Gianni Boncompagni: interprete ironico ed irriverente dei mutamenti della società

Martedì, 18 Aprile 2017 12:53
  

Gianni Boncompagni si è spento, a Roma, a 84 anni. Nato ad Arezzo il 13 Maggio 1932, è stato, insieme a Renzo Arbore, colui che ha rivoluzionato il linguaggio radiofonico negli anni ’60 e ’70. Questa coppia di “discoli” apportò nell'etere una ventata di freschezza in un ambiente imbalsamato e incravattato, dove non era consono essere irriverenti, provocatori e satirici oltre ogni limite.

Si rivolse sopratutto ad un pubblico di giovani, ma anche gli adulti cominciarono ad apprezzarlo e a seguirlo. La generazione del ’70 o andava a scuola con la radiolina o correva a casa, all'uscita da scuola, per sintonizzarsi sul suo programma.

Rivoluzionò il linguaggio radiofonico, complice l'amico Arbore, con due trasmissioni: “Bandiera Gialla” e “Alto Gradimento”. La prima, andata in onda dal 1965 al 1970, divenne un fenomeno di costume con la scelta di brani musicali diversi dal gusto corrente, con novità discografiche italiane e straniere, provenienti sopratutto dalla Gran Bretagna e dagli USA, brani banditi dalla radio italiana e per questo sotto una bandiera gialla, simbolo di epidemia. La seconda, apparentemente senza un palinsesto che seguisse un filo logico, piena di battute e interventi demenziali, in controtendenza alle scelte musicali del momento e piena di personaggi strampalati e fantasiosi, insomma una trasmissione che diede vita alla nascita di uno stile che di lì a poco, con l'avvento delle radio private, si sarebbe diffuso.

Rivoluzionario fu anche il suo modo di fare televisione dove passò nel 1977.

Ma che fosse radio o TV il divertimento è sempre stato la chiave stilistica delle sue conduzioni e come conduttore e come regista. Chi altri se non lui poteva far impazzire l'Italia sul numero di fagioli presenti in un barattolo; chi altri se non lui poteva far dire alla piccola Ambra Angiolini frasi irriverenti, chi altri se non lui poteva riuscire a far diventare grandi successi mondiali canzoni da lui definite “porcate” !

Firmò anche hit musicali come “Ragazzo Triste”, portata al successo da Patty Pravo e “Il Mondo”, lanciata nel 1965 da Jimmy Fontana e da bravo disk jockey debuttò in TV con “Discoring” ed in seguito fu autore e regista di trasmissioni di successo, come “Pronto Raffaella?” “Pronto chi gioca?” e “Domenica In”, programmi che furono di conferma per Raffaella Carrà e trampolini di lancio per Enrica Bonaccorti e Marisa Laurito. Nel 1991 passò a Mediaset dove firmò i programmi “Prima Donna”, condotto da Eva Robbins e “Non è la Rai”, che fu la fucina per moltissime ragazze diventate poi famose, prima fra tutte la sopracitata Ambra, ma anche Claudia Gerini e Sabina Impacciatore. 

“Casa Castagna” fu l'ultimo programma realizzato lontano da “mamma Rai”, alla quale ritornò nel 1996 per dedicarsi a programmi come “Macao”, “Macao 2”, “Crociera” e “Carràmba che fortuna”.

Per onore di cronaca c'è da dire che fu anche vittima di un becero gossip, a cui non vogliamo contribuire, ma vogliamo solo ringraziarlo per aver colto e aver mostrato e a volte ridicolizzati ed esaltati, attraverso i suoi programmi, i mutamenti che avvenivano nella società.

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