de Giovanni alla Libreria Iocisto per presentare il suo ultimo romanzo

Mercoledì, 06 Luglio 2016 18:44
  

La cultura a Napoli non va in vacanza o almeno non ancora. È stata infatti la protagonista del pomeriggio vomerese dello scorso Martedì 5 Luglio. Piazza Fuga, libreria Iocisto, la libreria di tutti. Dalle 19:00 circa, con una mezz'ora di ritardo, ha avuto luogo la presentazione del nuovo, attesissimo libro di Maurizio de Giovanni, già in vetta alla classifica dei libri più venduti dopo appena 10 giorni dall'uscita nelle librerie e candidato ad essere uno dei libri più letti sotto l'ombrellone. Serenata senza nome. Notturno per il Commissario Ricciardi è il titolo del nuovo romanzo dello scrittore napoletano, tra i più amati e seguiti in tutta Italia. Nono capitolo della saga dedicata al commissario che tanto ha appassionato in questi anni gli amanti della lettura e in particolare dei noir e che probabilmente, come per "I Bastardi di Pizzofalcone", di qui a poco approderà in tv.
Ne ha discusso insieme all'autore, nello spazio antistante la libreria, la vicepresidente di Iocisto, Federica Flocco. Ospite d'onore, l'acclamato attore Marco D'Amore, reduce dal grande successo di Gomorra La Serie, che, oltre a prendere parte alla discussione con interventi interessanti, ha prestato la sua voce e le sue doti interpretative alle parole di De Giovanni, tra cui lo scritto inedito "La città è obesa". Ed è proprio l'attore napoletano che de Giovanni si augurerebbe di vedere nei panni di Ricciardi per la sua grande capacità di rendere con profonda umanità il dolore. La cantante Barbara Buonaiuto, voce solista dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, ha deliziato i tanti partecipanti, sistemati un po' alla rinfusa tra la piazza e le scale che conducono a Via Morghen, con brani tratti dal repertorio della canzone classica napoletana, note suggestive che hanno riprodotto le malinconiche atmosfere che si respirano nel testo. L’hanno accompagnata nella performance Luca Urciuolo alla fisarmonica e Giorgio Mellone alla chitarra.

Un evento quindi, quello di ieri, che ha saputo coniugare egregiamente narrativa, con riferimenti a Italo Calvino ed Erri de Luca, recitazione e musica, reso ancora più suggestivo dalla partecipazione affettuosa del pubblico presente, che ancora una volta dimostra l’interesse del popolo napoletano per le occasioni di fare insieme cultura. 

foto

Una partenza, un lungo viaggio di speranza, quello che affronta da clandestino fino alla lontana America, il protagonista, Vinnie Sannino. Introducendo la storia del suo romanzo, de Giovanni non manca di rivolgere un pensiero ai tanti migranti, ai profughi, che negli ultimi anni stanno cercando rifugio in Europa, ricordando i drammatici flussi migratori degli Italiani fino alla metà degli anni ’30 del secolo scorso.

Il destino sembra sorridere al giovane Vinnie, che diventa campione di boxe dei pesi mediomassimi, eppure la sua storia è quella di un emigrato che è partito ma non se n’è mai andato, lasciando il suo cuore a Napoli. L’occasione per decidere di ritornare a casa è la morte del suo avversario nell’ultimo incontro: il colpo infertogli è infatti mortale. Il suo ritorno lo metterà di fronte ad una realtà profondamente diversa da quella che, poco più che ragazzino, aveva lasciato alle spalle. La ragazza che aveva pianto disperata la sua partenza è nel frattempo diventata moglie e madre e rimane improvvisamente vedova. Suo marito è stato infatti ucciso con un colpo alla tempia. È ora per il commissario Ricciardi di indagare con non poche difficoltà sul caso.


Come nei precedenti libri è sempre Napoli la cornice all'interno della quale si racchiude la storia e allo stesso tempo la grande protagonista della storia stessa. È lo stesso de Giovanni ad affermare che non potrebbe scrivere se non vivesse a Napoli, non avrebbe potuto concepire le sue storie e disegnare i suoi personaggi se non fosse stato napoletano, cittadino dell'unica città sudamericana lontano dal Sud America, come ama definire la nostra città. Un romanzo più corale secondo la moderatrice della presentazione, in cui ciascuno dei molti personaggi che animano le pagine è un personaggio completo e caratterizzato, funzionale alla storia e al contempo dotato di vita propria, nel quale non si può non immedesimarsi, rispetto al quale non si possono non cercare le motivazioni alle sue azioni. È questo l'interesse che de Giovanni afferma di avere oggi, dopo numerosi noir di successo scritti e pubblicati. Comprendere come e perché i suoi personaggi si muovono, come interagiscono tra loro, piuttosto che mascherare fino alla fine il responsabile del delitto. Rivela infatti che molti lettori, con un pizzico di delusione, gli abbiamo confessato più volte di "aver scoperto l'assassino" già dalle prime pagine e che con estremo candore egli abbia risposto che non è tanto importante il chi quanto il perché. Maggiore spazio anche per i personaggi femminili, tanto diversi e tanto indispensabili, i detonatori delle passioni degli uomini, come le definisce l'autore, che addirittura si propone di annunciare al pubblico presente un’anticipazione sul prossimo romanzo, collegato alla figura di Enrica. La risposta è netta: c’è più gusto ad attendere. 

Vota questo articolo
(0 Voti)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.