno occupato organizzano anche visite guidate, ma non ci sono mai stata. La struttura si erge imponente sulla salita San Raffaele di Materdei. Più mi avvicino alle sue mura e più mi pare gigantesca. Quando arrivo nel cortile esterno, mi accorgo con sorpresa dei numerosi ragazzi che stanno dandosi da fare a ripulire lo spazio intorno dalle erbacce e dalla polvere. C'è fermento, agitazione, un gran via vai, forse perché "Je so' pazzo" (così gli occupanti hanno chiamato l'ex opg) ha ufficialmente compiuto un anno e nessuno sgombero si è visto all'orizzonte. L'entusiasmo è nell'aria e contagia tutti. Sulle mura esterne del palazzo, troneggia un murales che raffigura un enorme cavallo colorato. Ricorda l'equino blu Marco Cavallo, del modello Basaglia. Nel 1973, a Trieste, per alcuni lavori all'interno del manicomio veniva utilizzato un cavallo, che lo psichiatra Franco Basaglia, con i suoi collaboratori, aveva deciso di salvare dalla macellazione. L'animale divenne un simbolo, tanto che fu costruito un enorme cavallo blu di legno e cartapesta, portato in giro per Trieste per attirare l'attenzione della comunità e rompere il muro di silenzio mantenuto dalla struttura negli anni precedenti. Mi è facile ricollegare questa storia al motto dell'ex opg occupato "Je so' Pazzo", «dov'era prigione abbiamo fatto libertà» e pensando a questa frase entro nell'edificio per incontrare Salvatore, uno dei ragazzi che gestiscono questo spazio: sarà lui a rispondere alle mie domande. Ci presentiamo, Salvatore ha trent'anni, un telefono che squilla in continuazione e tante cose da fare, domande a cui rispondere, indicazioni da dare, ma fortunatamente ha un po' di tempo anche per la mia intervista:

 

DSCF2571

 

 

Grazie per aver accettato di incontrarmi. Inevitabile premessa: ammetto che l'idea di realizzare questa intervista è nata in seguito agli scontri avvenuti il 29 gennaio, nei pressi del liceo Vittorini e della fermata della metropolitana di Rione Alto. Ci sono state voci contrastanti a riguardo, vuoi raccontarmi com'è andata quel giorno?

 

Non credo ci siano voci contrastanti, un ragazzo è stato aggredito da militanti di CasaPound, davanti il liceo Vittorini. È capitato, negli ultimi anni, che questi personaggi portassero avanti questo tipo di azioni e vorrei fosse chiaro che non si tratta di una guerra tra bande, è molto importante, perché il problema non è dell'ex opg o di qualche altro centro sociale, ma è cittadino, non a caso abbiamo organizzato anche un'assemblea popolare al Maschio Angioino, lo scorso 27 febbraio, contro il fascismo e il razzismo, che ha visto una grande partecipazione. La verità è che queste persone non hanno alcuno scopo, in passato, alcuni esponenti di CasaPound sono stati addirittura inseriti nelle liste di candidati a sindaco di Napoli, ma cosa danno in cambio a parte azioni violente, come picchiare persone per strada? C'è da dire anche che, in questo caso e in occasione dell'assemblea al Maschio Angioino, le istituzioni sono state concordi nel ritenere la situazione inaccettabile. Lo stesso sindaco de Magistris ci ha assicurato che si impegnerà affinché questi episodi non si ripetano. In ogni caso, la nostra idea per porre fine a questa situazione è quella di lanciare un corteo cittadino, non solo contro il fascismo, ma anche contro razzismo e camorra, il prossimo 25 aprile.

 

DSCF2568

 

Dove lo farete?

 

Pensavamo di farlo partire da piazza del Plebiscito, ma il 15 marzo ci sarà un'assemblea più tecnica in cui si definiranno proprio questi dettagli.

 

A proposito del ragazzo aggredito il 29 gennaio, pare che avesse strappato un volantino, innescando la reazione di un giovane militante di CasaPound che faceva volantinaggio vicino il liceo Vittorini, quindi in principio non si trattava di gruppi, è corretto?

 

Sì, è andata così e noi avevamo il dovere di difendere il ragazzo in questione, anche perché si sta cercando di instaurare un clima di terrore, in cui le persone hanno paura di sostenere le loro idee. Un ragazzo che magari desidera interessarsi di politica e far valere i propri diritti non può farlo, perché dopo un fatto simile, sai cosa farà? Resterà a casa. Queste cose, certo, ci rallentano, ma noi non ci arrendiamo, continueremo a difendere i nostri principi e a mandare avanti le nostre attività.

 

DSCF2562

 

Ci sono davvero tanti ragazzi in questa struttura. Cosa fate qui e com'è nata l'idea di occupare l'ex opg?

 

Parto dalla storia dell'opg, che in origine era un convento, il Monastero della Concezione (o di Sat'Eframo nuovo, edificato nel Seicento su un terreno di proprietà del principe di Sansevero, n.d.r.). Abbandonato dai francescani, divenne prima una caserma, poi manicomio giudiziario, nel 1925, e, in seguito, ospedale psichiatrico giudiziario, nel 1975. Ospitava 250 pazienti, pur con una capienza massima di 150, tanto che in seguito a un sopralluogo della Commissione parlamentare, l'Asl ne decretò la chiusura, nel 2004, e gli internati furono prograssivamente trasferiti fino alla chiusura definitiva, nel 2008. La gestione della struttura fu affidata alla polizia penitenziaria, che, tuttavia, lasciò le centinaia di metri quadri del manicomio inutilizzate e in uno stato di abbandono, tanto che l'edificio fu depredato di tutto ciò che era rimasto al suo interno e abbandonato in uno stato di totale degrado, fino a quando non abbiamo deciso di restituirlo al quartiere. Qualcuno potrebbe obiettare che ci siamo appropriati di qualcosa che era già di tutti, ma non è così: dopo alcuni anni dal suo abbandono, l'amministrazione comunale aveva chiesto alla polizia penitenziaria di restituire l'immobile, ma quest'ultimo doveva essere reso nelle stesse condizioni in cui era stato originariamente affidato. In sostanza, la polizia avrebbe dovuto riparare i danni e ristrutturare a sue spese, cosa che non ha mai fatto. Abbiamo pensato, per questo, di liberare l'opg dalla paralisi di questo contenzioso e riaprirlo alla gente della zona, una volta e per tutte.

 

 

In effetti, mi hai anticipata sulla questione del bene di tutti, non posso dire di non averlo pensato: ci sono molte associazioni impegnate nel sociale sprovviste di una sede, alle quali il Comune non ha mai concesso uno spazio.

 

In realtà, il patrimonio immobiliare del Comune non è vastissimo, ma in questo caso specifico, l'opg non sarebbe mai stato di nessuno, se non avessimo deciso di intervenire. Peraltro, il nostro obiettivo non era l'anarchia, volevamo che questa struttura avesse uno scopo programmatico ben preciso per i cittadini, che fosse punto di ritrovo, di aggregazione, e che vi si svolgessero attività utili, per rispondere ai bisogni del quartiere. Nel corso del tempo, si è creata un'idea un po' stereotipata dei centri sociali, a volte a causa della stampa, ma non solo. In molti casi, si è sbagliato anche il tipo di approccio con i cittadini, dando per scontate delle informazioni e finendo per chiudersi troppo rispetto all'esterno, nonostante si stia parlando pur sempre di politica, cioè di qualcosa che per sua natura deve essere condiviso. In questo senso, abbiamo voluto che l'ex opg fosse diverso, che fosse davvero aperto alla gente, un luogo a disposizione di tutti, in cui parlare e confrontarsi.

 

DSCF2564

 

Qual è il tuo ruolo nella gestione di questi spazi?

 

Non ho nessun ruolo in particolare, sono solo un compagno più grande e con un po' più di esperienza.
Posso parlarti, però, della nostra organizzazione in generale, magari mentre ti faccio visitare la struttura, in modo che tu possa vedere, oltre che ascoltare.

 

[Continua...]

 

 

Vota questo articolo
(4 Voti)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.