MYGENERATIONWEB Europei 2016: Italia - Svezia

Sabato, 18 Giugno 2016 19:19
  

Ecco arrivato il secondo tanto atteso (da chi?) articolo della rubrica di MyGeneration che racconta l’avventura azzurra in terra francese in questi Europei 2016, attraverso dettagli tecnici e considerazioni personali.
Questa volta si parlerà della vittoria contro la Svezia che, in virtù della vittoria del Belgio contro l’Irlanda, ci porta diretti al primo posto matematico nel girone, quindi sappiamo dove e quando: 27 giugno, Parigi, l’avversario è il secondo classificato del gruppo D, che per ora è conteso tra Spagna, Croazia(la più probabile) e Repubblica Ceca.
Conte ripropone il 3-5-2 che ha sconfitto il Belgio, riconferma l’intera rosa, tranne Darmian che viene sostituito da Florenzi, la Svezia si dispone con il 4-4-2.

45 minuti di noia

Il primo tempo è a dir poco soporifero, se non l’avete notato è perché stavate dormendo, gli uomini di Hamren sono compatti sia orizzontalmente che verticalmente, cominciano la manovra dai difensori centrali che sono liberi di gestire palla senza alcuna pressione né da Eder né da Pellè, che assieme alla linea di centrocampo esageratamente bassa concedono il 60% del possesso palla, ma fortunatamente per l’Italia e sfortunatamente per chiunque stesse vedendo la partita è un possesso sterile, difatti la difesa azzurra, disposta a 5, chiude tutti gli spazi nel proprio centrocampo e impedisce qualsiasi verticalizzazione, la manovra svedese acquisisce velocità solo quando si abbassa Ibrahimovic, ma il trio BBC è veloce a chiudere gli inserimenti degli esterni.
L’Italia non riesce neanche vagamente a concretizzare un contropiede, causa le posizioni troppo basse degli esterni Candreva e Giaccherini, che rallentano la manovra, e l’eccessiva distanza tra la linea di centrocampo e quella degli attaccanti, che nel momento in cui vi è un lancio verso le due punte intercettato dalla marcatura stretta dei centrali, concede tutte le seconde palle ai mediani svedesi.
In quel 40% di possesso palla la manovra azzurra è lenta, spesso imprecisa, innanzitutto a causa di un attenta organizzazione difensiva degli uomini di Hamren: i centrali non inseguono mai gli esterni preferendo la marcatura stretta sulle punte, che non riescono a ricevere palla né a fare da sponda, soprattutto Pellè, ma anche  perché la squadra di Conte sembra timorosa e ansiosa, come poi spiegato dallo stesso commissario tecnico.

La vendetta di Eder

Gli azzurri escono dallo spogliatoio con una marcia in più, Conte sembra aver motivato i suoi ragazzi, che infatti pressano molto più alto mostrando le numerose difficoltà tecniche dei difensori centrali svedesi, che cominciano a perdere l’autostima e a concedere il possesso palla all’Italia, inoltre la linea di centrocampo è più a ridosso di quella degli attaccanti permettendo transizioni decisamente più veloci, la manovra azzurra risulta in definitiva più pericolosa grazie ai più frequenti cambi di fronte e passaggi in verticale.
Nonostante tutto l’organizzazione difensiva svedese è attenta e le occasioni sono poche: la traversa di Parolo è un sussulto azzurro che purtroppo non si concretizza, infatti il gol del vantaggio arriva in un momento di grave disattenzione della linea di centrocampo gialloblu che non accorcia sulla linea difensiva e permette a un giocatore veloce come Eder di provare l’uno contro uno in velocità, concludendo splendidamente sulla sinistra del portiere.

Considerazioni

Conte realizza il secondo successo che gli vale il primo posto e il favore della stampa e dei tifosi, che vedono in lui più che nei suoi giocatori, probabilmente non a torto,  il motore della nazionale e dei suoi attuali successi, ma quest’ultima, a mio parere deludente, performance permette alcune valutazioni, negative e positive:
1) il gioco di Conte è chiaro e non si cambia, fa bene perché in una competizione così breve è un pregio avere le idee chiare, ma necessita di interpreti adeguati che l’Italia o non ha o che il suo tecnico non vuole valorizzare, per cui , almeno nelle giornate storte, ci si deve affidare agli errori degli avversari.
2) Il gol di Eder non solo ci porta agli ottavi, ma ci dimostra che ci sono delle individualità che possono spaccare la partita e che spesso fanno la differenza, come in questo caso.
3) L’italo- brasiliano autore del vantaggio ha salvato Conte da diverse critiche, tra le quali una dubbia gestione dei cambi, in parte sicuramente giusti, come l’ingresso di Zaza, in parte rivedibili, come l’ingresso di Sturaro(85’) al posto di Florenzi, giocatore di costanza e fisico, ma avrei personalmente preferito un fantasista come Insigne.

Vota questo articolo
(1 Vota)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.