MYGENERATION Europei 2016: Italia-Spagna

Venerdì, 01 Luglio 2016 07:46
  

Quarto appuntamento "Europeo" con MYGENERATIONWEB, il terzo è saltato causa impegni, ma tanto eravamo già primi.

 

L'Italia vince una storica partita contro la Spagna, una vittoria che fa bene al cuore e all'orgoglio e anche all'immagine di un Italia considerata troppo catenacciara.

 

La partita di lunedì ha mostrato una nazionale diversa dagli stereotipi, non più la solita Italia che difende col cervello e attacca col cuore, ma una squadra decisamente organizzata che corre come pochi (117,8 km) contro una formazione presuntuosa che non si impegna nemmeno quel tanto da andare in campo con una tattica precisa, almeno a quanto dice Balzaretti.

 

Andando nel dettaglio, tutti abbiamo potuto notare come la manovra italiana, come al solito gestita dall' eccelso Bonucci, iniziasse dalla difesa per poi proseguire agilmente (visto il poco e scoordinato pressing avversario) verso gli esterni di centrocampo che potevano controllare il gioco facilmente poiché l'organizzazione difensiva degli spagnoli era talmente in ritardo e lenta che la maggior parte delle volte non faceva che facilitare le strategie di Conte lasciando diversi centrocampisti azzurri senza marcatura, in particolare De Rossi che non veniva seguito velocemente da Iniesta.

 

Agevoli erano anche le famose verticalizzazioni contiane, difatti la copertura dei centrali Piqué e Ramos era a dir poco scialba, soprattutto perché i terzini non riuscivano né ad aggredire gli esterni italiani né ad aiutare nella copertura di Pellè ed Eder. In particolare la punta del Southampton ha fatto un eccellente lavoro da boa, scaricando - spesso di petto a dimostrare quanto è stato facile per lui - verso l'italobrasiliano o verso le mezzali Parolo e Giaccherini che hanno trovato ampi spazi a centrocampo vista la lunghezza della formazione avversaria.

 

Guardando alla manovra spagnola si può notare ancora di più l'eccellenza tattica italiana, tutta merito di Conte: infati la costruzione spagnola quando parte dalla difesa subisce il pressing altissimo azzurro, effettuato con Giaccherini, Eder e Pellè; Parolo copre a centrocampo e De Rossi, come sempre, si schiaccia sulla linea difensiva, lasciando a Florenzi e De Sciglio la copertura sugli esterni, solitamente affidata alle mezzali. Quando la fase offensiva spagnola supera la difesa si può notare il capolavoro italiano nell'accorciarsi velocemente e difendere con ben 6-7 uomini, la densità a centrocampo impedisce che l'estro creativo degli uomini più pericolosi, Iniesta e David Silva, si concretizzi nelle zone centrali, e infatti non riescono a superare mai la trequarti. Più frequenti invece gli inserimenti dei terzini spagnoli che però vengono abilmente seguiti dalla BBC italiana.

 

In definitiva questa vittoria ci mostra come Conte gioca a calcio come gioca a scacchi, studia l'avversario con una spada in una mano e L'Arte della Guerra nell'altra: la sua vittoria pone definitivamente fine al ciclo spagnolo, sabato sapremo se sta per iniziare quello tedesco. Sapendo che Löw non è Del Bosque.

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