4-2-3-1 Nerazzurro

Sabato, 24 Settembre 2016 10:24
  

Finalmente, dopo anni di confusione societaria e non solo, la piazza nerazzurra ritrova la speranza e la gioia di seguire una squadra che, nonostante i primi affanni, sembra aver trovato il bandolo della matassa, difatti dopo le ultime due vittorie contro la prestigiosa Juventus e la più modesta, seppur molto ostica, Empoli sembra tutto più definito: la formazione, i ruoli e il progetto di un futuro che inizia con un allenatore olandese che sembra quasi italiano per quanto è atipico. Possiamo quindi trarre le prime conclusioni su una squadra ancora in costruzione ma che mostra segni evidenti di quello che è e quello che sarà nel futuro prossimo.

Il tecnico olandese, si sapeva dai suoi inizi recenti all’Ajax, predilige la difesa, infatti il suo modulo tipo,
il 4-2-3-1 è uno dei moduli più equilibrati attualmente usati nel panorama europeo, con il quale i ragazzi di De Boer, a mio parere, si sposano alla perfezione.

Il modulo infatti non richiede per forza, vista la densità a centrocampo, né ai centrali né ai terzini particolari caratteristiche offensive, in pratica non si chiede ai centrali di costruire, ma solo di difendere e al massimo scaricare sulla line a due di centrocampo più vicina, e non si chiede, almeno per forza, ai terzini di salire.
Queste caratteristiche non solo esaltano le capacità difensive del quartetto di difesa, in particolare di Miranda e Murillo, ma sopperiscono alle lacune nella capacità di costruzione del gioco e di sovrapposizione.

De Boer posiziona Medel e Joao Mario davanti alla difesa, ma il vero e unico mediano è il cileno, il quale, anche grazie a un mercato che gli ha portato dei registi con cui giocare, ritorna a fare quello che sa fare, cioè schermare la difesa posizionandosi davanti alla stessa e a sostituire i difensori in caso di transizione negativa o eventuali sovrapposizioni. Joao Mario fa altro, ma lo fa molto bene, difatti non solo esautora Medel da compiti offensivi costruendo il gioco, ma dimezza la stanchezza di Banega, posizionato centrale nella linea di centrocampo a 3, scambiandosi di posto con lui più volte e con il quale sembra abbia trovato un intesa notevole.

Il trio dietro la punta è probabilmente, se ve ne è uno, il nucleo del gioco, difatti il mercato ha portato un rinforzo di lusso in questo senso, Candreva, come lo stesso Perisic, è dotato di una grande velocità e resistenza, caratteristiche necessarie per gli esterni di centrocampo in questo modulo poiché non solo devono assolvere ai normali compiti offensivi, affiancandosi alla punta e fraseggiare con la stessa, ma devono rientrare dietro la linea del pallone in fase di non possesso, pressando sempre molto alti.

Infine la punta, qui De Boer non ha scelta, Icardi ha tutto, è prestante fisicamente e riesce a tenere palla e smistare per i compagni con delle perle che allo Juventus Stadium ricorderanno ancora per molto, dopodiché non solo è un grande finalizzatore, ma questo modulo esalta la grinta di un capitano che non molla un centimetro e pressa trascinandosi una squadra con la quale può raggiungere grandi traguardi.

De Boer è partito dal lavoro di Mancini, che applicava lo stesso modulo, ma lo ha migliorato sia grazie a un mercato mirato sia grazie ad una straordinaria abilità di leggere le partite e sfruttare la versatilità del modulo e le pedine a disposizione.
Questa è la migliore Inter, si vedrà se durerà.

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Mirko Galante

Da sempre appassionato di comunicazione in ogni sua forma. Amo la fotografia e le riprese video. Adoro raccontare ciò che mi circonda attraverso uno sguardo critico ma propositivo. Non mi piace la vita in ufficio, ore ed ore dietro una scrivania non fanno per me. Preferisco mettermi in gioco, stare in strada alla ricerca di notizie, condividere esperienze, avventure e pericoli tra la gente. Non posso fare a meno della scarica di adrenalina che si ha quando armato di una telecamera nascosta, raccolgo prove per un'inchesta.

Questo è giornalismo investigativo.

 

Il mio motto è : Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che fanno del male, ma a causa di coloro che guardano senza fare niente. (Albert Einstein)

 

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