Alla ricerca di Dory e i segreti del record al Box-office

Domenica, 25 Settembre 2016 14:35
  

La pesciolina chirurgo più dolce e smemorata della Barriera Corallina è tornata nei cinema di tutto il mondo con Alla ricerca di Dory, prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney Pictures. La pellicola è il sequel di Alla ricerca di Nemo che, nel 2003, rappresentò il secondo grandissimo successo firmato Pixar dopo Toy Story (1995). Si tratta di uno spin-off poiché Dory, che nella prima pellicola era un personaggio caratteristico ma secondario, diventa l’assoluta protagonista di questo film d’animazione che la vede lasciare la barriera corallina australiana, dove vive con Nemo e Marlin, per andare alla ricerca dei suoi genitori fra i padiglioni di un parco oceanografico di San Francisco. Gli unici indizi che possono aiutarla nella ricerca sono degli sporadici flashback della sua infanzia. Questi flussi di memoria, sparsi come mollichine di pane nella foresta, rendono il film vicino ad Inside Out. Rispetto al suo predecessore, Alla ricerca di Nemo, la ricerca, filo conduttore che lega le due pellicole, non è ambientata nell’oceano ma all’interno di un parco a tema, i cui spazi acquatici ridotti sono interrotti da strade ricolme di visitatori che la nostra Dory dovrà attraversare per raggiungere il padiglione “Mare aperto”, nel quale spera di ritrovare la sua famiglia. Durante questo percorso pieno di gag esilaranti, Dory incontrerà numerosi compagni di viaggio. Oltre ai sempre presenti Nemo e Marlin, la pesciolina 'riabbraccerà' l’amica di infanzia Destiny, uno squalo balena miope che va a sbattere contro le pareti della vasca in cui vive, e Bailey, beluga convinto di aver perso l’uso dell’ecolocalizzatore naturale. Fondamentale sarà l’aiuto di Hank, un polpo a sette tentacoli dal carattere burbero che ha la fobia dell’oceano e dei bambini. Ogni personaggio vive quindi un disagio fisico e psicologico che lo rende vicino a Dory, affetta da sindrome della perdita della memoria a breve termine. Insieme supereranno i loro limiti, aiutando la pesciolina nella sua ricerca. La pellicola, distribuita nelle sale Usa il 17 giugno scorso, ha ottenuto un successo al box-office assolutamente straordinario. Si tratta del film d’animazione con il maggior incasso di sempre al botteghino nel weekend d’apertura. La cifra record ammonta ad oltre 136 milioni di dollari. Successivamente, il film ha incassato un totale di 479.800.00 milioni di dollari soltanto negli Stati Uniti. Nel resto del mondo l’incasso ha raggiunto la cifra di circa 451.200.000 milioni di dollari. Soltanto in Italia, dove il film è stato distribuito nelle sale il 15 settembre, nei primi quattro giorni l’incasso ha superato i 5 milioni di euro . Impallidiscono gli altri film, tra cui Trafficanti, che si accontenta di un mesto secondo posto al box-office italiano, con un incasso, a confronto ridicolo, di 879.300 euro. Un oceano d’oro, una sterminata barriera corallina di “verdoni”, uno tzunami di soldi. Il raggiungimento di queste cifre è reso possibile da un insieme di fattori fra cui la grande abilità delle produzioni cinematografiche di sfruttare Internet e i social network per divulgare, da molti mesi prima dell’uscita in sala, tre o quattro trailer diversi , inserti di ogni tipo, pagine ufficiali legate ai retroscena del film, foto, modalità di interazione diretta fra pubblico e attori, e tutto ciò che il marketing permette. Nel caso specifico della Disney, c’è da analizzare una peculiarità sicuramente diversa e straordinara. In ogni film d’animazione la Walt Disney costruisce personaggi secondari le cui caratteristiche sono talmente originali e peculiari che gli spettatori vengono attirati più da loro che non dai protagonisti. Questo permette alla Disney di renderli protagonisti di nuovi spin off, serie tv targate Disney Channel, sequel, prequel e tutte le operazioni di marketing allegate. Dory, pesciolina svampita, smemorata e fonte di infinita ispirazione per tante gag, rientra perfettamente nella serie di personaggi 'costruiti ad hoc' . Oltre a lei ricordiamo benissimo il successo che ebbero i simpaticissimi Timon e Pumba, Buzz Lightyear, la terribile Crudelia Demon, il Gatto con gli stivali, Capitan Uncino, il brillante Genio della lampada, Filottete, il fauno burbero che allena Hercules, e molti altri. La caratterizzazione dei personaggi secondari è sempre stata uno tra i principali strumenti di marketing adottati dalla Disney. Dory rientra così nel panorama di questo modello paradigmatico, pesciolina dal gran cuore e sempre ottimista, nonostante la perdita di memoria a breve termine, la cui dolce e insicura voce italiana è brillantemente prestata da Carla Signoris.

Alla ricerca di Dory risulta una pellicola ben fatta, tecnicamente pensata per il 3D, dinamica e divertente, avvolta nelle varie sfumature di blu che il fondale marino propone.

babydory

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