Diana & Lady D - L’amore ti trova sempre

Lunedì, 13 Febbraio 2017 20:59
  

Presso la storica struttura teatrale del Sistina di Roma va in scena in prima assoluta nazionale, dal 14 al 19 Febbraio, lo spettacolo che racconta la storia, la vita, le gioie e i tormenti della principessa più amata di sempre, non solo dal suo popolo ma dal mondo intero. Con il titolo Diana & Lady D la principessa triste sarà portata in scena Da Serena Autieri, con la regia di Vincenzo Incenzo e grazie alla produzione di Engage (Enrico Griselli).
Uno spettacolo unico nel suo genere che promette emozione e riflessione. Una storia dove la principessa mette a nudo se stessa di fronte proprio a se stessa. Vengono ripercorsi i momenti della difficile infanzia, della spensieratezza dell’adolescenza, la relazione col principe d’Inghilterra, il disagio dei doveri di corte, l’etichetta reale, la beneficenza, la facciata felice in pubblico e la drammatica solitudine nella vita reale. Tutti tasselli della vita fiabesca e contemporaneamente orribile di Diana che alla scena finale sconvolgerà il pubblico.

16601938 10211663934863450 3347807691756302733 oDurante la Conferenza stampa Serena Autieri ha esordito omaggiando tutto lo staff con il quale, come dice lei stessa, ha fatto un lavoro eccelso:

Voglio partire ringraziando questo grandissimo cast creativo che mi sta dando tantissimo aiuto e supporto, il produttore Enrico Griselli, ma anche  tutte le persone che stanno mettendo cuore, anima e passione per portare in scena questo spettacolo, che è soprattutto una serie di grandissime emozioni, quelle che provo io, e quelle che ha provato Vincenzo nello scrivere e dirigere questo spettacolo due anni e mezzo fa. Grazie a Gianni Quaranta che ha creato splendide scenografie, che in qualche modo ripercorrono alcuni momenti della vita di Lady D, rappresentano i suoi tormenti e le sue gioie. Voglio ringraziare A. J. Weissbard che attraverso la magia delle sue luci in questa, più o meno ora e mezza di spettacolo, ha saputo creare un’atmosfera fantastica. Poi Bill Goodson perchè è la mia fonte di ispirazione, di gioia, di dolore, perchè mi trasmette le sue emozioni, la sua passione, sempre e in ogni momento, ad ogni passo. Inoltre gran merito va dato all’emozione data da queste sei performers, che rappresentano un po’ le anime diverse di Lady Diana. Grazie alla costumista, Silvia Frattolillo che ha avuto la capacità di creare questi costumi meravigliosi, sognanti, degni della principessa Diana e del balletto che ruoterà attorno a questo viaggio emozionale di “Diana & Lady D.” E ovviamente grazie al direttore musicale, Maurizio Metalli che è riuscito a mettere in musica quel mood anglosassone di Diana, quella grande passione in ogni strumento e arrangiamento.

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Passata la parola a Vincenzo Incenzo, dopo aver fatto i complimenti alla splendida Serena, il regista ha aggiunto:

Io intanto assolvo nei confronti di me stesso ad un dovere morale: non so perchè mi sono sempre sentito molto coinvolto dalla morte di Lady D, e credo che ognuno di noi ricordi dove fosse nel momento in cui è morta, questa è una cosa che succede raramente, no? Lady D rimane una figura che ha trasceso il contesto storico, il costume, il “qualcosa” di più intimo. Appartiene forse alle donne in maniera fortemente radicata, ma rimane a chiunque come qualcosa che custodisce dentro di sè. Forse per questa fragilità per questa complicità che appartiene ad ognuno di noi. Inizialmente avevo pensato ad un libro, ma quando è apparsa nel mio orizzonte artistico Serena, tutte le tessere si sono incasellate, ho subito pensato: «E’ lei!». Al primo tentativo rudimentale di una lettura c’è stata una commozione incredibile. Poi potremmo dire anche tante altre cose, come ad esempio che è l’ultima favola possibile questa di Diana. Oggi i mostri non sono gli orchi, forse il mostro più grande è il sistema, lo stesso sistema che  ha portato la principessa in alto, l’ha resa stella del firmamento e poi l’ha stritolata. Potremmo dire che alla fine è un pò la storia di ogni  donna che subisce in qualche modo una sorta di prevaricazione, sia fisica, sia psicologica. Durante lo spettacolo, in un punto preciso della narrazione, è come se andassimo a bucare  questa benedetta quarta parete e  andassimo a raccontare la storia di tutte le donne vittime di qualcosa più grande di loro, tutte le donne che ancora devono fare i conti con una libertà non prevista in anticipo, che va sempre conquistata. Chissà perchè poi le donne debbano conquistarsela la libertà e non venga loro data in dote dalla nascita, dal contesto storico  e culturale di molti paesi del nostro pianeta. Da questo concetto è partito questo sogno e più sognavo e più insieme a Bill e Gianni Quaranta l’idea prendeva corpo, finché questo  viaggio onirico si è trasformato, culminando anche in una scena che in qualche modo avvolge Serena, con oggetti fuori scala e situazioni surreali proprio perchè lo spettacolo va visto dallo sguardo tomentato di Diana.

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Il palco si trasforma in sede dell’anima e limbo, con le scenografie del premio Oscar Gianni Quaranta (responsabile dei successi di Zeffirelli, Yvori,Ross, Corbiau), attraverso l’uso sapiente delle luci di Weissbander che vanta la cura tecnica dei film di Wilson, Cronenberg, Sten e Greenaway e che inventano suggestioni intense sdoganando spazio e tempo. Crolli e prese di coscienza vengono definiti dai movimenti sinuosi delle ballerine di Bill Goodson (coreografo di spettacoli quali quelli di Diana Ross, Gloria Estefan, Stewie Wonder e Moulin Rouge). La luce e il colore gettano un ponte con  la bellezza dei costumi ideati da Silvia Frattolillo storica costumista della tradizione teatrale italiana. Le musiche del maestro Metalli, eseguite magistralmente, raccontano le vicende di un cuore straziato appartenente alla nostra epoca oltre che a tutti noi. Le musiche si sviluppano attraverso i successi inediti registrati tra New York e Londra da musicisti di fama mondiale del calibro di: Russ Miller, Robert Cohen,Matt Bissonette, Andrea Bocelli, Nelly Furtado, Tina Turner.

Il 31 agosto, ventennale della morte di Diana, gli autori hanno espresso la volontà di presentare lo spettacolo  ai principi. Stanno intrattendendo un rapporto epistolare con gli addetti al protocollo reale anche se per ora non ci sono indiscrezioni al riguardo.

La stessa produzione commenta così: È nostra intenzione, il giorno del’ anniversario della sua morte, presentare questo spettacolo ai figli. Abbiamo già avviato un percorso  di corrispondenza, che sarà sicuramente lungo e macchinoso e sul quale al momento non ci esponiamo. Ma siamo tutti convinti che la sincerità del nostro lavoro possa arrivare là dove spesso i protocolli si fermano.

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