Ritorna "Flowers in the Dirt" in versione rimasterizzata

Lunedì, 03 Aprile 2017 11:10
  

Scrivere un articolo su Paul McCartney o su un suo disco è sempre impegnativo, non solo perché si deve parlare di una leggenda contemporanea, ma anche perché buona parte degli italiani è convinta che il bassista di Liverpool non abbia fatto nulla di significativo dopo lo scioglimento dei Beatles. Si sbagliano!

Con Flowers in the dirt si scopre il Macca più autentico e genuino ed è proprio di questo disco, uscito in versione remaster, che vogliamo parlarvi, perché colpendo positivamente la critica e il pubblico sin dalla sua prima uscita nel lontano 1989, ha fatto nascere nuove generazioni di maccafan in tutto il mondo.

Oggi Flowers in the dirt è disponibile in diversi formati: la versione deluxe, contiene 3 CD+DVD+ libro ed un disco disponibile solo in download. Il primo cd ha la scaletta rimasterizzata e remixata di quello edito nel 1989, mentre gli altri due dischi, ripuliti e remixati per l'occasione, hanno i demo registrati all'epoca con Elvis Costello. Il cd scaricabile solo via internet, invece, è pieno di B-Side e remix. Il  DVD include  i videoclip usciti all'epoca, il documentario Put it there e qualche altra chicca registrata con Costello rimasta negli archivi della MPL. Questo lussuoso box ha scatenato le ire dei fans più accaniti poiché, lo diciamo senza indugi, nonostante sia il più costoso tra tutte versioni disponibili, non dà la possibilità immediata di toccare con mano l'ultimo disco che, tra infuriate e incertezze, bisogna scaricare da internet sperando in una buona qualità sonora e che le tracce non abbiano DRM o protezioni.

Gli altri due formati, sicuramente meno costosi, contengono rispettivamente uno 2 vinili, l'altro 2 CD. Sono certamente formati diversi, ma accomunati dal fatto che hanno la stessa tracklist e lo stesso numero di dischi, unica differenza è che, comprando il vinile, bisogna scaricare l'ultima canzone del lato B.

Ma le sorprese non sono finite qui, perché per la festa della musica, Paul ha preparato una cassettina, contenente 3 Demos, che si potrà acquistare presso i record store.

Flowers in the dirt segna il risveglio di un Macca deciso a tornare alle sonorità delle origini, contornate però da nuova luce grazie alla versione rimasterizzata. Questo disco è contrassegnato dalla collaborazione con Costello, apprezzata nei dischi 2-3, che spinse l'ex beatle a riprendere il basso Hofner tra le mani,  a riappropriarsi del sound e della storia Beatlesiana e a dirigersi verso una direzione musicale più vera e immediata.

Le canzoni scritte a quattro mani, McCartney-Costello, presenti nel primo disco, sono My Brave Face, You Want Her Too, Don't be Careless Love e That day is done. Le prime hanno la leggerezza delle canzoni scritte  da Paul, ma inzuppate dall'arguzia e dalla Verve tipiche di Elvis; le altre due assomigliano di più a quelle scritte da Costello, ma con testi tipici maccartiani: un mix micidiale.

Nella canzone d'apertura, My Brave Face rispunta, dopo tantissimo tempo, il suono del Beatle bass che ha accompagnato la prima parte della carriera del baronetto inglese.

In You Want Her Too, si assiste ad un magico duetto pop ridondante, fatto di botta e risposta tra i due musicisti di Liverpool: la voce di Costello non fa per niente rimpiangere quella di John Lennon.

Ma l'apice della collaborazione MacManus-McCartney si raggiunge con Don't be Careless Love e That day is done, canzoni cupe, dal vago sapore gospel, ma che fanno tremare le orecchie dell'ascoltatore per l'incredibile prova vocale del nostro Paul.

Le sorprese non finiscono qui perché nella spagnoleggiante We Got Married c'è un ospite illustre che ha già collaborato in passato con Macca: si tratta di David Gilmour, chitarrista e leader dei Pink Floyd. Il suo modo di suonare così incisivo e ipnotico risulta purtroppo mancante quando Paul si esibì live nel 1989-90

Le ballate acustiche, tipicamente alla Paul, sono presenti in “Distractions” e in Put it There. La prima è quasi un inno alla vita semplice, un desiderio di vivere in luoghi solitari, lontani dalla routine quotidiana, per poter godere della compagnia della propria amata.

La seconda è dedicata a suo padre che l'aveva spronato a non scoraggiarsi mai.

Il lato rock è affidato a Rough Ride, suonata ai sintetizzatori, con una connotazione molto acida, dai produttori Steve Lipson e Trevor Horn, e a Figure of Eight, cantata con una tonalità così alta e rauca da mettere in difficoltà l'ex bassista dei Beatles che, nonostante ciò, la scelse, quasi a sfidare le sue corde vocali, per aprire i concerti.

This one e How many people sono altre due perle del disco. La prima segna un ritorno agli anni 60 con un sound psichidelico, l'altra è un macca-reaggie dedicato a Chico Mendes ucciso davanti alla sua porta di casa, nel 1988, per aver difeso l'Amazonia.

Le delusioni di questo disco, invece, sono rappresentate da Motor of Love, una ballata al pianoforte che lascia nelle orecchie degli ascoltatori un po' di amaro perché ci si aspettava una grande canzone orchestrale e da Où est le soleil, che richiama fin troppo quel sound anni 80 con quei sintetizzatori e batterie elettroniche.    

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