Novembre ricorda: l’inaugurazione del Teatro San Carlo

Sabato, 12 Novembre 2016 11:36
  

Non c’è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la più pallida idea. Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita.(Stendhal)


Lo scorso 4 novembre è stata una data importante per la città di Napoli, che ha ricordato l’inaugurazione - avvenuta nel 1737 - del più antico teatro d’opera in Europa e del mondo ancora in attività: Il Teatro San Carlo.
Questo magnifico edificio porta il nome di Carlo di Borbone, il sovrano che volle fare di Napoli la Capitale di un grande regno autonomo che arrivava fino in Sicilia. Nei suoi piani il teatro avrebbe dovuto unire in sé magnificenza e meraviglia per l’ampiezza, gli splendori degli ori e l’acustica perfetta.
Straordinario fu anche il tempo impiegato per la sua edificazione, otto mesi, dal 4 marzo al 4 novembre, come voleva il re, così che fosse inaugurato il giorno di San Carlo, del suo onomastico. Per l’occasione fu messa in scena l’opera lirica Achille in Sciro di Domenico Sarro, che diresse l’orchestra.

15039485 10210745509423388 4360161412262166373 o La facciata

Certo oggi il teatro non è il più ampio d’Europa, ma stupisce ancora per le dimensioni della platea e del palcoscenico, la prima infatti misura 645 metri quadrati, che insieme ai 185 palchi, disposti in sei ordini, possono contenere fino a tremila spettatori. Il palcoscenico è di 1140 metri quadri, che permettono di allestire rappresentazioni con l‘impiego di cavalli, elefanti, cammelli e altro. Per ottenere questo furono abbattute molte case presso la reggia e fu acquisito un vasto territorio.

Il progetto fu dell’architetto Giovanni Antonio Medrano, lo stesso della Reggia di Capodimonte; nel tempo poi il teatro si arricchì di nuove strutture ed elementi ornamentali tanto da stupire ancora oggi per lo sfarzo dovuto alla profusione di cristalli, specchi, stucchi e bassorilievi. Particolarmente fastoso è il palcoscenico, così come lo volle Carlo, arricchito ai primo dell’Ottocento, dopo un incendio distruttivo, da un monumentale drappeggio color porpora con gigli dorati. Ai due lati è retto da due Vittorie alate, anch’esse dorate.

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Giuseppe Cammarano - Apollo che presenta a Minerva i poeti

Sul soffitto c’è una tela di Giuseppe Cammarano che raffigura Apollo che presenta a Minerva i poeti. All’eleganza dell’interno contribuivano gli addobbi in azzurro, che era il colore della Casa Borbonica, sostituito dal rosso con l’avvento dei Savoia dopo l’Unità d’Italia.
La facciata di Antonio Niccolini è in stile neoclassico, con cinque arcate e un’elegante loggia retta da quattordici colonne ioniche.

Non stupisce che il teatro entusiasmò subito i napoletani fortemente appassionati di musica - Napoli aveva una Scuola Musicale di rilievo internazionale – con nomi del valore di un Cimarosa e di un Paisiello e questo iniziò 41 anni prima della Scala di Milano e 51 anni prima della Fenice di Venezia.
Ancora oggi il Teatro San Carlo è una presenza di grande rilievo nella vita culturale della città, entrarvi e godere di una sua rappresentazione significa vivere una magia di suggestione indescrivibile.

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