Space Dive: come andare in piscina e ritrovarsi nello spazio

Lunedì, 20 Giugno 2016 07:14
  

L'Hackathon, giunto alla sua 4° edizione, vede sfidarsi ogni aprile migliaia di giovani in tutto il mondo, alla ricerca di soluzioni progettuali a sfide e problemi posti dalle agenzie spaziali internazionali, NASA ed ESA in testa.


Anche quest'anno per la seconda volta consecutiva, il trionfo è stato tutto italiano, poiché ha vinto il premio globale un progetto sviluppato presso l' istituito "La Sapienza" di Roma.


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In occasione della premiazione, presso Palazzetto Venezia, abbiamo incontrato i team vincitori, ma quello che ha attirato di più la nostra attenzione, ovvero l'unico progetto che presenta potenziale commerciale, è quello dello Space Dive. Gli studenti, che spaziano dal liceo alla facoltà di ingegneria, ci hanno spiegato le potenzialità della loro idea, che in pratica consente a chiunque di provare l'esperienza di un'attività extraveicolare (ad esempio una passeggiata nello spazio), tramite l' impiego di un casco per la realtà virtuale waterproof, e la risposta sensoriale e fisica. Waterproof, perchè è possibile tra le altre cose usarlo anche sott'acqua, ovvero l'ambiente ideale per la simulazione dell'assenza di gravità.


Per realizzare il prodotto finale i ragazzi hanno progettato anche un sistema per la completa gestione dell'aria e dell'assetto, affinché anche gli utenti sprovvisti di brevetto subacqueo, abbiano la reale possibilità di godere dell'esperienza di simulazione.


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Edoardo, Krystina, Leon, Alejandro, Veronica, Simone, Claudia, Mirco, Bryan, Maria Chiara, Andrea, Alexei, Nicola, Lorenzo, Massimo, Luciana Elena, hanno concepito e ideato lo "Space Dive" in appena un weekend. Il progetto è risultato così accattivante da aver attirato l'attenzione, già durante la premiazione, di alcuni finanziatori che hanno espresso il loro interesse e chiesto informazioni sulle possibili applicazioni commerciali.


Abbiamo chiesto ad Edoardo, quali sono gli obiettivi e le applicazioni di questa idea e ci ha risposto:«L'obiettivo dello Space Dive è quello di permettere all'individuo di vivere in prima persona, mediante l'uso della nostra piattaforma, un' esperienza simile a quella che si avrebbe nello spazio. La nostra invenzione, sfruttando l'interazione del virtuale col feedback fisico, offre un'avventura molto verosimile pur essendo nel concreto immersi in una semplice piscina. Il nostro dispositivo consente la varianza gravitazionale tramite i dati incrociati derivati della galleggiabilità controllata e l'interazione con uno scenario 3D, dentro il quale l'utente ha piena libertà di movimento. Proprio per queste dinamiche siamo in grado di offrire un'esperienza unica nel suo genere. Nelle 30 ore dell'Hackathlon "NASA Space App Challenge", siamo riusciti con risultati eccellenti a simulare una EXTRA VEHICULAR ACTIVITY ( attività al di fuori del modulo spaziale) sull'ISS ovvero l'International Space Station. Siamo molto fieri del nostro progetto e oltre alle risorse "standard" quali Unity3D, Google Cartone, Android SDK, Autodesk Inventor che sono state messe a disposizione per tutti gli studenti, il nostro team ha anche utilizzato una speciale stampante 3D.»

 

Quello che Edoardo però non dice è che la Stampante in questione è stata interamente ideata e realizzata da lui. Ma ne riparleremo presto.


Sentiremo ancora molto parlare di questi ragazzi, e ce ne rallegriamo poiché per una volta "Forza Italia" non sarà un coretto da Stadio ma un augurio che arriverà nel profondo dello spazio.


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