Lui è tornato: davvero solo al cinema?

Martedì, 24 Maggio 2016 18:45
  

Soltanto per tre giorni, 26, il 27 e il 28 Aprile, è stata proiettata nei cinema una piccola perla, una commedia satirica tedesca dal titolo inequivocabile: "Lui è tornato". Il film di David Wnendt, tratto dall'omonimo bestseller di Timur Vermes, racconta  le vicende di un disorientato Adolf Hitler che si sveglia all'improvviso nella Berlino dei giorni nostri. All'inizio, il Fuhrer non capisce nulla e crede ancora di trovarsi nella Germania nazista. Preoccupato per le sorti del terzo Reich, domanda ai turisti se gli alleati fossero appena entrati a Berlino o se avessero notizie di Goebbels, ricevendo in rispostaun bel "selfie" di gruppo, con tanto di bastone, davanti la Porta di Brandeburgo. Fortuna vuole che una redazione televisiva si accorga di Adolf, permettendogli di partecipare a diversi Talk Show, pregustandone i succulenti profitti mediatici. Così le sue idee riguardo gli immigrati e il fatto che costituiscano un peso per l'economia tedesca iniziano a trovare largo consenso nell'opinione pubblica. Hitler, brillantemente interpretato da Oliver Masucci, rappresenta una vitale e poderosa risposta alla stagnante monotonia della politica tedesca, rappresentata da: "una donna tozza che infondeva lo stesso ottimismo di un salice piangente". C'è un dettaglio fondamentale però: tutti pensano che lui sia un comico. Le sue frasi vengono storpiare e remixate in salsa deep House su Youtube e nessuno si preoccupa della potenziale minaccia rappresentata dalle sue idee che attecchiscono sempre più. È qui che emerge il messaggio di una pellicola che fa pensare, attraverso il sorriso e la satira. Bisogna stare attenti, l'infinita crisi economica e l'insoddisfazione che ne deriva  favoriscono il proliferare di demagogia e populismo che altro non fanno che dare la caccia ad un capro espiatorio. È in questo contesto che razzismo e xenofobia si fanno largo. Personaggi come Trump, Salvini o Le Pen vengono presi in giro come fossero comici, proprio come  il protagonista di "Lui è tornato", eppure questi politici che portano avanti idee radicalmente reazionarie, che hanno nella lotta agli immigrati, percepiti come diversi e pericolosi, l'unica ragione d'essere, riscuotono enorme successo nelle popolazioni. Oltre al monito che vuole rappresentare, il film è anche caratterizzato da riprese che ricordano un docufilm, con la telecamera che spesso effettua cambi di direzione e di messa a fuoco molto rapidi. Le gag sono molteplici ed esilaranti e si costruiscono sul modo di porsi autoritario e solenne del Fuhrer rispetto alle situazioni più semplici e ordinarie. “Lui è tornato” è una pellicola dai toni sagaci, leggera ma efficace e con un finale sorprendente.

Il film è ancora disponibile su Netflix.

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