"Quarry": acqua, sangue e piombo

Giovedì, 13 Aprile 2017 08:51
  

Memphis, Tennessee. Inizio Anni '70.

 

È questo il setting di Quarry, serie TV prodotta da Cinemax e incentrata su Mac Conway, reduce del Vietnam alle prese col non facile ritorno alla vita di ogni giorno.

 

La sensazione di spaesamento del protagonista è evidente sin dal primo episodio, in cui, appena atterrato in patria, gli viene suggerito di abbandonare l'aeroporto in abiti civili, vista la cospicua presenza di contestatori e manifestanti. Mac è infatti coinvolto, assieme al suo amico di colore Arthur, in uno degli episodi più oscuri del conflitto, al punto da essere etichettato come criminale di guerra. Al di là di ciò, Mac si troverà inoltre invischiato in questioni ben più serie, entrando suo malgrado in contatto con una tentacolare organizzazione criminale specializzata nell'omicidio su commissione, e retta da un misterioso personaggio noto come The Broker.

 

Nel corso di otto episodi Quarry offre un quadro dettagliato del paese in un momento delicatissimo della sua storia, tra i prodromi della crisi economica e il riacutizzarsi della questione razziale. Molto belle in tal senso le scene in cui, come passeggeri di una muscle car, veniamo condotti attraverso i differenti sobborghi di Memphis: dal vicinato di Mac a quelli più poveri riservati alla popolazione afro-americana, il senso di degrado e di diseguaglianza diventa via via più palpabile.

 

Quarry 1

 

Sapientemente raccontato – quasi centellinato – è il trauma di Mac, attraverso una serie di enigmatiche sequenze subacquee; l'acqua è infatti un elemento onnipresente in Quarry: dalla piscina sul retro fino al Mississippi, passando per il villaggio sul fiume in Vietnam teatro di indicibili atrocità. Nessun flashback, nessuna immagine che torna vividamente alla memoria all'infuori di una maschera rituale che riappare ossessivamente e nei momenti meno opportuni. Il tutto fino all'ultimo episodio, in cui con un lunghissimo piano sequenza straordinariamente realistico e dettagliato (quasi per una sorta di contrappasso cinematografico), apprendiamo cosa è davvero accaduto «over there».

 

Quarry è un prodotto estremamente particolare: più che a una serie TV sembra di assistere a un lunghissimo film, sensazione accentuata dal finale e dalla scena dell'assassinio sulle sponde del fiume, che chiude idealmente un cerchio iniziato nell'episodio pilota (e alzi la mano chi ricordava quella scena prima di rivedere la lotta tra Mac e il Capitano). I vari subplot (le vicende di Joni, Ruth e Moses, la storia di Buddy) si inscrivono alla perfezione nella trama principale, e oltre ad essere dei gradevolissimi diversivi, toccano una serie di argomenti interessantissimi per l'America del tempo e quella odierna. Una menzione particolare va alla colonna sonora, davvero a cinque stelle, che spazia dagli spirituals al rock dei bar e dei locali, e che aderisce perfettamente alla pelle sudata di Memphis, contribuendo a restituirne l'inimitabile atmosfera.

 

Quarry 3

 

Talvolta capita che serie TV ottimamente realizzate passino quasi inosservate; benché Quarry non rientri in questa categoria, è innegabile che abbia raccolto meno di quanto gli spettasse. Poiché un'eventuale seconda stagione è tutt'altro che scontata, non resta che apprezzare gli otto episodi a disposizione, col loro enigmatico finale, e sperare che le vicende di Mac possano continuare, ottenendo, nel frattempo, il riconoscimento che meritano.

 

Quarry 2

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Gabriele Basile

I don't believe in many things, but I do believe in duct tape.

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