Il “BLACKOUT” dei Thelegati raccontato per MYGENERATION

Martedì, 06 Dicembre 2016 17:48
  

I Thelegati sono un giovanissimo gruppo blues-rock nato nella provincia napoletana da un’idea di Danilo “Cefrone” Di Fiore, Stefano “Pelo” Pelosi, Rosario “Ciuppo” Morelli e Ciro “La Bionda” D’Ambrosio.I quattro “CIALTRONI DEL BLUES” (così definiti in una delle loro primissime esibizioni) presero forma nel 2013, quando un amico, in riferimento al loro modo poco elegante di suonare, disse “SIETE TUTTI LEGATI!”. Da allora, però, oltre al nuovo nome, capirono anche che il Blues è la strada da percorrere ed il Rock n’Roll la loro anima, riuscendo così ad esprimere il loro linguaggio tramite il dialetto napoletano, arricchendo il modo di fare musica con una forte connotazione personale. Dopo i loro primi live, grazie ad esibizioni molto coinvolgenti, raggiungono in breve tempo notorietà nell’hinterland vesuviano, riscuotendo, già durante il primo anno di attività, gradimento e seguito da parte del pubblico.

 

A.V.V.: Vi seguiamo da tempo, e devo dire che siete cresciuti molto... cos'è cambiato nel vostro modo di fare musica?

Thelegati: Per quanto riguarda il nostro cambiamento musicale, possiamo dire che abbiamo intrapreso una strada differente da quando, da quartetto rock ‘n roll/blues (con tastiera /piano), siamo diventati un power trio. L’approccio alla scrittura musicale è in buona parte cambiato, ora ricerchiamo sonorità più rock ed a volte arriviamo a toccare anche lo stoner, senza però mai dimenticare le nostre origini! Diciamo che l’occhio al blues lo “strizziamo” sempre.

Anche i testi hanno avuto dei cambiamenti sostanziali. Abbiamo infatti sentito l’esigenza di affrontare le nostre paure con più sincerità e in maniera più attenta e matura…

 

A.V.V.: Si sente molto Hoochie Coochie Man nel vostro blues, chi vi ha ispirato a fare musica? Ed ora a chi vi accostate?

Thelegati: Sì, Muddy Waters ovviamente è stato uno dei padri del blues che ci ha ispirato tanto. Quando iniziammo a suonare insieme la cosa che desideravamo di più era una sala prove, una bottiglia di whisky e tre accordi su cui improvvisare.

Inizialmente era più il blues di Chigago, con lo shuffle, la base portante. Se parliamo di blues, gli ascolti ed i riferimenti sono sicuramente cambiati, preferiamo il blues più crudo e scarno.  Però, non abbiamo un unico genere o artista di riferimento, cerchiamo solo di raccogliere tutti i nostri ascolti personali e miscelarli. Ascolti che spaziano molto nel panorama alternative rock americano ed inglese, sia del passato che del presente. Tutto questo poi lo arricchiamo con il napoletano e le sue diverse sfumature culturali, che viviamo ogni giorno nel nostro personale quotidiano.

 

A.V.V.: Dite che le 4 tracce del nuovo EP vi rappresentano in maniera perfetta, perché?

Thelegati: Senza rinnegare il nostro primo lavoro, LACENO LAKE SESSION è stato fatto con una maggiore attenzione a quelli che sono gli aspetti tecnici/produttivi e con una maggiore consapevolezza delle nostre capacità. Restare chiusi tre giorni in una casa con delle persone che ti fanno stare bene, ha contribuito in maniera fondamentale alla riuscita del lavoro finale. Diciamo che rappresento in maniera perfetta quello che siamo adesso, quello che siamo stati in quei giorni di registrazioni, e quello che vorremmo ascoltare da un power trio.

 

A.V.V.: La vita quotidiana vi da molti input, Cefrone ha raccontato la storia di Blackout, quali sono le vicende dietro gli altri tre brani?

Thelegati: Troviamo già abbastanza difficile mettere in un testo cose che realmente ci succedono, figuriamoci ad inventare delle storie....di conseguenza la fonte principale dei nostri brani è proprio quanto viviamo ogni singolo giorno nelle nostre vite. Come Blackout, anche gli altri pezzi seguono questa linea. “JOLLA”, che è seconda traccia dell' Ep, racconta semplicemente,..... come dire..... “la storia ed il rapporto di un fumatore con le jolle” appunto (così ci piace chiamarle). Il  terzo  è ''’A NOTTE'', un brano che parla di chi ama vivere la notte e di chi la considera un posto unico. La notte, nel testo della canzone, viene considerata una prostituta che accoglie tutti a braccia aperte, ma solo chi non ha voglia di “morire” e chi ha sete di riscatto ne riesce a godere. Quarto ed ultimo brano, ''NUN TORNA ‘O BBENE'', è l’esaltazione del napoletanissimo concetto del “fa bbene e scuordate”. Semplicemente vuole essere uno sfogo personale ed un rimprovero verso tutte quelle persone che danno tutte se stesse per gli altri quando questi sono in difficoltà, e che puntualmente, a parti inverse, se ne fottono.

 

A.V.V.: Come procedono i lavori? Tra quanto potremmo sentire gli atri pezzi?

Thelegati: Al momento in rete potete trovare solo i video del teaser/intervista e del primo brano dell’EP (“Blackout”), ma prestissimo ne uscirà un secondo (“Nun torna ‘o bbene). Di seguito organizzeremo una serata per la presentazione dell’EP fisico insieme al lancio degli altri due video e alla distribuzione digitale su tutte le piattaforme.

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