"Chiamatemi Anna": pro e contro della serie Netflix

Mercoledì, 17 Maggio 2017 09:52
  

Qualche tempo fa ve lo avevamo annunciato, Anna Shirley era pronta a tornare!


Chi è Anna Shirley? Beh, recuperate gli episodi precedenti facendo clic qui. Come disse Giovanni Mucciaccia:«Ffffatto? Bbbene!»

 

Il 12 Maggio scorso è sbarcata su Netflix quella che noi conoscevamo come Anna dai Capelli Rossi. Basta il primo episodio dei sette previsti da questa creazione del colosso dello streaming per capire che forse non la conoscevamo tanto bene questa bimba piena di lentiggini. L'arrivo di Chiamatemi Anna era stato molto criticato, sia dai puristi del libro, che dai nostalgici del cartone giapponese, che da molti altri. La serie infatti si annunciava come diretta agli adulti, in vista dei toni non spensierati che non promettevano bene.

 

E, infatti, il tutto non sembra facile da guardare. Innanzitutto il primo episodio ha una durata di un'ora e mezza che scoraggia molti e non è proprio il massimo del piacere. Inoltre, come già detto, i toni sono seriosi e la serie è animata, più che da un serrato ritmo di azioni, dal susseguirsi di dialoghi anche molto veloci e che necessitano di molta attenzione. La giovane orfanella, infatti, ha una parlantina notevole, che snerva gli altri personaggi della serie e, bisogna dirlo, anche il pubblico.

 

Tuttavia, non si può esprimere un giudizio troppo severo dei confronti della piccola Anna. Forse il merito è dell'attrice che la interpreta, Amybeth McNulty, che non si può non apprezzare: oltre alla straordinaria somiglianza fisica che avevamo già notato nel precedente articolo, la giovane attrice riesce a trasmettere perfettamente tutto il groviglio di sentimenti che prova Anna, talvolta anche solo con uno sguardo o una smorfia della bocca. La piccola, infatti, vive delle emozioni fortissime, nel bene e nel male. Il suo passato difficile viene reso noto grazie a flashback e ricordi che rivelano i traumi subiti dalla bimba e questa è una delle caratteristiche originali della serie rispetto ai precedenti adattamenti.

 

Chiamatemi Anna 02

 

Anna viene da un orfanotrofio, lo sapevamo, ma quella è stata la parte più piacevole della sua vita: lì ha potuto anche iniziare gli studi e leggere dei libri. Scopriamo poi che è stata affidata diverse volte a varie famiglie, ma mai da loro adottata: più che altro ha lavorato come bambinaia, ma soprattutto ha servito e sgobbato come serva e, ovviamente, è stata trattata molto male, subendo anche delle punizioni fisiche. Queste però sono facilmente sopportabili da Anna, a cui preme di più essere accettata come persona e per quello che è. [SPOILER ALERT] Sarà per lei molto difficile doversi scusare con la cattiva signora Lynde, che l'aveva attaccata per prima; è poi un duro colpo non essere creduta da Marilla riguardo alla scomparsa della spilla ed essere accusata di essere una ladra, per poi essere rispedita all'orfanotrofio.


Risulta quindi evidente che il suo atteggiamento vivace ed estroverso è, in realtà, uno scudo e un tentativo di dimenticare un passato difficile. Come già detto, si tratta della caratteristica originale della serie, che la distingue dai passati adattamenti, ma può rappresentare sia una vantaggio che uno svantaggio: è un vantaggio perché permette di scoprire lati inediti della storia e rivela la profonda cura avuta nella realizzazione della serie; è uno svantaggio perché rende gli episodi – come dire? – un po' pesanti e difficili da guardare, magari la sera, quando si è stanchi.

 

E voi? Volete adottare la piccola Anna sui vostri schermi o la rispedite nell'orfanotrofio degli episodi abbandonati?

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Annachiara Giordano

Studentessa di Lettere moderne e aspirante giornalista, sono appassionata di letteratura e viaggi, cinema e telefilm, insomma di tutto ciò che possa stimolare fantasia e immaginazione. 

Sito web: https://www.facebook.com/annachiara.giordano1?ref=tn_tnmn

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