Napoli celebra il centenario di un grande artista - Domenico Spinosa. 100 anni dopo

Sabato, 10 Dicembre 2016 12:06
  

Dal 7 dicembre 2016 al 30 gennaio 2017 il Museo di Villa Pignatelli ospita la mostra Domenico Spinosa. 100 anni dopo.
È una retrospettiva che celebra il centenario della nascita del grande artista (1916-2007) accogliendo cinquanta opere - dagli anni Cinquanta ai primi del Duemila - di un Maestro dell’arte Informale italiana e si sviluppa lungo un percorso attraverso i siti museali che custodiscono le opere di Spinosa in collezioni permanenti: il Museo di Capodimonte, il Museo del Novecento a Castel Sant’Elmo e la Galleria dell’Accademia di Belle Arti.

La mostra percorre gli sviluppi dell’esperienza artistica di Spinosa e l’evoluzione del suo linguaggio dagli esordi, in cui il pittore sperimenta le novità che si intrecciano in Italia nel secondo dopoguerra come il Neocubismo e l’Astrattismo, per fare suo poi il linguaggio Informale, di cui diventa uno dei maggiori interpreti e al quale si mantiene fedele sempre, pur sperimentando continuamente nell’ambito del colore, dei soggetti, dello spazio e della forma.

Fondo marino

Fondo marino, tecnica mista su tela, 1965

Il noto storico dell’arte Philippe Daverio dice che Spinosa segue un suo filone personale che è fatto di materia, colore e impasti nel filone dell’astrattismo; ne è un esempio la pittura a tecnica mista su tela Fondo marino del 1965, dove le stesure di colore più o meno dense rimandano alle più personali emozioni del pittore. In tutti i sette soggetti marini, spiega la figlia, Aurora Spinosa, curatrice della mostra insieme a Valentina Lanzilli, egli “voleva rendere visibile il mare non come rappresentazione, ma come energia, fantasia, come qualcosa che va oltre l’immagine e arriva direttamente allo spirito”.

Il pendolo

Il Pendolo, tecnica mista su tela, 1972

Energia e vitalità comunica l’oscillazione de Il Pendolo del 1972, già esposto nella sala personale a lui dedicata alla X Quadriennale romana del 1972, nella sezione La situazione dell’arte non figurativa inaugurata nel 1973. Anche qui una tecnica mista su una tela campita di colore rosa sul quale cerchi e semicerchi dai toni blu, rosa e gialli danno il movimento costante del pendolo nello scandire gli attimi del tempo, ma non c’è ansia, piuttosto una consapevolezza serena del trascorrere, in fondo, della vita.

Rosso pieno
Rosso pieno (particolare), tecnica mista su tela, 1988

Ben altro effetto scaturisce da Rosso pieno del 1988, un’altra tecnica mista. Qui la tela è riempita di rosso, un rosso acceso che mette in risalto la violenza della lotta tra due galli, il movimento aggressivo delle macchie di colore che li “costruiscono”. Questo soggetto ritorna nella pittura di Spinosa, a parlarci, probabilmente, di una lotta interiore.

Il mondo degli animali è presente anche in maniera più lieve come, per esempio, il volo delle libellule e oltre alla vita della natura c’è anche quella domestica, perché un artista come Domenico Spinosa ha la preziosa dote di cogliere il mondo nella sua infinita varietà e complessità, entrando nei suoi significati più intimi ed emozionanti.
Lo spettatore si immerge in quegli impasti di colore densi, diluiti, preziosi, ricchi di sfumature e variazioni tonali e si abbandona alle forti emozioni che ne derivano senza chiedersi il perché.

 

LUOGO: Museo di Villa Pignatelli, Riviera di Chiaia 200,  Napoli
PERIODO: dal 07/12/16 al 30/01/17; orari: 8.30-19.00, chiuso il Martedì
PREZZO: Intero € 5,00
INFO: Tel. 081 761 2356

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