"Big Little Lies": da Wisteria Lane a Monterey

Giovedì, 16 Marzo 2017 10:42
  

Una delle primissime sensazioni che si hanno guardando Big Little Lies è quella di trovarsi davanti a una versione "pompata" di Desperate Housewives, e non solo per la differenza di cast: Marcia Cross, Felicity Huffman e Teri Hatcher non sono – con il dovuto rispetto – la stessa cosa di Nicole Kidman, Reese Witherspoon e Shailene Woodley.

 

La sensazione continua anche nel momento in cui ci si accorge che regia, fotografia e colonna sonora sono di un altro livello rispetto alla serie della ABC; ma, c'è un momento preciso in cui la regia di Jean-Marc Vallée spinge decisamente sull'acceleratore in direzione Monterey, lasciando Wisteria Lane nello specchietto retrovisore, ed è la scena in cui le mamme vanno a prendere i bambini dopo la scuola. C'è qualcosa di profondamente unheimlich nel modo in cui, dopo un resoconto tutto sorrisi del primo giorno, il piccolo Ziggy viene accusato e umiliato davanti ai presenti: quasi una sensazione à la The Scarlet Letter, rinforzata dal fatto che Madeline usi, qualche scena dopo, il termine "stigmatized".

 

Ma lungi dallo sminuire le vicende dei bimbi! È proprio attraverso di esse che si svolgono le battaglie degli adulti, i quali non esitano ad usare i figli come vere e proprie armi, come accade nel caso della festa di Amabella. Eppure, c'è di più in BLL che una guerra tra "mamme" e "donne in carriera": le schermaglie tra questi due schieramenti, così come gli immancabili problemi tra mamme e figli, mogli e mariti, ex mariti ed ex mogli e così via, non costituiscono l'unico filone narrativo.

 

Un terribile omicidio ha infatti scosso la "quiete" di Monterey, ma più che il delitto in sé, è interessante il modo in cui esso viene raccontato: Vallée sceglie infatti di affidarne la narrazione a una serie di brevi flashforward in cui la polizia, o alcuni dei testimoni da essa interrogati, forniscono delle informazioni che vanno ad integrare, o in alcuni casi ad anticipare, i tempi della storia principale. Questa estetica del frammento, oltre a fare da piacevole contrappunto ad una narrazione di tipo più tradizionale, contribuisce a tenere elevatissimo l'interesse dello spettatore rivelando meno del minimo indispensabile: chi è la vittima? Chi sono i principali sospettati? Quando c'è stato il delitto? Sono domande che, dopo il secondo episodio, ancora non hanno avuto risposta.

 

BLL sembra avere tutte le carte in regola per mantenere le promesse delle prime due puntate: storia intrigante, eccellente realizzazione e un cast di primissimo livello: in tal senso i personaggi sono caratterizzati alla grande e molto ci attendiamo da Shailene Woodley perfettamente a suo agio nei panni – larghi – di Jane e alla guida di una Prius.

 

Big Little Lies 3

 

La facciata da ragazza acqua e sapone (ancora più evidente accanto alle eleganti Madeline e Celeste), nasconde un passato sicuramente tormentato e pone, ancora, una serie di questioni: chi è in realtà? Chi è il padre di suo figlio? Quest'ultimo ha veramente attaccato Amabelle? Perché soffre di sonnambulismo?

 

Monterey è una località turistica californiana, famosa per la bellezza del suo mare, che in BLL viene mostrato quasi sempre in tempesta o perlomeno agitato, trasmettendo una continua sensazione di pericolo, come di una minaccia incombente e inevitabile, al punto che nemmeno le stupende case coloniali delle protagoniste paiono in grado di proteggerle dalla tempesta che sta per scatenarsi.

 

Big Little Lies 2

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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