Vera Fotografia. La mostra di Gianni Berengo Gardin a Roma

Domenica, 22 Maggio 2016 00:00
  

Scattare una fotografia non è un lavoro semplice. Non basta premere il pulsante, non basta avere uno smartphone, non basta essere al posto giusto nel momento giusto, come forse voi credete. Scattare una foto è un mestiere che si apprende con tanta fatica, con un lavoro quotidiano e attraverso lo studio dei migliori fotografi.

                                                                                                                                                            Sebastiao Salgado.

 

 

Il 19 Maggio è stata inaugurata la mostra di Gianni Berengo Gardin al Palazzo delle Esposizioni di Roma, che andrà avanti fino al 28 Agosto, in questa occasione abbiamo incontrato il maestro, che si è speso in interviste, impressioni e chiacchiere con i presenti.

A vederlo da lontano sembra un normale signore anziano, forse un turista che stringe la sua vecchia Leica in mano e gira per le sale di un museo; ma quando lo senti parlare, si apre un mondo. Le sue convinzioni possono apparire quelle di un persona di vecchio stampo, un po’ scontroso, ma garbato non troppo aperto all’innovazione e alle dinamiche del mondo contemporaneo (digitale). Ascoltando più a lungo i suoi discorsi si capisce che quello che parla non è un uomo che rifugge la tecnologia perchè di un’altra epoca e quindi meno avvezzo alle app, agli smartphone o ai social come instagram, ma qualcuno che ha dalla sua parte l’esperienza, la vita vissuta, la storia con i suoi cambiamenti e la società con tutte le contraddizioni che l’hanno caratterizzata negli ultimi 62 anni.

 

IMG 1

 

Perchè quindi iniziare questo articolo con le parole di Salgado vi chiederete... giusto perchè oltre ad aver lavorato a stretto contatto con il fotografo, le parole del buon Sebastiao rispecchiano in maniera cristallina e lineare il pensiero di Berengo Gardin.La modalità fotografica, che ha preferito e usato negli ultimi 60 anni è sempre la medesima, il bianco e nero sempre e solo su pellicola: i suoi scatti, i suoi viaggi, il suo lavoro e la sua vita sono stati catturati costantemente dalla stessa macchina l’inseparabile Leica, che 62 anni di lavoro  - come il fotografo ci tiene a precisare - non ha mai dovuto mandare in assistenza o far rimettere a punto; quella stessa macchina fotografica che, ad un certo punto della conferenza stampa, ha imbracciato per immortalare i presenti  affermando subito dopo: «Per non dimenticarmi di essere un fotografo».

 

IMG 2 IMG 3

 

Questo la dice lunga sulla personalità di un autore la cui mostra si intitola mostra Vera Fotografia proprio come il marchio che appone dietro ogni scatto per distinguerlo dalle immagini manipolate. A tal proposito, il fotografo  vieterebbe per legge ogni uso di Photoshop, perchè una fotografia  reale , seppur con qualche difetto, con l’esposizione sbagliata o qualche riflesso, è un reportage; nel momento in cui viene ritoccata non rappresenta più un reportage, bensì diventa una immagine. Il suo sogno, oltre a quello di creare un archivio storico, di costume e di tendenze, di tutto ciò che riguarda il nostro tempo, è quello di una regolamentazione più severa nella distinzione tra fotografia e immagine ricordando che in Francia e in Germania , su ogni fotografia “reale”, viene apposto una sorta di sigillo di garanzia a prova del fatto che non si tratta di una mistificazione digitale ottenuta in seguito all’applicazione di programmi di fotoritocco; in America, addirittura, se un giornale scopre che una fotografia è stata minimamente modificata, quel fotografo perde il lavoro, mentre in Italia c’è molta più libertà, va tutto bene, qualsiasi foto fatta, anche con il telefonino.

 

«Photoshop è un imbroglio e una truffa, mi va bene quando si tratta di Moda, per  far apparire piu’ giovane di 20 anni la modella, ma quando vedo i delfini ritoccati a piazza del duomo mi rendo conto che si tratta di un’opera di fantasia, il digitale non è Mai vera fotografia, la fotografia  è pellicola. [ ... ]. Il digitale ha solo il vantaggio e la possibilità tecnica di cambiare la luce e gli asa a seconda delle preferenze. E poi un’altra cosa che riguarda i social,  chi pubblica le fotografie di quello che mangia deve capire che quella foto può essere interessante per la mamma, la zia o la nonna , ma a me non me ne frega niente».

 

IMG 4

 

Numerose sono le collaborazioni che si contano tra Berengo Gardin  con medici, scrittori, filosofi, fotografi e scienziati; infatti, è sempre stata forte la capacità di questo artista di stare insieme agli altri, collaborarecon loro. Tra i diversi ringraziamenti  ai responsabili di Palazzo delle Esposizioni, agli organizzatori e curatori della mostra Alessandra Mammì e Alessandra Mauro,  Berengo aggiunge: «La fotografia che fino a pochi anni fa era bistrattata dalla società adesso è conosciuta a tutti i livelli, quindi mi fa piacere aver fatto qualcosa per la fotografia».

 

IMG 5

 

Una mostra imperdibile, un occhio crudo vero sulla realtà italiana del nostro secolo fatto di momenti di scatti rubati e di pura essenza,  l’occasione di cogliere l’essenza e il sapore degli ultimi 60 anni.

 

Di seguito il link della mostra dove potrete trovare tutte le informazioni: 

http://www.palazzoesposizioni.it/categorie/mostra-gianni-berengo-gardin-vera-fotografiahttp://www.palazzoesposizioni.it/categorie/mostra-gianni-berengo-gardin-vera-fotografia

Ultima modifica il Domenica, 22 Maggio 2016 08:26
Vota questo articolo
(0 Voti)
Letto 1052 volte

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.