Pelé: nascita e ascesa di una leggenda del calcio

Sabato, 28 Maggio 2016 00:00
  

Se scrivessi Edson Arantes Do Nascimento, quale tipo di reazione avreste? Silenzio?

E se aggiungessi che sto per raccontarvi la storia di un calciatore soprannominato “Dico”, ancora nulla?

E se, infine, rilevassi che il calciatore ha anche un nome d’arte, del tipo, Pelé andrebbe meglio?

Per chi ama il calcio, e anche per chi lo considera uno sport da trogloditi e ormai solo business in mano agli sponsor, il nome di Pelé rimane, a tutte le latitudini, il sinonimo del campione per eccellenza. Pelè è il calcio, anche se a Napoli qualcuno avrà da ridire. Perché fare l’ennesimo biopic su un campione dello sport e, soprattutto, perché comprare un biglietto per vederlo? Semplicemente perché in questo caso non solo lo spettatore assisterà alla nascita del più grande calciatore di tutti tempi, ma potrà rendersi conto di quanto sia stata forte e intensa la simbiosi tra Pelè e il Brasile stesso. Il calcio in Brasile è una questione seria e, in alcuni casi, di vita o di morte. Quando nel 1950 il Brasile perse la finale mondiale con l’Uruguay al Maracanà non fu solo un dramma sportivo bensì la vera tragedia di un Paese. Fu come dover elaborare il lutto per la perdita di una persona cara. Una sconfitta che ebbe ripercussioni sociali, politiche e d’identità per un popolo che cominciò a sentirsi inferiore al resto del mondo. È in quest’atmosfera e situazione ambientale di frustrazione e umiliazione nazionale che Dico, un bambino di appena nove anni, dimostra in un torneo amatoriale calcistico le sue straordinarie doti e il talento unico quando ha un pallone tra i piedi. Al punto che il pubblico entusiasta lo osanna, a gran voce, con il nomignolo di “Pelé”. Un fenomeno che viene subito notato da un vecchio osservatore del Santos che vorrebbe portarlo con sé. La tragica e improvvisa morte di un amico d’infanzia di Dico blocca momentaneamente il trasferimento. Pelé cresce e, a quindici anni, vive con la sua povera e onesta famiglia nel piccolo e sperduto villaggio di Bauru. Dico ha davanti solo due possibilità: trascorrere la sua esistenza a pulire bagni o seguire il suo talento e sfruttare l’occasione per diventare un campione. Il padre, ex campione, è il primo a sostenerlo e dopo un iniziale scetticismo anche la madre si rende conto che il figlio merita questa chance. Dico giunge al Santos, nonostante le difficoltà, e riesce ben presto a imporsi dimostrando il suo immenso talento naturale. Una crescente fama lo porta all’inaspettata convocazione alla fase finale dei mondiali del '58 in Svezia e a diventare, a sorpresa, il trascinatore del Brasile alla vittoria finale. “Pelé” non è solo un film adatto a chi ama il calcio, ma anche a chi apprezza il Brasile e ha a cuore la filosofia e lo spirito di questo popolo. Con un gioco basato sulla “ginga” e sulle sue grandi doti acrobatiche, Pelè diede l’opportunità a un paese di rialzarsi e riappropriarsi del proprio orgoglio. La scelta narrativa degli autori di costruire la storia sul doppio binario sportivo-sociale è sicuramente interessante e coinvolgente per lo spettatore. Si ha l’opportunità di comprendere la mentalità e i costumi di un popolo. Il film presenta però dei chiari limiti strutturali e narrativi che trasformano la storia in molte sue parti in autocelebrativa, ai limiti della favola. La regia, sebbene semplice, lineare e appassionata, è di stampo televisivo e solo in alcuni tratti riesce a cambiare il ritmo del film, aumentandone il pathos, senza però arrivare ad un vero ed efficace salto di qualità. Il cast, composto da giovani e sconosciuti attori e da vecchie volpi, è nel complesso adeguato al compito e volenteroso nel dare ai rispettivi personaggi una discreta credibilità. La vittoria del Brasile ai Mondiali di Svezia fu la prima di un paese non europeo in Europa, segnando l’inizio della straordinaria carriera di Pelè che, con le sue gesta, ancora oggi conquista milioni di persone nel mondo.

 

 

Il biglietto d’acquistare per “Pelè” è: 1) Neanche regalato 2) Omaggio 3) Di pomeriggio 4) Ridotto 5) Sempre

 

 

“Pelé” è un film del 2016 scritto e diretto da Jeff e Michael Zimbalist, con Leonardo Lima Carvalho, Kevin de Paula, Diego Boneta, Rodrigo Santoro, Vincent D’Onofrio.

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