C'è di meglio da fare che lavorare!

Venerdì, 24 Marzo 2017 17:57
  

Il lavoro rappresenta il primo diritto sociale, fonte primaria di sostentamento dell’individuo e strumento principale per affermare la propria autonomia e poter usufruire di ogni altro diritto costituzionalmente previsto.

Deve essere considerato non solo come un diritto ma anche come un dovere a cui ciascuno deve adempiere, in proporzione alle proprie possibilità e capacità, per contribuire al progresso sociale ed economico della nazione.

Però, a causa della profonda crisi economica, oggi si assiste ad una flessione del diritto-dovere del lavoro; c'è un aumento della disoccupazione, non solo strutturale, ma anche endemico per l'aumento di numero di coloro che non sono mai riusciti ad entrare nel mondo del lavoro.

La quasi totalità dei lavoratori italiani svolge la propria attività con onestà, senza ricorrere a sotterfugi ed azioni riprovevoli, ma accanto a coloro che svolgono la loro mansioni correttamente vi sono  professionisti che abbracciano un vecchio e diffuso malcostume, cercando di avere, aggirando la legge e i regolamenti al loro piacere, un tornaconto personale: i furbetti del cartellino.

Sebbene le assenze non giustificate e reiterate di un dipendente dal proprio posto di lavoro colpiscano notevolmente il settore pubblico, sono presenti anche in quello privato, con una differenza sostanziale: nel settore privato un maggiore controllo permette ai datori di lavoro

provvedimenti immediati. A causa della lentezza della burocrazia e dell'autorità competente a svolgere le indagini, il fenomeno è più devastante nel settore pubblico e induce a pensare che i lavoratori disonesti siano tutti concentrati lì. Fatto sta che l'assenteismo è una vera e propria piaga purulenta che affligge, tra le altre, la pubblica amministrazione e la sanità, con ripercussioni sulla stessa cittadinanza che, attraverso le tasse, paga agli impiegati gli stipendi, pur senza riceverne in cambio prestazioni adeguate. 

L'ultimo episodio che ha fatto scalpore riguarda il blitz avvenuto all'ospedale Loreto Mare, dove una squallida vicenda ha causato un danno all'erario, come ha affermato il Procuratore Aggiunto di Napoli Alfonso D'Avino, di circa 800 mila euro.

A Febbraio, dopo un'indagine durata due anni, durante i quali sono state effettuate diverse ore di filmati e intercettazioni, 500 tra appostamenti e pedinamenti e accertati miglia di episodi di assenteismo, sono stati notificati 55 ordini d'arresto domiciliari ai dipendenti dell'ospedale, tra cui un neurologo, un ginecologo, 9 tecnici di radiologia, 18 infermieri professionali, 6 impiegati amministrativi, 9 tecnici manutentori e 11 operatori socio-sanitari e indagate ben 94 persone. Gli arrestati sono stati poi raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica; 50 di essi hanno ottenuto il permesso di andare al lavoro in modo che seguendo la “legge del contrappasso” potessero garantire i diritti di tutti.

É emersa una situazione non di solo assenteismo dal lavoro, ma anche di episodi legati all'attività di alcuni medici che lavoravano per il pubblico e prestavano servizio anche in centri privati, in totale violazione del diritto di esclusiva; c'era poi chi andava in palestra, chi faceva lo chef in un hotel, chi fabbricava e vendeva schede false per Mediaset Premium e per Sky per rivenderle anche in ospedale.

Paradossalmente anche i controllori, ovvero coloro che dovevano rilevare le assenze e le presenze dei dipendenti, spesso erano assenti!

Unica nota positiva è il fatto che nei confronti di alcuni indagati sia stato eseguito un sequestro preventivo di 300 mila euro, denaro percepito per prestazioni non risultanti.

Questi fatti sono stati denunciati anche dal presidente del Codacons Carlo Rienzi. "Mentre i dipendenti infedeli vanno a giocare a tennis o a sbrigare faccende personali, i cittadini subiscono le conseguenze di una sanità pubblica allo stremo”.

Continuamente in TV ci sono video che dimostrano una realtà vergognosa presente, non solo a Napoli, ma in tutta Italia: persone che timbrano più cartellini spassionatamente, nonostante la presenza delle telecamere.

Queste vicende ci fanno indignare, così come ci fanno indignare le aule vuote del Parlamento quando ci sono votazioni sul testamento biologico, sul fine vita o su altre tematiche sociali, aule piene quando si tratta di salvare qualcuno della casta. Ma questo è tutto un altro discorso…

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