"Marseille": la Francia conquista Netflix!

Martedì, 17 Maggio 2016 00:00
  

Qual è il segreto per una serie di successo? Cos'è che tiene il pubblico incollato agli schermi?


La suspense. Introduci i personaggi e mostra una specifica situazione. Poi cambia completamente tutte le carte in tavola. A poco a poco o all'improvviso, ma dai una scossa allo spettatore. E poi fallo ancora e ancora e ancora.


È questo che accomuna le serie di successo, alle quali si aggiunge ora una delle novità di casa Netflix, Marseille. Aggiunta il 5 maggio, è la prima serie del colosso dello streaming prodotta sul suolo europeo. Le attese erano alte, ma con l'annuncio di Gerard Dépardieu come protagonista e lo slogan pubblicitario del creatore Dan Franck "Sarà la House of Cards francese" l'hype è andato alle stelle.


Più che alla serie americana, Marseille potrebbe essere accomunata a Gomorra, ma anche questo confronto forse è un po' ardito. La serie si presenta infatti come un prodotto specificatamente francese e originale quanto basta per evitare paragoni.

 

Marseille 02

 

Le 8 puntate della prima stagione (sì, mi aspetto la seconda!) ci mostrano il duro confronto che si svolge a Marsiglia durante le elezioni per il sindaco. Protagonista principale è infatti il sindaco uscente, Robert Taro (Dépardieu), che, stanco e invecchiato dopo un mandato di venti anni, si prepara a lasciare il posto al suo prediletto, il giovane Lucas Barres (Benoit Magimel). Con l'avvicinarsi delle elezioni, la tensione sale e vengono a galla intrighi e scandali, vecchi conflitti e rancori che portano i due a scontrarsi sia in campo politico sia nella vita privata. Vita privata che si incrocerà con la scena politica e porterà le donne del sindaco, ovvero la figlia Julia (Stéphane Caillard) e la moglie Rachel (Géraldine Pailhas), ad avere un peso ben notevole con le relazioni della prima e la malattia della seconda.

 

Marseille 03

 

La serie è indubbiamente bella, ma non è fantastica. Alcuni dettagli non ben curati ne minano la serietà. Ad esempio, un mandato di venti anni è più da regime che da municipio; e ancora, il giovane Lucas non è poi tanto giovane.


C'è poi una caratteristica della serie che è più una pecca che un pregio: parlo della schiacciante influenza che ha la sfera privata sulla trama. Interrompere le avvincenti strategie politiche, che a lungo potrebbero annoiare, con intermezzi familiari comunque ad alto tasso di suspense è cosa buona e giusta, ma bisogna cercare di non oltrepassare il limite. In Marseille le vicende private finiscono per predominare sulla sfera politica. [SPOILER ALERT] Ad esempio, l'odio sfrenato di Lucas verso Robert, sostanzialmente immotivato, tollerabile in ambito privato, è decisamente eccessivo in politica. [FINE SPOILER]


Tutto sommato la serie è bella e la consiglio perché puntata dopo puntata conquista silenziosamente lo spettatore, che si ritrova intrappolato. E ve lo sta dicendo una che i prodotti cinematografici francesi non li regge minimamente!


Si, lo so: ora tutti gli hipster e i grandi appassionati di cinema mi verranno a linciare, perciò mi do alla fuga!

Vota questo articolo
(6 Voti)
Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

Sito web: https://www.facebook.com/annachiara.giordano1?ref=tn_tnmn

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.