Da Lil Angel$ a Ghali: un viaggio nel Lol Rap

Venerdì, 13 Maggio 2016 00:00
  

Quando si sente parlare di rap all'italiana, generalmente si pensa a Marracash, Fedez, Clementino, e a tutti quelli che, con le loro rime, hanno raggiunto le più alte vette del successo nazionale (sono, cioè, diventati giudici di The Voice). Non tutti, però, conoscono un'altra floridissima faccia dell'hip pop tricolore; quella che, forse, le cime della fama se le merita molto di più. Di chi sto parlando? Ma dei superpittoreschi Lol Rapper!


La Lol Rap è una corrente hip pop la cui notorietà non è dovuta alla genialità dei testi o alla dirompenza del sound. Questa è diretta conseguenza dell'eccentricità dei suoi esponenti, i quali sono uniti da un movente comune: diventare star di YouTube esprimendo sé stessi. Non importa come, non importa se mettendo a repentaglio la propria dignità.


Partiamo con Lil Angel$, che con la sua "Estate" ha fatto sognare milioni di visitatori, ognuno a sperare che anche le proprie vacanze si colorassero di feste in piscina e di "sexy baby, sexy mami". E come dimenticare Dago, i cui pezzi ricchi di autocritica sono un accurato tour nel macrocosmo interiore dell'artista, tra tatuaggi raffiguranti i loghi dei social network, fino a riprese in cui fa ingresso in un cassonetto senza riuscire a chiuderlo. Ma se, più che l'introspezione, ad interessarci sono le calde tematiche sociali, Spitty Cash è il rapper che fa per noi. Se, poi, proprio non ce ne importa nulla, possiamo adottare la filosofia di Gucci Boy, nel suo celebre pezzo apologia, come dire, dell'amore verso sé stessi. E per i più nostalgici di Tupac, ecco Tofat al loro servizio!


E questo era solo un antipasto. In un tour Lol Rap che si rispetti, è quantomeno doveroso far menzione dei più grandi. E a chi ci si potrebbe riferire se non al mitico Trucebaldazzi? Con la sua "Vendetta Vera", il rapper bolognese ha conseguito una viralità tale da esser notato perfino dalle stelle del genere. Non a caso, la sua band I Truceboys è stata a lungo capeggiata da Metal Carter, l'horror rapper per antonomasia, geniale mente di "Pagliaccio di Ghiaccio".


Come non lasciare il meritato spazio alle nuove leve! Ecco il giovanissimo Ghali, rapper tunisino, che un po' in italiano, un po' in arabo, un po' in un destabilizzante mix fonetico, alterna tematiche quali il dramma dei profughi agli effetti benefici della marijuana.


Ove c'è del trash simile, c'è sicuramente una voglia di comunicare qualcosa che, per un certo vissuto personale, non si riesce a tirar fuori senza effetti esilaranti. Noi, però, non possiamo fare altro che continuare a sostenere i nostri beniamini! Fosse solo perché sono gli unici fenomeni da baraccone italiani a non candidarsi.

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