Le tappe di un sogno infranto

Sabato, 30 Aprile 2016 00:00
  

Sembrava un Campionato competitivo......sembrava.


La Juve vince a 3 giornate dalla fine, in un campionato che sembra sempre di più quello francese, senza manco avere bisogno dei sceicchi. Eppure è strano, sembrava un campionato combattuto, il Napoli teneva testa, vinceva e convinceva, difatti quando era ancora a -3, il calendario sembrava leggermente favorevole, gli appuntamenti dell'Olimpico di Torino, del San Siro e del Franchi parevano più difficili delle sfide dei napoletani con l'Inter e la Roma. Le speranze di un intera città erano con una società che pareva stare sognando; seppure con uno spiraglio non troppo grande ci si credeva, chi più e chi meno. Le premesse stagionali non avevano neanche nelle postille la possibilità di uscire vincitori del campionato, come dimostra l'assenza di una clausola scudetto nel contratto di Sarri.


Allora cosa è successo? Solo un mese e mezzo fa erano 3 i punti di distacco. Quando e perché la competizione è diventata dominio?

 

Occasione sfumata
La chance di accorciare arriva con un inaspettato aiuto: al Dall'Ara i bianconeri vengono fermati dai ragazzi di Donadoni con un ultima grande performance che li porterà ad essere certi della salvezza e a una striscia di partite sotto tono che culminerà nel 6-0 al San Paolo. Il Napoli ha dunque la possibilità di accorciare la distanza, contro un Milan che insegue la Champions. Al San Paolo Insigne firma il vantaggio e Bonaventura il pareggio, una grande prestazione difensiva impedisce agli azzurri di concretizzare, mentre una bella dose di fortuna concede il pareggio rossonero.


Il Derby della Mole
Tutto comincia il 20 marzo, la Juve affronta il Torino all'Olimpico alle 15:00 , il Napoli gioca alle 18:00, c'è tutto il tempo per i tifosi azzurri di guardare il match e sperare in un passo falso dei bianconeri. Del resto la Vecchia Signora ha giocato un estenuante match all'Allianz Arena di 120 minuti e c'è rammarico per la sconfitta subita ai supplementari: tutti elementi di cui i granata potrebbero approfittare ripetendo l'impresa dell'anno scorso in cui rimandarono la festa scudetto. Invece no. Prova di forza bianconera che tra mille discusse decisioni arbitrali (la prestazione di Rizzoli è scandalosa a dir poco, almeno 3 i sostanziali favori alla Vecchia Signora) domina all'Olimpico dove Buffon festeggia il suo record di imbattibilità. Il Napoli vincerà contro il Genoa 3-1 con un super Higuain, ma il gol preso nei primi 10 minuti è sintomatico di un calo difensivo tanto fisico quanto psichico che si ripercuoterà nelle giornate successive. Il divario rimane inalterato, le occasioni si riducono, la finestra si sta chiudendo.


Il disastro al Friuli
Quella che sarà la partita più contestata dell'anno si gioca al Friuli, dove il Napoli ancora a -3 dalla vetta vuole mantenersi in corsa scudetto contro l'Udinese nonostante le difficoltà dovute alla pausa per le nazionali. Il calo è ormai evidente, prima la difesa, poi un errore di Gabriel (Reina infortunato), che sbaglia il rinvio permettono il raddoppio bianconero, mettono la squadra partenopea in un tale nervosismo che prima Sarri, poi Higuain vengono espulsi compromettendo le future partite. Finisce 3-1 alla Dacia Arena, la difesa partenopea concede 3 gol a uno degli attacchi meno prolifici del campionato mentre allo Stadium la Juventus passeggia su un Empoli competitivo ma non abbastanza. La Differenza? Semplice, l'organico. Mentre la rosa bianconera si dimostra piena di talenti molto ben gestiti dalla società che sembra capace di affrontare le molte difficoltà derivanti dai plurimi impegni, gli acquisti di gennaio non sono mai stati usati dai partenopei, rendendo quindi impossibile per Sarri mettere una pezza sul calo fisico degli 11 titolari. Il vantaggio diventa pesante, 6 punti dalla vetta e una Juve con nessun altro impegno e obiettivo se non quello di vincere il 5° scudetto consecutivo sembrano molto difficili da recuperare. La corsa scudetto è compromessa, ma la speranza è riposta in Milan e Fiorentina. Il sogno sta per diventare la solita realtà.


Quella degli ultimi 4 anni.

 

Sogno Infranto 2


Da ostacolo a speranza
la Juve gioca in anticipo, ancora una volta i tifosi napoletani gufano come se non ci fosse un domani, tutti gli occhi e le speranze negli 11 ragazzi di Mihajlovic che dovranno fare la partita della vita, sia per evitare l'esonero dell'allenatore sia per ridare lustro a una stagione fatta più di bassi che di alti. Si gioca una grande partita a San Siro, il Milan passa in vantaggio con un gol di Alex, ma la Juve è troppo forte, prima pareggia e poi passa in vantaggio. Il cinismo, la solidità e la mentalità vincente permettono ai bianconeri di vincere una partita tosta e di smaterializzare non solo le prospettive di Mihajlovic (sarà la sua ultima partita), ma anche le speranze della tifoseria partenopea che rimane in carreggiata, grazie alla vittoria per 3-0 contro un Verona ormai allo sbando, senza motivazioni né ambizioni. Ma il traguardo è ormai troppo vicino, o si sorpassa o si muore.


Bestia nera\nerazzurra
Siamo arrivati alla fine del viaggio, le speranze sono veramente pochissime, si spera in un crollo bianconero nelle future partite contro Fiorentina e Lazio, entrambe non in un gran periodo di forma. Il Napoli fa a meno di Higuain vista la squalifica sportiva ed è costretto a confidare nelle indubbie qualità di Gabbiadini per sconfiggere l'Inter di Mancini nel suo stadio. Le speranze sono poche viste le performance non eccelse contro i nerazzurri: il Napoli è allo sbando, manca la fantasia in attacco e soprattutto una guida adeguata durante il match. L'Inter passa subito in vantaggio e il Napoli non sfonda, Gabbiadini è imbrigliato nelle trame di Murillo e Miranda e l'unico pericoloso è Callejon che riesce ad inserirsi alle spalle della difesa. Alla fine del primo tempo arriva anche il raddoppio nerazzurro, ma l'approccio di Sarri non cambia, vede le difficoltà di Gabbiadini e di tutto l'attacco partenopeo e non riesce a cambiare né modulo né strategia offensiva, a dispetto di un Inter che cambia 7 moduli pur di mantenere il vantaggio ottenuto. Finisce 2-0 a San Siro e il Napoli fa una figuraccia: squadra senza inventiva e senza una guida in campo, mentre la Juve schiaccia il Palermo 4-0 allo Stadium. Per una squadra solida come quella bianconera è quasi un allenamento la sfida coi siciliani, il cui obiettivo societario sembra quello di andare volutamente in serie B per prendersi i milioni derivanti da un eventuale promozione. Sembra.


I vetri sono per terra. A pezzi. Il sogno è infranto, 9 punti sono troppi, la Juve vincerà molto probabilmente il suo 5° scudetto consecutivo.


È già troppo tardi
La Juve continua la sua marcia di vittorie contro Lazio e Fiorentina, non senza discussioni arbitrali, ma una rimonta del genere dimostra come un gruppo così compatto sia, con distacco, il più forte della serie A. Il Napoli vince contro il Bologna, mentre il ritorno di Higuain contro la Roma non basta per evitare una sconfitta, nonostante una grande prestazione, che non solo riapre la corsa vero la qualificazione diretta alla Champions, ma assicura la vittoria matematica del 5° scudetto di fila ai bianconeri a 3 giornate dalla fine.

 

Sogno Infranto 1

 

Rimane una stagione memorabile, soprattutto se il Napoli riuscirà a mantenere il 2° posto: il gran gioco e i risultati dimostrano che la società partenopea è tra quelle più forti del campionato, ma quando si è campioni di inverno le aspettative salgono. Inutile far finta di niente. Quando stai per toccare il cielo, e d'improvviso cadi, il resto non conta.

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