7 minuti: Placido racconta l'Italia, il precariato e le donne

Venerdì, 21 Ottobre 2016 16:10
  

Il programma del nono giorno si apre con un film di Michele Placido, 7 minuti. In un complesso industriale dal futuro incerto, il consiglio di fabbrica, composto da undici operaie, è chiamato a votare una proposta della dirigenza: la conferma del posto di lavoro con la rinuncia a 7 minuti di pausa pranzo. Un colpo di fortuna o un ricatto? La riunione farà emergere le difficoltà e le motivazioni personali di ognuna di loro. Un film che valorizza temi come il lavoro e la dignità e che genera suspance nell’evoluzione di una faccenda spinosa. Una pellicola sicuramente retorica, ma nel complesso buona. Alla conferenza stampa alla Festa del cinema di Roma era presente quasi tutto il cast. Durante l’incontro con i giornalisti Stefano Massini, l’autore della sceneggiatura, ha raccontato la genesi del progetto: -Alcuni anni fa lessi su un'edizione de "Le Monde” un articolo su un avvenimento analogo accaduto in una fabbrica della Loira, subito ne avvertii la valenza cinematografica. Scrissi un testo che portai a teatro con la regia di Alessandro Gasman, interpretato da Ottavia Piccolo (tra le protagoniste del film ndr). In seguito all’esperienza teatrale ne proposi la versione cinematografica a Michele Placido-. La parola è passata poi al regista Michele Placido: - Inizialmente ero perplesso dal testo, ma ho riflettuto e mi sono convinto che sarebbe stata una buona idea-. A questo punto Placido ha continuato in maniera polemica: -In Italia è difficile fare un film sul lavoro, inizialmente non abbiamo trovato sostegno, ma non ci siamo arresi e, alla fine, siamo riusciti ad ottenere fondi francesi, svizzeri e, infine, anche dalla Rai. Ci serviva un cast che potesse attirare pubblico, così abbiamo chiamato Ambra Angiolini e Fiorella Mannoia, che hanno aumentato l’appetibilità del progetto-. Il film è ispirato a La parola ai giurati, pellicola del ‘54 in cui una giuria si riunisce per deliberare circa la condanna a morte di un imputato. In 7 minuti, il voto di ogni operaia è realistico, soprattutto in relazione alla storia di ognuna. Si è parlato poi dei temi del lavoro e dei diritti. L’idea che il lavoro, invece di dare dignità, spesso la tolga, così come il tema delle nuove generazioni, che non hanno la coscienza civica di chi ha vissuto le lotte per i diritti dei lavoratori, sono stati fonti di un interessante dibattito fra i membri del cast che ha arricchito l’incontro.  

 

Ph. TripperPhotograph

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