PitturAZIONE: macchie e schizzi di colore

Giovedì, 21 Aprile 2016 08:55
  

'Quando sono "dentro" i miei quadri, non sono pienamente consapevole di quello che sto facendo. Solo dopo un momento di "presa di coscienza" mi rendo conto di quello che ho realizzato.

Non ho paura di fare cambiamenti o di rovinare l'immagine, perché il dipinto vive di vita propria. Io cerco di farla uscire.

È solo quando mi capita di perdere il contatto con il dipinto che il risultato è confuso e scadente.'

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L'action painting, che potremmo tradurre (se proprio ne sentissimo la necessità) con "pittura d'azione", è uno stile pittorico che ha tra i suoi massimi esponenti Jackson Pollock. Confuso spesso con l'Espressionismo Astratto, ha in comune con altri stili che si sviluppano a metà del Novecento, lo stravolgimento di alcune regole “base”: dall'uso del pennello come fionda, alla tecnica del dripping (che consiste nel far gocciolare la vernice dall'alto), fino all'eliminazione del cavalletto con la stesura della tela in terra.

L'elaborazione del dipinto in orizzontale, con l'autore costretto a girarci intorno e salirci su per poter raggiungere ogni sua parte, crea una comunione con l'opera. La stessa azione del dipingere si sviluppa sull'opera e nell'azione l'artista è insieme vernice, pennello e mente.

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Quando sono particolarmente tesa o non ho una vera e propria ispirazione artistica mi capita di prendere in mano i pennelli e provarmi in quella che potrei definire action painting (volendo spararmi le pose!). Sono per lo più macchie di colore ad occupare il foglio, schizzate o fatte colare, che però finisco sempre col mischiarsi senza un criterio, un po' come fanno i bambini (diciamo dai 3 ai 6 anni). Tratti doppi e graffiati sul foglio, chiazze informi e tinte mischiate potrebbero essere segno di  inquietudine, ma senza voler scendere nei meandri della psicanalisi e mettendo da parte anche i soggetti dei disegni, tutti voi potrete, affiancandovi ad un piccolo pittore, studiare come i bambini, indipendentemente dal loro umore, siano portati ad attuare una "comunione con la pittura" piena.

Quando non hanno delle indicazioni o dei bordi in cui colorare, lasciati liberi, i bambini tendono a seguire un processo artistico che partendo dal foglio bianco, con la creazione di un'immagine, porta alla sua denaturazione.

Mi spiego. Date ad un bambino una serie di colori: libero di usarli e sporcarsi come più gli piace, tenterà anzitutto un disegno. Se poco interessato alla creazione, o spinto dalla curiosità ad andare avanti, passerà a concentrarsi non più sul tema, ma sulla materia. Inizierà a provare i colori, a mischiarli, a sostituire a linee fatte con le dita intere manate di pittura, che ovviamente per le regole  base della chimica finiranno col mischiarsi e risultare irriconoscibili, in un tripudio di marroncino palude.

Il bambino studia le reazioni dei colori mischiati o lanciati sul foglio e vi partecipa attivamente sporcandosi le mani, letteralmente.

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Non vi mentirò: se deciderete di far provare le pitture a figli o nipotini sarà un vero e proprio incubo (per voi adulti, beninteso) ma "sentire" sulla pelle densità e materiali diversi rende il bambino tanto partecipe al processo creativoda permettergli di avere una consapevolezza degli spazi ben oltre quella che si può ottenere delineando dei contorni (operazione a cui sono avviati fin dai primi anni a scuola). Dopotutto, i bordi si possono sempre inserire!

Partendo dalle macchie di Rorschach, inserire i bordi è quello che fa un illustratore portoghese, conosciuto sul web come Corcoise, L. Felipe dos Santos, per dar vita alle proprie opere d'arte. Nessuno "studio sulla personalità" per queste chiazze di colore pressate tra due pagine, la libertà di interpretazione viene meno per lasciare posto a delle immagini che escono dal colore, su cui l'autore delinea i contorni indicando e rendendo visibile a tutti la propria personale visione.

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È crescendo che siamo portati a preferire all'indeterminatezza una certa distinzione, un certo ordine. Anche quando  ci lasciamo incantare da sfumature e tinte particolari, sappiamo, per esperienza, quando fermarci per non raggiungere l'osceno color palude.

Non volendo tentare l'esperienza di Pollock sulla tela, per rispondere al desiderio di creare cascate di colore "pulite" esiste un sistema facile e divertente, ed anche piuttosto economico.

Occorrono un semplice phon e dei pastelli a cera e il gioco è fatto!

Facile e relativamente pulito, si possono ottenere effetti davvero belli semplicemente posizionando i pastelli a cera su una superfice. Incollati o tenuti  ben saldi, sotto il calore del phon inizieranno a sciogliersi lungo la loro stessa linea, rilasciando il colore liquido. Qualche immagine renderà più chiara la spiegazione.

Buona arte!

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