Incontri a Roma: Viggo Mortensen, il ritorno di un re a Roma

Lunedì, 17 Ottobre 2016 22:25
  

-Uno dei più bei copioni che abbia letto.- In conferenza stampa Viggo Mortensen ha elogiato così “Captain Fantastic”, film presentato alla Festa del Cinema di Roma nella categoria “Alice nella città”, di cui è protagonista. L'attore ha descritto come questa pellicola indipendente rappresenti “un modello familiare alternativo, basato su ideali di sinistra” che si impone di rifuggire la civiltà contemporanea preferendole la foresta. Un funerale sarà occasione di un viaggio in caravan lungo il quale il confronto-scontro con il sistema sarà inevitabile. Il regista Matt Ross definisce il suo lavoro - un road movie fisico e simbolico” in cui vengono descritte “tre Americhe diverse, rurale, periferica e ricca”-. Si tratta di un film indipendente dalle risorse limitate, elementi che hanno intrigato Mortensen, il quale ha detto - quando scelgo di far parte di un film non penso al budget, né allo star system, voglio solo far parte di storie che andrei a vedere io stesso. Il protagonista è descritto come - un benevolo dittatore che, a un certo punto, comprende le controversie dello stile di vita che ha imposto ai figli e cambia il punto di vista. Nell’incontro con il pubblico Mortensen ha confessato che all'inizio non era convito di recitare ne “Il Signore degli anelli - Il ritorno del re” perché ha aggiunto - Mi chiamarono per sostituire un altro attore, ma non ero preparato, non avevo neanche letto il libro. Fu il figlio a convincerlo ad accettare la parte: -Sei un matto se non dici sì!- disse. Mortenseb ha raccontato anche di come abbia ottenuto la parte di Lalin in “Carlito’s Way”. - Era Natale e dovevo andare in vacanza con la famiglia, quando mi chiamarono per il provino a Los Angeles. Presi l’aereo e, quando arrivai, mi dissero che la parte per cui ero stato chiamato era già stata assegnata ad un altro attore. Non potevo andarmene a mani vuote, c’erano ancora due ruoli disponibili e chiesi di fare il provino per Lalin, un criminale portoricano sulla sedia a rotelle. Naturalmente mi dissero di no perché non avevo l’aspetto adatto, allora tornai dopo due ore recitando la parte in spagnolo e loro rimasero stupiti. Quando Antonio Monda, sapiente direttore artistico della Festa, gli ha chiesto come nasce la voglia di diventare attore, Viggo ha risposto: - volevo capire come facessero gli attori a trasmettere emozioni e farmi dimenticare che sono in una sala davanti ad uno schermo-.

 

Ph. TripperPhotograph

Vota questo articolo
(0 Voti)

Facebook Like

Accedi

Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.