Al MANN il ritorno dei Faraoni

Venerdì, 18 Novembre 2016 13:47
  

Dal 7 Ottobre 2016 è stata riaperta la Collezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che era chiusa dal 2010. L’evento è di grandissimo rilievo perché erano sedici anni che al pubblico era preclusa una delle collezioni più antiche in Europa, costituita prima di quella del Louvre, dei Musei Vaticani e di Torino.

Si compone di circa 2500 oggetti databili tra il 3000 a.C. e il 640 d.C.. I reperti provengono da varie fonti: gli scavi archeologici, tra cui quelli di Pompei, Ercolano, Pozzuoli, la collezione Farnese pervenuta a Carlo di Borbone da parte della madre Elisabetta Farnese, la settecentesca collezione Borgia, acquisita nel 1815 da Ferdinando IV di Borbone e l’ottocentesca collezione Picchianti. 
Già frequentato dai viaggiatori del Grand Tour per la fama delle antichità vesuviane diffusasi oltre che in Italia in tutta Europa, il Regno di Napoli attirava studiosi, curiosi, mercanti-collezionisti anche per la collezione egizia presente nel Museo Borbonico. Sappiamo addirittura della presenza di Champollion, il famoso archeologo ed egittologo francese che, al seguito della spedizione napoleonica in Egitto del 1798-99, era riuscito a decifrare la scrittura dei geroglifici.

Foto 1

La collezione, la cui esposizione ufficiale fu del 1821 ad opera del direttore del Museo, il marchese Michele Arditi, accompagna il visitatore nella conoscenza della straordinaria civiltà dell’Antico Egitto attraverso sette sezioni tematiche: La storia della collezione, Il faraone e gli uomini, La tomba e il suo corredo, La mummificazione, La religione e la magia, La scrittura e i monasteri, L’Egitto e il Mediterraneo antico.

Sappiamo così che l’arte egizia, sempre uguale a se stessa in 3000 anni di storia, è tale perché magico-sacrale. La statua non rappresenta il soggetto, ma è il soggetto stesso nel suo status sociale e nel suo rapporto col faraone o con la divinità. Non interessa perciò l’aspetto fisico - infatti le statue hanno una rigida frontalità e un’espressione fissa che non esprime sentimenti - importanti invece sono gli atteggiamenti, gli emblemi, l’abbigliamento, che individuano la condizione sociale e l’iscrizione che dichiara il nome e le azioni. In tal modo possiamo distinguere dei, faraoni, sacerdoti, scribi, architetti e così via.

Il Faraone ad esempio, che era a capo della rigida gerarchia sociale egiziana, tramite tra uomini e dei e dio egli stesso, si individua spesso per il nemes, un copricapo che lascia liberi gli orecchi e scende davanti in due bande laterali, ornato sulla fronte del serpente ureo.
Oppure lo Scriba, personaggio importantissimo perché, in una società di analfabeti, deteneva l’uso della scrittura su cui lo stato egiziano fondava la gestione di se stesso. La statua dello scriba rappresenta per lo più una figura seduta con le gambe incrociate, le mani tengono un papiro aperto e lo stilo. Le iscrizioni sul papiro o sulla base dicono il nome, la funzione sociale e i meriti.
E poi c’è l'affascinante sezione che riguarda il mondo dei morti, con cui gli egiziani avevano un legame fortissimo, convinti com’erano dell’esistenza di un altro mondo dopo la morte. Da qui arredi e gioielli che accompagnavano il defunto nel suo viaggio e, soprattutto, il rito della mummificazione, la bellezza dei sarcofagi, delle stele funerarie e così via.

Si tratta di una collezione di grande prestigio culturale, un fiore all’occhiello del nostro Museo Archeologico, già ricchissimo di reperti di eccezionale valore. Sappiamo che l’affluenza dei visitatori è alta, speriamo che napoletani e turisti dall’Italia e dal mondo continuino a percorrere numerosi le sale che custodiscono tesori inestimabili.

 

LUOGO: MANN Museo Archeologico Nazionale - Napoli
PERIODO: dal 07/10/16
PREZZO: Intero € 12 (può subire variazioni in caso di mostre)
INFO: 081-4422149 – 081-4422273; http://www.museoarcheologiconapoli.it/it/2016/09/apertura-al-pubblico-dei-nuovi-allestimenti-della-collezione-egiziana-e-della-collezione-epigrafica/http://www.museoarcheologiconapoli.it/it/2016/09/apertura-al-pubblico-dei-nuovi-allestimenti-della-collezione-egiziana-e-della-collezione-epigrafica/

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