Analisi tattica di Barcellona-Real Madrid

Domenica, 03 Aprile 2016 07:32
  

L'approccio alla gara è quello di sempre, basta guardare quanto il pareggio sia il risultato statisticamente meno probabile per capire che, quando queste due squadre si affrontano, vogliono vincere. Entrambi i tecnici mettono la migliore formazione possibile, lo stesso modulo, il 4-3-3 con pressing alto e protagonismo degli esterni offensivi.

 

Barcellona: Bravo; Alves, Piqué, Mascherano, Alba; Iniesta, Busquests, Rakitic; Neymar, Suarez, Messi.

Solita la formazione del Barça, squadra che vince non si cambia.

 

Real Madrid: Navas; Carvajal, Pepe, Ramos, Marcelo; Modric, Casemiro, Kroos; Ronaldo, Benzema, Bale.
Migliore formazione possibile per Zidane considerati gli indisponibili

 

Un minuto di silenzio per Johan Cruijff, leggenda blaugrana, e si parte.

 

L'assetto della partita si nota sin dai primi minuti: il pallino del gioco è del Barça, il cui monologo dura tutto il primo tempo, il Real si limita a mettersi con un 4-4-2 dietro la linea di centrocampo aspettando, senza pressare, un errore nella gestione palla dei blaugrana per poi lanciare lungo verso Bale e Ronaldo.


Quando prova a costruire palla a terra rischia molto sulla pressione altissima del trittico MSN, che ha già recuperato quest'anno ben 205 palle, a fronte delle sole 100 del BBC, difatti le più grandi occasioni arrivano con gli errori in uscita dei blancos, soprattutto nella zona di Carvajal, non aiutato dalla linea di centrocampo composta da Modric e Kroos che non si abbassano, permettendo a Messi (che si è abbassato per costruire il gioco) e compagni di mettere tra i piedi di Iniesta e soprattutto di Rakitic le occasioni più limpide.


La seconda parte del primo tempo ha un'altra faccia: I ragazzi di Luis Enrique calano il ritmo e il centro del gioco si sposta dalla metà campo madrilena verso il centrocampo, permettendo al Real di compattarsi in fase di pressing e di allungarsi per costruire, soprattutto sulla fascia destra di Jordi Alba, dove sia Ronaldo, che saltando Alba si smarca e tira su Bravo, sia Benzema, che spara alto in mezza sforbiciata, hanno l'occasione di sbloccarla, ma mancano di efficacia. Si chiude a reti bianche il primo tempo, il Barça domina il gioco, ma il Real si fa vedere in contropiede.

 

SECONDO TEMPO
Continua il trend della fine del primo tempo: possesso palla essenzialmente sterile del Barcellona che permette le ripartenze del Real, i cui attaccanti si trovano però soli di fronte alla difesa blaugrana, poiché i centrocampisti madrileni, forse intimoriti dal Camp Nou, non accompagnano la fase offensiva.

 

IL VANTAGGIO FIRMATO PIQUE'
Il Barça però è pericoloso da qualsiasi posizione, anche non entrando in area, difatti un gran tiro da fuori di Messi costringe Navas a salvare in corner, dai cui sviluppi si sblocca la partita: al 55° La Pulce la mette sul primo palo dove Piqué sfugge alla marcatura di Pepe e sfruttando l'assenza di difensori sul primo palo la mette dentro per l'1-0. Palla al centro.

 

IL PAREGGIO DI BENZEMA
Neanche 10 minuti che nel 62° l'orgoglio blanco si mostra in uno dei suoi giocatori più rappresentativi: la cavalcata di Marcelo lo fa arrivare davanti all'area, la difesa del Barcellona non si scagliona adeguatamente lasciando la possibilità al terzino brasiliano di scaricare su Kroos, il cui tiro deviato finisce nell'orbita di Benzema, che dall'area piccola segna in rovesciata, 1-1. Tutto daccapo. Passano 20 minuti insipidi, le energie calano e il ritmo pure, probabilmente a causa degli impegni con le nazionali, entrambi i tecnici leggono bene la partita e provano a inserire i giusti innesti, Zidane ci riesce, Enrique no.

 

LA MOSSA DI ZIDANE
Il volto della partita cambia completamente con l'uscita di Benzema e l'ingresso di Jesé, che abbassatosi praticamente a seconda punta raccoglie palla e accompagna Ronaldo e Bale in area balugrana in più occasioni grazie alla lunghezza del Barcellona, il cui spazio tra la linea di centrocampo e la linea di difesa è ormai immenso visto il calo di attenzione e di energie. Gli attaccanti madrileni riescono quindi ad arrivare velocemente in superiorità numerica grazie anche ai più propositivi Kroos e Modric. Si susseguono due grandissime occasioni per i blancos tra l'80° e l'81°, difatti prima si vedono annullare un gol di Bale di testa per un fallo in attacco molto dubbio, ad essere gentili, ed un tiro di Ronaldo che scheggia la traversa.


REAL IN 10
Nel momento migliore del Real di tutta la partita, l'arbitro Hernandez fa quello che avrebbe dovuto fare già nel primo tempo, cioè espellere Sergio Ramos, autore di numerosi falli fino a quel momento graziati, che lascia il Real in 10 per doppia ammonizione (10° e 83°) dopo un inutile intervento da dietro su Suarez a centrocampo. Quarta espulsione in un clasico per lo spagnolo.


RIMONTA MADRILENA
Sembra il momento della svolta per i catalani, ma il Real continua a pressare alto, costringendo il Barça a un errore in costruzione all'85° che costerà il match ai catalani, difatti Carvajal recupera palla a centrocampo e trascina con se l'intero reparto offensivo, accompagnato da Kroos che allarga verso Bale il cui cross permette a CR7 di stoppare e insaccare sotto le gambe di Bravo. Game, Set, Match.


Gli ultimi 5 minuti più recupero non serbano grandi sorprese, Messi e compagni provano a sfruttare la superiorità numerica, ma nonostante il talento non c'è la lucidità necessaria per concretizzare.

 

Il Real Madrid espugna il Camp Nou, la panchina di Zizou è salva. Per ora.

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